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In questo articolo riprende la seconda parte scritta in data 3 Agosto, che parlava di come incrementare del 300% le prenotazioni provenienti dal tuo sito web.Avevo scritto nella parte finale:” Pensa sono 96 su 100, non sono pochi, però per consolarti ti posso comunicare che non sei l’unico perché questa regola è anche per tutti i tuoi colleghi.”Si tratta di una montagna di clienti, 96 su 100.Ti voglio allora parlare di come recuperare una gran parte dei 96 potenziali clienti e poi in un’altro articolo ti parlerò di come fidelizzarli per farli diventare clienti attivi.Mettiamoci nei panni dei clienti che vengono a visitare il tuo sito web e chiediamoci
Per la maggior parte degli albergatori, i clienti non sono altro che un flusso costante di ospiti che vanno e vengono.
Potreste decidere di investire dai 20 ai 100 euro per acquisire un nuovo cliente. Questo valore unitario dovrebbe comprendere il costo delle promozioni, gli annunci pubblicitari, i costi di presenza sul web come il sito web, il costo del posizionamento, eventuale pubblicità a pagamento come PPC e i costi di partecipazione a fiere. 🙂 Questo costo complessivo va poi diviso per il numero delle vendite realmente concluse in un certo periodo. 🙂
Come tratti i tuoi clienti ?
Matteo 20 – [26] Tra voi non sarà così: ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore,[27] e chi vuol essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Tanti anni fa, il gruppo per cui lavoravo (un grande gruppo assicurativo Italiano) mi chiese di partecipare ad una serie di corsi di formazione per consulenti finanziari. A quel tempo operavo nel settore finanziario con mansioni di consulente, e offrivo prodotti di risparmio alle famiglie. Il corso in definitiva trattava la vendita e la comunicazione con il cliente. Bene, una delle cose che più mi impressionò fu questa domanda, che il venditore doveva porsi nel confronti del cliente: “A che cosa è interessato il tuo cliente in primo luogo?” e poi di seguito: “A che cosa è interessato in secondo luogo il tuo cliente?” e poi di seguito: “A che cosa è interessato in terzo luogo il tuo cliente?”… La risposta valida ancora oggi è: A se stesso!!!
Ora ti faccio questa domanda: Ti sei mai chiesto perché alcuni alberghi sono quasi sempre occupati al massimo della loro ricettività, e altri invece rimangono sempre o quasi sempre “mezzi vuoti”, o comunque faticano a sfruttare le risorse loro disponibili? Solitamente questo dipende dal fatto che i primi hanno una migliore filosofia, oppure una migliore strategia.
Ciao e buona giornata.
Non è mai sufficiente parlare della vera importanza del sito web per la tua struttura turistica. Voglio parlartene qui sotto perché sono sicuro che alcune cose potresti averle sottovalutate.
Oggi il web è diventato un potente strumento per tutti i viaggiatori del mondo, offrendo la possibilità a chiunque di decidere dove fare le proprie vacanze o dove alloggiare per qualsiasi motivo.
Il tuo tuo sito web è il primo rappresentante che hai, per questo è di notevole importanza che sia pronto a soddisfare tutte le curiosità dei tuoi visitatori ed essere in grado di convertire i visitatori in clienti.
Questo è lo scopo del tuo sito web!
Internet è diventato un potente strumento di osservazione e ricerca per i turisti e i viaggiatori in genere.
Ora, gli hotel e tutte le strutture ricettive, devono quindi essere pronte con i loro siti web a trasmettere visioni di qualità, comunicare la loro credibilità e trasmettere le loro emozioni con professionalità, il tutto condito con un buon design e un gradevole aspetto grafico.
Ciao e buona giornata. Oggi ti trovi nella seconda parte dell’articolo relativo alla creazione dell’USP. Cosa fare quindi per sviluppare la tua USP per il tuo hotel?
Prima di tutto considera che la tua USP non è altro che l’essenza di quello che offri ai tuoi clienti. La tua USP deve essere talmente convincente da poter essere usata come un titolo che vende i tuoi servizi.
Oggi ti voglio parlare del concetto molto famoso, ma poco utilizzato dagli albergatori e dalle piccole aziende in genere. Questo strumento usato inizialmente in pubblicità nei lontani anni ’40 dalla Ted Bates & Company Questo concetto viene riportato da un pubblicitario americano Rosser Reeves, nel suo libro Reality in Advertising .