Dal 31 marzo, data di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA, sono circa 7,7 milioni le fatture elettroniche già trasmesse al Sistema di Interscambio. Per quanto riguarda gli scarti del Sistema di Interscambio si è potuto assistere ad un dimezzamento nel corso dello scorso mese rispetto ai precedenti. Questi sono alcuni dei numeri emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica del Politecnico di Milano.I risultati raggiunti nell’arco di tre mesi hanno spinto la Pa a proseguire sul cammino verso la digitalizzazione, con importanti influenze sui suoi fornitori. Non tutti gli uffici appartenenti all’indice della PA hanno però già ricevuto fatture elettroniche, il 20% non ha ancora avuto inoltri da parte del Sistema di Interscambio e le mancanze maggiori si registrano tra le imprese private.La Fatturazione Elettronica permette di ottenere benefici dal punto di vista economico, oltre a portare vantaggi in termini di tempo e risorse. A questo punto la sfida riguarda il mondo delle imprese B2B, dove l’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA può stimolare ulteriormente lo sviluppo e la diffusione delle relazioni digitali.Il passo successivo del processo di digitalizzazione sarà l’estensione dell’obbligo di fatturazione alle imprese private, in modo da semplificare e velocizzare i processi, nonostante le resistenze di alcuni. Paolo Gatti, Co-Direttore della Ricerca, vede nella Fatturazione Elettronica il punto di partenza per un cambiamento del nostro Paese, l’inizio di un nuovo modello digitale di business.L’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA ha portato con sé un aumento delle soluzioni di Digitalizzazione, soprattutto per la Gestione Elettronica Documentale e i processi di Business Process Outsourcing (BPO).Lo stimolo si è esteso anche alle singole aziende, che sono state spinte a riorganizzarsi in chiave digitale: è aumentato significativamente il numero di imprese che conservano digitalmente i loro documenti e, per quanto riguarda l’invio delle fatture, molte hanno deciso di estendere la digitalizzazione alle fatture non destinate alla Pubblica Amministrazione. “Anche chi non ha forti relazioni commerciali con la PA sta sfruttando la pervasività della Fatturazione Elettronica verso la PA per incrementare le relazioni digitali con i propri partner commerciali – dice Paolo Catti -. Lo stimolo non ha mosso solo le grandi imprese, anche alcuni fornitori più piccoli della PA hanno colto l’occasione per attivare, proseguire o completare un percorso di innovazione”.Già nel 2014 sono state circa 10.000 le imprese che in Italia hanno scambiato tramite reti EDI i principali documenti del Ciclo Ordine-Pagamento con clienti o fornitori, con un aumento rispetto agli anni precedenti che ha riguardato anche il volume dei documenti scambiati.Oltre 60.000 imprese italiane sono connesse tramite Extranet e/o Portali B2b ai propri partner commerciali, canali che consentono lo scambio regolare di almeno uno dei documenti del Ciclo dell’Ordine.
Tags: fatturazione elettronica, pa
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