Bill Gates è uno degli uomini più ricchi al mondo ed è universalmente conosciuto, per il ruolo principale che ha avuto negli ultimi decenni nella diffusione dei personal computer; a lui infatti va il merito di aver reso delle macchine grandi e ingombranti, non solo più performanti, ma anche di dimensioni tali da renderne possibile l’installazione in qualsiasi ambiente domestico.
Il magnate dell’informatica si sta recentemente concentrando su altri tipi di ricerche, l’ultima delle quali riguarda un’iniziativa finalizzata alla creazione di un nuovo tipo di preservativo; il modus operandi di Bill Gates infatti segue il dogma “non piace? Miglioriamolo!”, e si basa quindi sulla convinzione che qualsiasi cosa non sia a misura d’uomo, può essere migliorata, rendendola un’esperienza positiva non solo per pochi, ma per il maggior numero di persone possibile.
Come sappiamo, il preservativo è l’unico fra i sistemi anticoncezionali che protegge completamente da una malattia mortale come il virus dell’aids. La fondazione di Bill Gates e di sua moglie Melinda, ha deciso infatti di investire una somma iniziale di 100 mila dollari per finanziare un progetto di ricerca che ha come obiettivo il miglioramento del condom, che da anni- praticamente dal suo moderno sviluppo in tutto il mondo- è rimasto sostanzialmente invariato.
L’approccio di Gates all’argomento è stato in tutto e per tutto scientifico: ogni anno il numero di profilattici prodotti si aggira attorno ai 15 miliardi, che vengono utilizzati da 750 milioni di persone; dato che vi sono delle caratteristiche negative universalmente condivise- come la diminuzione della sensibilità maschile- che rendono l’uso del preservativo non piacevole, è logico investire nella ricerca, per stimolare l’innovazione tecnologica di questo oggetto così particolare ma così fondamentale per la salute dell’uomo.
Il bando pubblicato dalla fondazione Impatient Optimists, prevede una cifra minima di investimento di 100 mila dollari, che potrebbe però arrivare fino ad 1 milione di dollari, nel caso in cui venisse presentato un progetto valido, con profonde caratteristiche di innovazione, che richiedesse un maggior numero di investimenti.
L’impegno dell’ex capo di Microsoft in questo progetto, va di pari passo con l’impegno sociale che ha più volte dimostrato nel continente africano, dove da anni il virus dell’Aids miete milioni di vittime, soprattutto fra donne e bambini. In Africa esistono diversi elementi esterni all’uomo che ne condizionano però l’atteggiamento nei confronti del condom: in primis la forte fede degli africani, poi anche le cause economiche e politiche, finiscono col fare da deterrente all’ uso del preservativo, invece che promuoverne la diffusione. La povertà favorisce poi il diffondersi della prostituzione e della promiscuità, dove le donne vengono corrotte con denaro per avere rapporti non protetti.
Le proposte che la fondazione prenderà in esame dovranno contenere ipotesi verificabili, includere un piano di realizzazione e di testing e fornire anche dati inequivocabili e precisi. Fra le altre condizioni out out imposte dalla fondazione, c’è quella che prevede l’esclusione delle idee che- seppur valide- presentino prezzi non sostenibili per i Paesi in via di sviluppo o che non tengano a sufficienza conto della prevenzione sulle gravidanze indesiderate o la trasmissione della malattie.
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