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Lo sviluppo degli indici di Borsa

Dal 1975 la borsa elabora i propri numeri indice dei corsi azionari noti con l’acronimo MIB, Milano
Indice Borsa. In seguito ha assunto il nuovo significato di Mercato Italiano di Borsa.
L’indice Mib era realizzato in due versioni, generale e settoriale, e in due differenti tipologie fino
alla fine del 1999, storico e corrente. Il primo, lo storico, aveva base 2 gennaio 1975 uguale a 1.000 e
la sua serie storica prosegue tutt’oggi con continuità; l’indice corrente, invece, aveva base 1.000
fissata all’ultima seduta borsistica di ogni anno con validità limitata all’arco di tale periodo, ma dal
gennaio 2000 Borsa Italiana ne ha interrotto il calcolo e la diffusione. Fino al 1993, inoltre, l’indice
Mib è stato elaborato con due distinte modalità: la prima utilizzava soltanto i prezzi di listino (“Mib
a listino”), mentre la seconda accoglieva tutti i prezzi registrati durante la riunione, compresi quelli
espressi nella cosiddetta “fase di durante” (“Mib continuo”). Nel complesso, tali tipologie
soddisfacevano diverse esigenze: per i confronti di lungo periodo si impiegava il Mib storico; per i
riferimenti più prossimi si poteva ricorrere per comodità anche al Mib corrente e, infine, per
valutazioni sull’andamento dei prezzi nel corso della stessa seduta di Borsa si faceva riferimento al
Mib continuo.
Dopo l’entrata in funzione del sistema telematico che ha consentito la negoziazione continua,
l’indice Mib continuo è stato sostituito dal più consono indicatore specifico, il Mibtel (=Mib
telematico) a partire dal 16 luglio 1993 (ora calcolato con base 3.1.1994=10.000). Il passaggio dal
Mib continuo al Mibtel è dovuto proprio allo sviluppo del sistema telematico. Grazie al
completamento di tale processo tutti gli indici, che dall’inizio rappresentavano l’andamento della
sola Borsa di Milano, hanno assunto il significato di indicatori del mercato borsistico italiano nel
suo complesso. Infatti il sistema telematico ha consentito di collegare in un unico circuito nazionale
le preesistenti dieci Borse regionali presenti sul territorio italiano.
Dal 3 gennaio 1979 anche il Mercato Ristretto di Milano è stato seguito da un suo indice dei prezzi,
denominato IMR (=Indice del Mercato Ristretto). Inoltre a decorrere dal 2 gennaio 1989 si è
avviato il calcolo del Mibrnc, ossia l’indice delle azioni di risparmio non convertibili quotate sul
mercato ufficiale. Dall’ottobre del 1994 è stato introdotto il Mib30, parametro di riferimento grazie
alla sua valenza strettamente operativa e su cui verrà utilizzato quale sottostante per i derivati. Dal
novembre 1997, viene costruito il Midex con diffusione dei dati storici a partire dal 1994.
Dal gennaio 2000 è calcolato e diffuso il Mib-R, l’indice Mib calcolato sui prezzi di riferimento come
già previsto per il Mib30 R; inoltre da maggio a seguito dell’apertura serale dei mercati con il
Trading After Hours, Borsa Italiana calcola e diffonde tre indici informativi, il Mibtel-s, Mib30-s e
Midex-s, secondo le medesime modalità con cui sono calcolati tali indici nella sessione diurna.
Le operazioni di elaborazione e diffusione al pubblico di tutti gli indici sono effettuate, per conto di
Borsa Italiana spa, dalla società informatica Sia spa tramite la propria rete capace di collegamenti in
Italia e all’estero. La loro revisione è effettuata direttamente da Borsa Italiana spa e riguarda
essenzialmente i seguenti momenti:
– la rettifica dei prezzi base in occasione di operazioni sul capitale con stacco di diritti;
– l’esclusione di titoli per i quali venga revocata la quotazione;
– la revisione periodica necessaria al ripristino delle necessarie condizioni di rappresentatività
degli indicatori;
– la gestione dei settori merceologici di alcuni indici, ossia l’attribuzione dei singoli titoli ai
comparti di appartenenza, ove prevista.

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