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Pillola giorno dopo, UK: ginecologi spingono per gratuità e accesso diretto in farmacia

Pillola giorno dopo, UK: ginecologi spingono per gratuità e accesso diretto in farmacia

La pillola contraccettiva d’emergenza è disponibile nelle farmacie inglesi da vent’anni, senza che in questo arco di tempo si siano registrati problemi particolari in termini di uso improprio o abusi.  Tanto dovrebbe bastare a suggerire di fare un passo in avanti e seguire l’esempio di Paesi come il Canada e la Svezia, dove la “pillola del giorno dopo” è disponibile non solo senza ricetta, ma anche consentendo il suo acquisto diretto  sul banco, senza dover obbligatoriamente passare (come in UK) attraverso il “filtro” rappresentato dal farmacista, che – osserva il report – può mettere a disagio le donne e farle sentire imbarazzate o giudicate, trasformandosi così in una barriera all’accesso al farmaco.

Un altro ostacolo è il prezzo:  la pillola del giorno dopo costa infatti circa 35 sterline, una somma di cui tante donne fanno fatica a disporre e che rafforza le molte disparità che già esistono nel Paese nell’ambito dell’assistenza alla salute sessuale e riproduttiva. Da qui la richiesta di “consentire alle donne l’accesso gratuito alla contraccezione d’emergenza attraverso le farmacie di comunità”, come peraltro già accade in Scozia e in Galles.

Queste le indicazioni più rilevanti  contenute nel rapporto Better for women: improving the health and wellbeing of girls and women, realizzato dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (Rcog) e reso disponibile all’inizio di dicembre, che riapre il dibattito sulla contraccezione d’emergenza in Inghilterra, Paese che già in passato è stato protagonista di scelte importanti in materia. Fu il primo, solo per fare un esempio, ad autorizzare nel 2017 la vendita della pillola del giorno dopo anche online, tra non poche  polemiche: a fronte di molti pareri favorevoli (come quello del British pregnancy advisory service, servizio consultivo che lavora con il Nhs per l’assistenza in gravidanze e aborti), ci fu infatti chi paventò che l’acquisto on line a prezzo ridotto avrebbe potuto alimentare acquisti facili e abusi. Obiezioni spazzate subito via dalla web-pharmacy Chemist-4-U, la prima a commercializzare levonorgestrel, al prezzo di 4,99 sterline (5,50 ero), contro le 30 inizialmente fissate dalla Bayer, poi ridotte a 15,99 dalle farmacie Boots e a 13,50 dalle catene Tesco e Superdrug: per acquistare il farmaco on line, infatti, è necessario compilare un questionario e non si possono acquistare più di una confezione alla volta (da una pillola) e tre in un semestre.

Tornando al rapporto del Rcog – del quale riferisce un articolo del The Pharmaceutical Journal (il giornale della Royal Pharmaceutical Society), uscito in concomitanza con la pubblicazione del documento -, esso si guarda ovviamente bene dal “liquidare” l’importanza del farmacista, del quale viene anzi messo in evidenza il ruolo centrale in materia di consiglio e indirizzo:  “Un consulto in farmacia prima di acquistare i farmaci contraccettivi può aiutare le donne a fare la scelta migliore” si legge nel rapporto, dove stessa presidente del Rcog  Sandra Gidley sottolinea che esistono diversi metodi di contraccezione di emergenza  disponibili per le donne e, oltre a supportare la scelta migliore per la sua situazione, i farmacisti possono consigliare l’uso futuro della contraccezione e il rischio di infezioni a trasmissione sessuale”,

Ma Gidley insiste sul fattore prezzo, che costituisce un ostacolo per accedere al farmaco, sostenendo che questi farmaci debbano essere a carico del National health service, come avviene appunto in Scozia e in Galles: “È inaccettabile che le donne in Inghilterra debba ancora pagare”.

FONTE:  www.rifday.it
IMMAGINE:  www.ukmeds.co.uk

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