Il 9 giugno alle ore 17.30 il Diagonal Loft Club di Forlì ospiterà la presentazione del libro “Modelli cognitivi e comportamento animale” di Roberto Marchesini, direttore della SIUA e fondatore della zooantropologia didattica intesa come nuovo approccio all’ addestramento cani. Il saggio, pubblicato all’interno della collana IBIS di Psicologia clinica e Neuroscienze curata da Gianni Tadolini, presente all’evento, è incentrato sul tema delle funzionalità cognitive dell’animale in una visione non antropocentrica bensì bioetica: con l’Umanesimo l’uomo considera la sua specie al centro dell’Universo fisico e biologico, superiore alle altre creature della Natura, così da negare loro un carattere di alterità, di soggettività e di singolarità. In questa prospettiva, l’altro-animale diviene un mezzo per soddisfare i bisogno primari dell’uomo, come quelli legati alla forza, alla fatica, al lavoro, senza considerare questa cooperazione in un’ottica positiva, costruttiva e relazionale ma solo a senso unico. Roberto Marchesini oppone dure critiche alle varie forme di antropocentrismo, ontologico, epistemologico ed etico, che hanno relegato l’animale al di sotto della soglia di essere vivente, privandolo sovente della sua propria dignità e del suo diritto alla vita: “Affermare che un animale sia stupido, fare una classificazione dell’intelligenza delle varie specie, ritenere che il modello cognitivo del non-umano sia una versione primitiva rispetto a quella dell’essere umano, chiedersi il livello introspettivo del processo per assegnargli la patente cognitiva, significa porsi al di fuori dell’esperienza evoluzionistica, peraltro applicata per le altre funzioni”. Queste critiche sono altresì dimostrate da una approfondita ricerca teorica inerente lo studio sul comportamento animale a livello cognitivo e funzionale, e da una lunga esperienza personale di confronto diretto con l’eterospecifico maturata all’interno delle pratiche didattiche sviluppate alla SIUA. Tra queste, il corso per diventare educatore cinofilo inteso come nuovo modo di addestrare il cane, non più considerando l’animale con mezzo per ottenere uno scopo ma sviluppando le sue qualità peculiari al fine di consentirne una corretta ed equilibrata integrazione sociale. Inoltre, la SIUA propone percorsi formativi per diventare Referente in Pet Therapy, al fine di realizzare una relazione tra uomo e animale non solo pacifica e orizzontale ma persino co-terapeutica.
Avere un cane è una scelta importante che condiziona la vita e certamente avere un cucciolo non è come avere un giocattolo, ma un essere vivente ed intelligente, con le proprie necessità e dei sentimenti molto simili ai nostri; addestrare il proprio cane significa dunque innanzi tutto rispettarlo, perché indirizzare in modo corretto i suoi istinti verso comportamenti costruttivi e in relazione positiva con l’uomo significa creare le condizioni ottimali per vivere in armonia con lui, senza che né l’uomo né l’animale subiscano l’altro ma anzi lo vivano come parte di sé.
Tags: ADDESTRAMENTO CANI, diventare educatore cinofilo, referente in pet therapy
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