Sono invitato a “casa” di amici io e la mia numerosa famiglia durante i giorni di vacanza della prima settimana di Gennaio 2013, per “inaugurare” la loro nuova dimora. Come posso andare a mani vuote e presentarmi in una reggia solo con la voglia di esplorare così tanta bellezza e freschezza senza una bottiglia di bollicine per festeggiare il grande e tanto atteso evento? Dopo un difficile e impegnativo pomeriggio passato insieme a mia moglie ad aiutare a turno i nostri pargoli nell’impresa titanica di finire i compiti per le vacanze natalizie, decidiamo di cambiarci e partire. Colgo l’occasione e prendo con cautela una delle due bottiglie di Champagne rimaste dentro la mia cantina-frigo nel reparto bollicine importanti, e la mia scelta cade proprio su quella che aspettavo di bere da tempo: Bruno Paillard Brut Millesime 1995 Blanc de Blancs. Chardonnay 100% una delle mie uve preferite soprattutto se fatta fermentare in bottiglia dai maestri francesi che con sapiente uso di alchimie ignote riescono a volte a rendere delle ciofeche in sontuosi e prelibati nettari da bere e degustare in doveroso e religioso silenzio…Lo apro guardato dal padrone di casa che cerca di capire che cosa andremo a bere stasera. Tappo strettissimo come piace a me, è rimasto a lungo a riposare e al posto del bacio del principe azzurro, a risvegliarlo è stata la mano dell’uomo dagli occhi di ghiaccio: il sottoscritto. Lo verso nei calici e la bolla si affaccia tremula e appena appena accennata alla vita, piena di ossigeno, che la vuole attaccare per ossidarla e per farle capire che è giunto il momento di raccontare la sua esistenza passata in bottiglia. Colore oro carico, bello, avvolgente, sontuoso, ricco, splendente, brillante, regale. Aspetto un po’ prima di avvicinarlo al naso perché sono avvolto dall’importanza del colore che, come una coperta di lana fatta a mano ti fa sentire il suo calore solo guardandola, così questa prelibatezza da bere ti mette in soggezione solo guardandolo: è una tinta forte proprio da imperatore. Prendo coraggio e lo avvicino alle narici. Saranno in grado i miei poveri recettori di percepire così tanta grazia ricevuta? provo. Pane tostato, brioches appena sfornate, frutta matura a bacca bianca, pesca, pere cotte…è una libidine.Mi guardo intorno per capire dove sono e vedo legno ovunque e spazio, tanto spazio ma tanto spazio intorno a me e caldo, tanto caldo dato dall’armonia del paesaggio, sembra di stare in uno chalet di montagna immenso e immerso nei boschi…sono a pochi chilometri da casa mia in quel di Veggiano. Torno quindi alla strana realtà e mi approccio ad assaggiare il capolavoro. Mi sento isolato e concentrato nel percepire ed assaporare quello che il vino mi sta comunicando. Eccoci è arrivato il momento tanto atteso: l’assaggio. Lo metto in bocca e si sprigiona l’armonia tanto attesa, ottimo è un vocabolo come un altro che non rende. Sublime questo prodotto da sgranocchiare come una merendina per un bambino che la brama dopo due ore di ginnastica, lo bevi e ne chiedi dell’altro, lo odori e non ne sei mai sazio, sembra una droga e io un tossico che da ore è in astinenza. Infinito, lunghissimo, nato come aperitivo e dopo cosa bevi?…continui così! Cosa dire se pensi che il 1996 è l’annata del secolo? Il 1995 intanto lo bevo e non ha mai disdegnato il confronto. Per me che sono mortale poco importa la classifica degli altri e delle annate, spesso e volentieri mi capita di bere ed emozionarmi per prodotti magari considerati poveri o meno buoni, ma se amo il mio palato e lo rispetto che cosa devo fare di fronte alle mie sensazioni corporali? Se un vino mi piace e lo bevo significa che voglio concentrarmi e seguire la sua strada e leggere il suo racconto, ho sete di imparare e lasciarmi guidare dai maestri davanti a me che sono i vini e i produttori. Ogni tanto tutti dovremmo fare un passo indietro e nascere come una lavagna nera dove chi decidiamo noi possa prendere un gessetto bianco e scrivere ciò che noi poi andremo a leggere.Incantevole questo champagne che a volte, visto l’importante profumo, può ubriacare o mandare in tilt…ma poi si lascia bere: non preoccupatevi o voi che avrete la fortuna di assaggiarlo!La serata si conclude magnificamente, la bellezza e la sontuosità del risultato con il mattone è pari al messaggio subliminale lasciatomi dal vino bevuto: un’altra chicca da mettere nel mio ricordo indelebile.Grazie a tutti di tutto.
Tags: champagne, degustazione, recensione
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