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QUATTRO PASSI ALL’APERTO – ristrutturazioni

Abitare gli spazi esterni della casa; la pavimentazione delle aree aperte va scelta con cura affinché duri, sia pratica ed esteticamente coerente con gli interni. In questo servizio abbiamo utilizzato elementi modulari 60×60 dotati di incastri laterali per installazione a secco, composti di un supporto plastico unito a una superficie ceramica rettificata e modulare. Si tratta del sistema modulo plastico.
Il giardino, il terrazzo, il bordo piscina oppure il percorso carrabile. Ecco come scegliere la pavimentazione per esterni più adatta alle proprie esigenze.
Le proposte di pavimentazioni adatte alle aree esterne sono sempre più varie, sia per l’estetica che per le finiture. Tutte soddisfano, al di là delle singole specifiche caratteristiche, alcuni requisiti base: sono impermeabili, antiscivolo e ingelive ( cioè a bassa porosità), resistenti ai carichi, agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura, alle muffe e alle macchie. Materiali, costi, manutenzione e durata nel tempo sono poi, elementi importanti da valutare con attenzione, soprattutto quando la pavimentazione deve essere impiegata in presenza di acqua e detergenti di vario genere. Se la pavimentazione è pensata per balconi, terrazzi , loggiati o anche camminamenti nel giardino, è importante scegliere un materiale in armonia con lo stile degli ambienti interni. Al omento della scelta del materiale è necessario tenere conto anche delle condizioni climatiche: in una zona con alto rischio di gelate, si di dovrà orientare su piastrelle con alta resistenza a temperatura molto rigide, mentre in zona con frequenti precipitazioni, saranno più adatti rivestimenti per esterni con basso assorbimento idrico. Queste indicazioni, come per esempio la resistenza allo scivolamento, la resistenza alla flessione o la visibilità delle impronte, sono indicate sulle schede tecniche, spesso anche con pittogrammi facilmente intuitivi, e nei cataloghi dei prodotti, corredati anche di tutti i parametri di riferimento in base alle normative europee ( EN) e a quelle ISO. L’ igienicità è legata fondamentalmente a una serie di fattori quali la stabilità strutturale, la imputrescibilità, l’inalterabilità molecolare. La stabilità cromatica.
La possibilità di mantenere pulita e disinfettata la superficie della pavimentazione, senza grandi sforzi, limita i rischi di contaminazione e proliferazioni di muffe, funghi e altre insidie.
Una pavimentazione da esterni, per conservarsi nel tempo, de ve resistere a sbalzi termici, acqua e gelo. Tradizionali o innovativi, numerosi sono i materiali ad hoc che si possono usare per realizzarla. Tra quelli naturali, i più diffusi sono pietra, granito e marmo. Le pietre sono materiali durissimi e ingelivi, particolarmente resistenti agli agenti atmosferici. Spesso vengono impiegati i serizzi, di colore grigio con grandi cristalli bianchi: le beole, bianche, verdi o grigie: la pietra d’Istria, la pietra di Trani, i travertini, i quarzi e la pietra serena. I graniti sono rocce dure e compatte, resistenti al gelo agli sbalzi termici e alla luce. I marmi sono, invece, pietre di origine calcarea più tenere e porose e, quindi meno resistenti alle intemperie, alle abrasioni e alle macchie. Per cui sono meno usati in esterno. L’impasto di sassi, sabbie e pietrisco con acqua e leganti, e l’argilla cotta ad alta temperatura e fatta essiccare permettono di realizzare materiali che hanno la stessa durezza e consistenza delle pietre. Le ceramiche utilizzate per le piastrelle, ad esempio, possono essere un ottimo prodotto per pavimenti esterni, perché sono antigelive e resistenti a temperature inferiori a 0° C . il cotto è un materiale poroso trattato in forno a temperature intorno a 1200 ° C. ha colori che vanno dal giallo paglierino al rosso fino al grigio. Anche il legno, contrariamente a quanto si pensi, è un materiale adatto a pavimentare aree esterne ma deve avere caratteristiche particolari. I bordi sono arrotondati e la superficie è bisellata, cioè presenta delle scanalature che permettono una migliore aderenza delle suole delle scarpe in condizioni di bagnato. Anche la levigatura è importante per permettere il perfetto allineamento tra i listoni e per evitare problemi in caso di eventuale calpestio a piedi nudi, come può avvenire a bordi piscina. Per quanto riguarda il tipo di legname, l’importante è la presenza di sostanze come tannini e olii essenziali che già naturalmente impediscono la formazione di muffe, funghi e l’attacco di insetti xilofagi, a cui vanno aggiunti, poi, specifici trattamenti artificiali cui il pavimento deve essere sottoposto. Per quanto riguarda i formati, il pavimento per esterno in legno si differenzia in due tipologie: i listoni o decking, ottimi per forme irregolari come nel caso di pavimenti per piscina, giardino o grandi superfici, e le mattonelle o quadrotte assemblate, ideali per pavimentare terrazzi o spazi di forma regolare come patii, pergole, gazebo. Queste ultime, però, sono perfette anche per il bordo piscina. Nel caso di perimetri irregolari o di percorsi sinuosi si possono creare percorsi sull’erba con la posa diretta di lastre sul terreno. È necessario, dunque, posizionare delle lastre di pietra di un certo spessore e un po’ distanziate l’una dall’altra in modo tale che l’erba possa crescervi attorno. Effetto sarà molto naturale.
PAVIMENTI “FAI DA TE”
Facilmente realizzabili con doghe in legno, lastre in cemento, ghiaietto o sassi molto dipende dalla resa estetica che vogliamo attenere e dai materiali già utilizzati per la casa e il giardino. Innanzitutto si parte dalla progettazione: capire le esigenze e dimensionarle in modo corretto e fondamentale. Se pensate di utilizzare il ghiaino come finitura finale sarà opportuno prevedere dei cordoli di contenimento del materiale, per evitare che i bordi del vialetto abbiano sbavature: si possono usare doghe in legno posizionate in verticale, oppure elementi in pietra o calcestruzzo. Una volta posizionati i cordoli, distribuite il ghiaino sopra il ghiaione e tirate in piano il materiale aiutandovi con un rastrello. Il pavimento è terminato.
Se, invece,volete creare una pavimentazione in legno, dopo aver sistemato il ghiaione, stendete uno strato di sabbia, costipandola bene con un rullo, per garantire la solidità nel tempo. Sulla sabbia andranno posati i listelli di supporto e infine le doghe scelte, tagliate a misura e fissate ai supporti con viti zincate. Di solito i listelli di supporto vanno messi sul perimetro e circa ogni 80 centimetri, per evitare che le doghe si imbarchino a causa dei carichi e delle variazioni di temperatura e umidità. Le doghe vano poi distanziate di circa 1 centimetro una dall’altra per facilitare maggiormente il deflusso dell’acqua piovana. Nel caso di finitura in lastre di cemento, procedete sempre con lo scavo e la stesura degli strati di ghiaino e sabbia. Le lastre andranno poi posizionate direttamente sulla sabbia. In alternativa, procuratevi dei ciottoli e incastrateli bene nella sabbia, formando così un pavimento di sassi.
Roma Edilizia – ditta ristrutturazioni roma

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