Per quanto riguarda le applicazioni della carta di identità elettronica nei singoli Comuni, a Roma comune.roma.it si pensa di utilizzare la carta come uno speciale bancomat cittadino, per effettuare alcuni pagamenti. Si potranno pagare tributi, 1’Ici, servizi comunali (rette scolastiche, asili nido).L’ologramma è una immagine tridimensionale che non può essere modificata, realizzata grazie all’uso di fasci di luce laser. Il principio è stato scoperto dallo scienziato ungherese Dennis Gabor, per questo insignito nel 1971 del premio Nobel perla fisica. La carta potrà essere utilizzata anche nelle prenotazioni sanitarie, in collaborazione con la Farmacap romacivica.net, l’azienda che già gestisce il SICUP sicup.it, il sistema informatizzato delle prenotazioni ambulatoriali nella capitale. Per accedere ai vari servizi opzionali il cittadino potrà usufruire di una serie di chioschi telematici dislocati sul territorio, oppure, se in possesso di un computer, potrà attivare la sua carta direttamente da casa utilizzando uno speciale lettore che sarà dato in dotazione dal Comune. In questo modo sarà possibile, per esempio, richiedere via Internet un certificato anagrafico e riceverlo direttamente a casa.In attesa della carta di identità elettronica, Parma ha deciso di prendere la scorciatoia, introducendo la “carta città” comune.parma.it/servizi L’idea alla base del progetto è “la vicinanza al cittadino e la trasparenza, per migliorare l’accesso all’amministrazione, ai suoi servizi e alle informazioni sulla città”. Con la smart card comunale si può accedere a numerosi servizi, sia da casa, via Internet, sia presso i chioschi telematici distribuiti in vari quartieri e in alcuni uffici, sia in una struttura mobile collocata presso i mercati rionali. Anche a Torino c’è una iniziativa analoga, la carta “Torino facilissima” torinofacile.it rilasciata dal Comune a tutti i residenti che la richiedono. In attesa del rilascio a tutti gli italiani della carta di identità elettronica, il governo sta pensando a un intervento di transizione, la cosiddetta “carta nazionale dei servizi.” La “carta città” del Comune di Parma serve per identificare il cittadino e ottenere questi servizi: certificati anagrafici, pagamento di rette, imposte, licenze, parcheggi e servizi scolastici, richiesta dell’estratto conto Inps e del libretto di lavoro, accesso agli atti istituzionali, consultazione delle pratiche in corso. La “carta città” consente inoltre di comunicare l’inizio e la fine dei lavori, presentare la domanda per ottenere licenze e concessioni, sapere se ci sono multe da pagare, prenotare un posto a teatro o una visita al museo. Per i professionisti è disponibile la cartografia in formato digitale, che può essere scaricata dalla rete. ” L’iniziativa Torino Facilissima, messa a disposizione dal Servizio Telematico Pubblico della Città di Torino, consente di accedere direttamente da una qualsiasi postazione Internet allo Sportello Virtuale dell’Amministrazione, senza code e attese. Il servizio prevede il rilascio della carta Torino Facilissima, destinata ai cittadini residenti del Comune di Torino. Per la carta d’identità elettronica siamo nelle prime fasi sperimentali, è un progetto importante, andrà avanti, ma per la sua complessità richiederà del tempo, perché accoppia l’aspetto elettronico del riconoscimento in rete con l’aspetto dell’identità fisica. Nel frattempo lanceremo la carta nazionale dei servizi, che è lo sdoppiamento fisico della carta d’identità elettronica. Anticipiamo l’uso del riconoscimento in rete, mettendo a disposizione una carta standard, in modo tale che tutti gli enti locali che si apprestano a mettere in rete servizi possano usare lo stesso standard e evitare a noi cittadini di avere una moltitudine di carte nel portafoglio in funzione di dove siamo” (Intervento del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, allo SMAU)La necessità di utilizzare questa opportunità possono andare all’Ufficio Anagrafe per essere riconosciuti da un funzionario, che gli consegnerà hardware, software e istruzioni dettagliate. Una volta a casa, l’utente genera dal suo computer la coppia di chiavi pubblica e privata e ottiene il certificato. Non è necessario essere residenti a Bologna per usufruire di questo servizio. Il certificato elettronico emesso dal Comune, associa la chiave pubblica e l’identità della persona in possesso di quella specifica coppia di chiavi. Il Comune dunque è garante dell’identità del cittadino proprietario della coppia di chiavi. Da quel momento in poi, ogni comunicazione fatta dal computer del cittadino attraverso la posta elettronica o Internet può contenere la firma digitale, cioè una serie di caratteri crittografati che diventano così l’impronta univoca dell’autore del messaggio.
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