Il mese di Gennaio i dirigenti Toyota non lo scorderanno facilmente. Come molti di voi sapranno, la casa automobilistica nipponica ne ha combinate di tutti i colori, rischiando di minare la sua immagine in pochi giorni, più di quanto non fosse riuscita a fare in tutta la storia del brand. Il richiamo di milioni di autovetture, prima per i problemi al pedale di accelerazione, e poi per quello ai freni, è rimbalzato in rete diffondendosi nel giro di poche ore. La prima cosa che mi è venuta da pensare è stata questa: “ce la faranno gli inventori del Total Quality Management a non compromettere irrimediabilmente la propria reputazione”? Beh a questa domanda non è facile trovare una risposta, o almeno non nel breve periodo. Ma una cosa è certa: Toyota sta cercando di correre ai ripari e lo sta facendo anche attraverso il web. Probabilmente i nostri amici “giappo” avranno dato un’occhiata alle ricerche emergenti sul web in relazione alla parola chiave Toyota, su cui spiccano nelle prime cinque posizioni le seguenti: “Toyota recall models”, “Toyota pedal recall”, “Toyota recall 2010″, “Toyota recall list”. Ah però…ma quanta gente curiosa! Il grafico seguente parla da solo:
Nel giorno 27 Gennaio le ricerche della parola “Toyota” sono improvvisamente raddoppiate. Ed è proprio sul motore di ricerca Google, dove tutti cercavano informazioni sulle magagne tecniche e sui richiami, che il gigante automobilistico ha deciso di ammettere le sue colpe, informando tempestivamente i propri clienti sul nome dei modelli a rischio. Tutto questo attraverso un annuncio sponsorizzato sulla la piattaforma Google Adwords, che recitava: “Toyota – Azione Speciale”.
Fig .1 L’annuncio tramite Google Adwords
Questo annuncio rimandava poi ad una pagina preparata ad hoc per le scuse e in particolare si poteva leggere: “La politica di Toyota è di mettere i propri clienti al primo posto, in tutte le circostanze. Siamo consapevoli del fatto che la situazione attuale sta causando alcune difficoltà, e ne siamo profondamente rammaricati“.
Fig .2 La landing Page dell’annuncio
Personalmente credo che questa sia stata un’ottima mossa da parte di Toyota per proteggere la propria reputazione da questo grave episodio, andando a contattare i propri clienti e a scusarsi con loro, proprio attraverso i motori di ricerca, ovvero lo stesso luogo dove i clienti cercavano informazioni sul fattaccio. Nel momento in cui scrivo questo articolo la campagna SEM di Toyota sembrerebbe terminata o quantomeno sospesa….riterranno superato il polverone o, considerando il danno stimato di 2 miliardi di dollari, staranno risparmiando sul budget? Scherzi a parte, questa vicenda mette in risalto la grande flessibilità degli strumenti di internet per gestire a 360° la comunicazione aziendale con gli stakeholders del proprio mercato
Articolo originale su InternetMarketingExperience
Tags: reputation management, Search Engine Marketing, Toyota
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