Nelle ultime settimane si è parlato molto della gestione della privacy da parte di Facebook. Il dibattito è nato dopo che il famoso social network ha allentato alcune regole sulla privacy permettendo a qualsiasi utente di accedere ad informazioni pubblicate nel profilo di altre persone, anche se quest’ultime non rientravano nella cerchia di amicizie. Sulla scia delle polemiche, due giovani canadesi hanno lanciato il “Quit Facebook Day”, un’iniziativa che invitava a chiudere il proprio account facebook come forma di protesta verso il social network. Solo poche decine di migliaia di iscritti hanno accettato di rimuovere ogni traccia personale da Facebook, ma l’iniziativa è comunque servita per rianimare il dibattito sulla riservatezza online. Tant’è vero che pochi giorni dopo Mark Zuckerberg (l’ideatore di Facebook) annunciava alcuni cambiamenti nella gestione della privacy.
Allo stato attuale gli strumenti per proteggere i propri dati su Facebook sono diversi. Accedendo alla pagina delle impostazioni nel profilo personale si ha la possibilità di indicare se i dati (quali ad esempio la biografia, le foto, i video, i messaggi in bacheca e così via) debbano essere accessibili a tutti o solo agli amici. C’è anche l’opzione intermedia che consente di rendere disponibili i dati anche agli “amici degli amici”. Questi tre livelli di protezione possono essere associati a qualsiasi tipo di informazione disponibile nel nostro profilo. Ad esempio possiamo decidere che le foto e i video della nostra bacheca possano essere consultabili da tutti (quindi anche da chi non è accreditato come amico), mentre le informazioni personali (come ad esempio l’indirizzo email, il cellulare o l’orientamento politico e religioso) siano consultabili solo dagli amici. Un articolo che spiega in dettaglio come configurare le impostazioni sulla privacy è disponibile sul blog fesbook.
Ma c’è di più: se vogliamo il massimo della riservatezza possiamo anche decidere di essere rimossi dai risultati di ricerca, sia del motore interno di Facebook, sia dei motori di ricerca esterni (come ad esempio Google). Attivando queste restrizioni, anche chi conosce il nostro nome e cognome e lo digita nel modulo di ricerca di Facebook, non riuscirà a trovare il nostro profilo che sarà quindi visibile solo alla cerchia di amici già acquisita.
Ma il quesito in questi casi sorge spontaneo: chi si iscrive a Facebook è consapevole di utilizzare uno strumento che permette di condividere e rendere pubbliche le informazioni personali e – si presume – decide di utilizzarlo proprio per rendere gli altri partecipi della propria vita. Che senso ha lamentarsi se Facebook fa proprio ciò per cui è stato inventato e cioè consentire di condividere con altri ciò che viene pubblicato nel profilo personale? Alla luce di ciò non sorprende più di tanto l’affermazione di Zuckerberg che in un’intervista ha dichiarato che “la privacy non è il tema più importante da affrontare in Facebook”. In effetti se si vuole che la privacy personale non venga violata è sufficiente un gesto molto semplice: disiscriversi dal social network e smettere di utilizzarlo…
Tags: facebook, fesbook, privacy, social network
wikipedia e i suoi segreti Lagente si fida di Wikipedia. L’enciclopedia…
Social media Ci sono molti autori che hanno preso un…
Parliamo di Email Marketing, che si conferma il perno centrale…
Your email address will not be published.
Δ