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Circeo nel regno della maga Circe

Il Circeo è un promontorio che interrompe lo scorrere armonioso e pianeggiante della costa laziale con un rilievo di quasi 550 metri (il Monte Circeo): si trova nella provincia di Latina, all’interno del Golfo di Gaeta, città-fortezza nella quale spesso i papi si sono rifugiati per trovare riparo nei momenti di massimo pericolo per lo Stato Pontificio.

Il Circeo prende il suo nome dal mito antico: la Maga Circe è citata anche nell’Odissea come l’ammaliatrice per eccellenza, colei che riuscì a trattenere in questi luoghi l’eroe Odisseo di ritorno dalla guerra di Troia.
Circe trasformava in animali tutti coloro i quali bevevano il vino che lei offriva: Odisseo riuscì, usando un’erba magica, a sfuggire all’incantesimo e a minacciare di morte la donna se non avesse sciolto dall’incantesimo i suoi compagni; il mito racconta che però tra i due nacque una storia d’amore, culminata nella nascita di un figlio.
Dopo un anno di permanenza sul Circeo, Odisseo riprese la strada di casa e da allora tutto il territorio vive anche del mito passato e della grandezza di fatti raccontati in uno dei poemi epici più notevoli della letteratura di tutti i tempi.

Il centro principale del Circeo è San Felice Circeo che conta poco più di 8.000 abitanti; nel suo territorio si trovano molte testimonianze del passato antichissimo della zona: resti murari, tombe e soprattutto la celebre Grotta Guattari (occorre prenotare per potervi accedere) dove negli anni ’30 del Novecento avvenne uno dei primi ritrovamenti europei di uomo di Neanderthal.

Per salire al Monte Circeo ci sono numerosi sentieri ben segnati e di difficoltà non elevatissima: si impiegano circa due ore e non occorre particolare attrezzatura; il panorama offerto è davvero strepitoso e spazia su tutto il Golfo di Latina.

Intorno al Golfo stesso, nelle vecchie Paludi Pontine bonificate a più riprese fino all’età fascista, è attiva un’intensa produzione agricola incentrata prevalentemente sulla coltivazione del carciofo, dell’anguria, del kiwi, degli spinaci e sull’allevamento di ovini e bufale.
Da Visitare

Il Circeo è una zona di grande valore naturalistico e paesaggistico: l’ascesa al Monte Circeo permette di gustare pienamente la bellezza del territorio.

Parco Naturale del Monte Circeo
Nei suoi oltre 8.500 ettari di estensione protegge la parte superstite delle antiche Paludi Pontine, bonificate durante il periodo fascista: una zona tanto malsana (vi proliferava la zanzara anofele che trasmetteva la malaria) quanto ricca di animali acquatici e terrestri.

Nel parco si possono vedere le famose dune litoranee, una spiaggia sabbiosa lasciata completamente allo stato brado, i quattro laghi e i resti appartenenti all’antica villa di Domiziano.

Al Parco si accede dalla frazione Pantalone (Sabaudia) e si possono percorrere una gran quantità di tracciati sia a piedi che in bicicletta; è possibile praticare il birdwatching anche con l’assistenza di esperti: si vedono beccacce di mare, aironi cinerini, fenicotteri, porciglioni, beccaccini, pittime reali, limicoli, berte, aironi guardabuoi, spatole.

Turismo : Jakarta incantevole Giava

Alla domanda “Qual è l’isola più popolosa del mondo?” ci verrebbe naturale pensare all’Inghilterra o al Giappone: difficilmente ci ricorderemmo delle isole del sud est asiatico e in particolare di un’isola, Giava, ricca di storia e di bellezze naturali, dove in poco più di centotrentamila chilometri quadrati vivono qualcosa come centoquattordici milioni di abitanti con una densità di quasi novecento abitanti per chilometro quadrato.

Proprio nell’isola di Giava sorge Jakarta che con i suoi otto milioni e mezzo di cittadini (su una superficie di circa seicentosessanta chilometri quadrati) è una delle maggiori metropoli al mondo ed è la capitale dello stato indonesiano.

Jakarta, come altre importanti città del pianeta, deve la sua nascita ad un corso d’acqua, il fiume Ciliwung che sfocia proprio nelle immediate vicinanze dell’attuale abitato: un insediamento portuale (il cosiddetto porto di Kalapa) sulla foce del fiume è la più antica testimonianza di opera umana presente nella città. Il porto fu costruito da popolazioni che erano migrate dalle coste indiane intorno al IV secolo dopo Cristo e che cercavano nell’arcipelago del Borneo nuove terre da coltivare: esse costituirono il Regno Taruma che era anche chiamato Regno Kalapa a significare l’importanza assunta dall’allora omonima città. Dopo il tramonto della dominazione indiana tutta la zona dell’antica Jakarta passò sotto il controllo del Regno Sonda che all’epoca dominava su tutte le isole del Borneo.

I primi occidentali ad arrivare nella zona provenivano dal Portogallo e avevano già esplorato il Golfo del Siam e parte del Mare Cinese; si insediarono nel porto dell’antica Jakarta che nel frattempo era caduta nelle mani di Fatahillah, regnante della vicina Sumatra. Non furono però i portoghesi a colonizzare la zona: si sa che il Regno di Portogallo in Oriente mirava solo ad avere il controllo dei porti; furono invece gli olandesi tramite la Compagnia Olandese delle Indie Orientali ad occupare tutto il Borneo rendendolo propria colonia fin dagli ultimi anni del Cinquecento.

I coloni dei Paesi Bassi rinominarono tutta la nazione Batavia (i Batavi erano una popolazione germanica che abitava l’Olanda al tempo dei Romani). In quel periodo Jakarta era il punto di partenza di tutti traffici commerciali dell’arcipelago e questo la rese inevitabilmente anche il cuore amministrativo della regione; perché la città divenisse finalmente indipendente all’interno di uno stato indonesiano autonomo si dovette aspettare la fine della seconda guerra mondiale: fu infatti nel 1949 che venne creata la Repubblica d’Indonesia la cui travagliata storia, fatta anche di un trentennio di governo militare (generale Suharto), dura fino ad oggi.

Il clima della città è tropicale con una stagione secca (agosto il mese più caldo con temperature anche oltre i quarantacinque gradi) e una più piovosa (tra novembre e dicembre il massimo delle precipitazioni).

Muoversi in città è abbastanza problematico: il traffico è molto intenso a tutte le ore e dopo il difficile inizio del progetto Jakarta Monorail (un treno a monorotaia cittadino che doveva essere costruito entro il 2010 ma il cui progetto è slittato per mancanza di fondi) si sta cercando di aumentare il numero dei bus cittadini. La città è un importante polo economico e in essa si trovano le sedi principali delle maggiori compagnie economiche del paese oltre che della borsa valori indonesiana.
L’aeroporto di Jakarta è il Sukarno-Hatta International Airport (intitolato al primo presidente e al primo vicepresidente) su cui volano le principali compagnie aeree mondiali e la compagnia di bandiera indonesiana, la Garuda Indonesian Airways.

La lingua ufficiale di Jakarta è l’indonesiano, la moneta ufficiale è la Rupia Indonesiana; la rappresentativa diplomatica italiana si trova al numero 45 di Jalan Diponegoro, Menteng.

Turismo : Perugia cioccolato e non solo

Una città senza tempo dove arte, storia e gastronomia di uniscono in un mix imperdibile! Tutto questo, e molto altro, è Perugia, una delle più belle città del Belpaese.

Perugia è certamente una città meravigliosa, ricca di storia, di arte e monumenti che attraverso la loro bellezza raccontano l’antica storia d’Italia.

E’ situata in Umbria di cui è anche il capoluogo, sorge su un rilievo collinare nelle vicinanze del fiume Tevere e conta circa 165.000 abitanti.

La città sorge a circa 450 metri di altezza s.l.m. e si pone su due colline conosciute come il colle del Sole e i Landoni. A Nord è delimitata dal monte Tezio e Acuto, mentre a Ovest dalle montagne che delimitano il lago Trasimeno, l’Appennino Umbro Marchigiano ne delimitano i confini a Est.

E’ sede della più grande Università per Stranieri in Italia oltreché a possedere una delle più antiche Università degli Studi in Italia.

La origini di Perugia risalgono al VI sec. a.C. quando nacque il primo insediamento urbano di matrice fenicia che occuparono i luoghi dove già vivevano le prime popolazione umbre. Le vicissitudini storiche della città possono essere suddivise in altrettanti periodi storici precisi.

Nei secoli successivi la città si dotò di mura difensive e di vie di comunicazione molto articolate e dal III sec. a.C. la città fu sotto il dominio di Roma.

Durante il periodo etrusco la città divenne un importante centro per gli scambi commerciali e per l’artigianato e a quel tempo la città ospitava circa 40.000 abitanti.

Con la conquista dell’Etruria da parte di Roma nel 310 a.C. anche Perugia entrò a far parte ormai delle terre dominate dai Romani.

Il periodo romano imperiale contribuì molto all’espansione della città al di fuori delle mura, poi con decadenza dell’Impero Romano la città venne assalita dai Goti nel 547 e successivamente fu sottoposta al dominio dei Bizantini che ne fecero la loro roccaforte.

Nel corso del periodo medievale le notizie storiche su Perugia sono molto scarse, si sa comunque che la città continuò ad essere sotto il dominio dei Bizantini che edificarono chiese e monasteri.

Il XVI vede la città di Perugia in lenta decadenza, gli eventi più significativi sono la violenta epidemia di peste che colpì oltre Perugia anche Firenze, Bologna e Milano oltre alla grave carestia conseguente che portò la città alla ribellione.

Perugia può essere visitata tutto l’anno in quanto il clima qui è sempre temperato con temperature che si aggirano in media ai 14-15° C.

Riviera Maya spiagge e antiche rovine

Spiagge bianche bagnate dal Mar dei Carabi e vestigia maya nascoste da una rigogliosa vegetazione tropicale. Siamo sull’incantevole Riviera Maya, un tratto costiero che si estende per 120 km da Puerto Morelos a Punta Allen nella porzione dello Yucatan chiamata Quintana Roo.

Se cercate belle spiagge troverete veri e propri eden dove praticare snorkelling, sub e diving in compagnia di coloratissimi pesci tropicali che nuotano attorno alla barriera corallina. Le baie più rinomate hanno nomi evocativi di Paraiso e Secreto dove sdraiarsi all’ombra di palme accarezzate dal vento.

Se amate la natura, diventerete sudditi di un regno incontaminato dove cavalcare e camminare nel verde lussureggiante delle riserve ecologiche come quella di Sian Ka’an.

Rimarrete poi incantati dalle città fortezza della Riviera, Tulum e Cobà, in cui l’antica civiltà Maya costruì i suoi maestosi templi.

Se in tutta questa bellezza cercate anche un po’ di divertimento verrà in vostro soccorso la mondana Playa del Carmen con ristoranti e locali notturni.
Da Visitare

Famosissima località della Riviera Maya, Playa del Carmen offre divertimenti e attrattive di ogni genere tra i numerosi ristoranti e locali di Quinta Avenida. Molto chic è Playacar dove si trovano le ville e gli hotel più esclusivi. Le antiche tracce dei Maya si possono avvistare tra i resti e il tempio di Xaman-Ha.

Sorge all’interno di un parco naturale di oltre 600 ettari la città maya di Tulum, costruita direttamente sull’oceano. Tra le splendide vestigia precolombiane che si estendono su sei km di costa vale la pena visitare il Tempio del Viento, di El Castello, dei Frescos e del Dios Discendente.

L’atra città fortezza di origine maya che si distingue per la bellezza dei suoi templi e del paesaggio è Cobà. A 40 km da Tulum si estende un paesaggio di raro fascino dove i sacri templi maya sono protetti dalla rigogliosa foresta tropicale. Ben cinque sono i laghi che incontrerete nella splendida città: Cobà, Macanxoc, Sacalpuc, Yaxlaguna e Xcanh.

A pochi minuti di strada da Tulum, ecco una delle più antiche città precolombiane, Muyil. Vale la pena raggiungere questa località sia per visitare l’alto Tempio di El Castello, sia per ammirare la superba bellezza naturalistica di Sian Ka’an, dichiarata Riserva della Biosfera per il suo eccezionale patrimonio di flora e fauna tropicale. Tra le sue acque cristalline si può praticare l’immersione dove esplorare la seconda barriera corallina al mondo per grandezza.

Imperdibile è il parco tematico ecoturistico, che permette di ricostruire la vita delle popolazioni maya nella quotidianità e nella ritualità delle cerimonie, immersi in un ambiente incontaminato. A Xcaret farete, infatti, un viaggio nel tempo scoprendo usi e costumi di uno dei più misteriosi ed evoluti popoli dell’antichità tra templi e abitazioni ricostruiti. C’è poi da rimanere incantati nell’osservare i fiumi sotterranei, le farfalle che gareggiano in bellezza con le orchidee e gli spettacoli dell’acquario e del delfinario.

Una lunghissima stagione invernale ti aspetta a Canazei

Neve è la parola d’ordine dell’inverno a Canazei, la rinomata località sciistica del Trentino Alto Adige. Il paese è situato nella parte settentrionale della Valle di Fassa, l’unica valle trentina dal cuore Ladino.

Turismo : Malindi perla nera d’Africa

La capitale del turismo italiano ed europeo in Africa: forse tra la metà degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo il Kenia era diventato la maggiore attrattiva nel “continente nero” per un gran numero di turisti; ci pensarono poi i conflitti civili a raffreddare la febbre per il Kenia ma ancora oggi lo stato, e soprattutto la città costiera di Malindi, è una destinazione di sicura presa.

Malindi sorge nel breve tratto in cui il Kenia si apre al mare (precisamente all’Oceano Indiano): è una città di media estensione con una popolazione di poco superiore ai centocinquantamila abitanti (la quarta per grandezza della nazione ma niente a che vedere con la popolazione della capitale Nairobi, quattro milioni e mezzo di abitanti).

La storia antica della città è ancora oggi avvolta nel mistero: si deve andare dietro fino all’ottavo-nono secolo per trovare i primi insediamenti umani nella zona: popolazioni, probabilmente di etnia bantu, che avevano occupato tutta la zona costiera impiantando rudimentali forme di coltivazione dove il fiume Galena provvedeva in abbondanza al rifornimento di acqua per le terre.
Le prime notizie documentarie sicure sono però databili solo all’inizio del quattordicesimo secolo nel momento in cui tutta la regione era abitata da popolazioni Swahili (nate dall’incontro e dalla fusione tra gli arabi e i Bantu autoctoni) che vi avevano trovato un ottimo punto da cui far partire un fitto sistema di comunicazioni commerciali con l’esterno. Documenti di provenienza cinese testimoniano dell’arrivo nella città di navigatori provenienti dal paese del Sol Levane e dell’instaurarsi di un fattivo scambio che porterà addirittura al dono di una giraffa da parte delle popolazioni di Malindi ai nuovi “clienti” cinesi. Quasi cinquant’anni dopo anche gli europei che volevano aprire nuove strade di comunicazione verso l’Oriente fecero tappa a Malindi: Vasco da Gama fu uno di questi e probabilmente senza il saggio consiglio sulle rotte da tenere dato dai locali difficilmente avrebbe potuto raggiungere l’India.

Già all’epoca a Malindi funzionava un importante porto che rivaleggiava aspramente con quello di Mombasa (più a sud di circa un centinaio di chilometri). Le attività mercantili ebbero il loro apice quando iniziò la tratta degli schiavi: essi venivano trasportati in città dall’interno via fiume o da nord attraverso la strada carovaniera che arrivava dal Kenia settentrionale; una volta arrivati erano scambiati nella piazza centrale e poi imbarcati verso le rispettive zone di destinazione. Si hanno testimonianze sicure del fatto che ancora a fine Ottocento la pratica era abbastanza diffusa: arrivò poi l’occupazione britannica che stava costruendo un grande Impero in Africa, dall’Egitto al Capo di Buona Speranza, e con essa lo spostamento delle attività economiche verso le coltivazioni intensive di prodotti da piantagione. Gli inglesi restarono nel paese fino al 1963 dopo che per vent’anni la protesta dei Mau Mau (i nazionalisti indipendentisti keniani) si era opposta alle loro pretese; all’atto della nascita della Repubblica Keniana Malindi era ancora uno dei porti principali dello stato.

Oggi la città ha sensibilmente modificato il suo profilo economico spostandosi verso le attività turistiche, tanto che la seconda lingua più frequentemente parlata è proprio l’italiano dei molti turisti che vi passano le vacanze.

Uscendo dai tanti villaggi vacanza per dirigersi verso le altre città del Paese si incontra un sistema viario abbastanza disastrato e spesso strade senza asfalto; l’aeroporto di Malindi è l’Aeroporto Nazionale che attua prevalentemente un servizio di navetta verso Nairobi e ospita i numerosi voli charter con a bordo i turisti europei.

Le lingue ufficiali di Malindi sono lo swahili e l’inglese, la moneta ufficiale è lo Scellino Keniota; per gli affari diplomatici a Malindi è presente un vice console onorario che si trova nel Sabeki centre in Lamu Road, P.O. Box 704.

Dal web arriva Viaggiare single per viaggiare da soli

C’era un tempo in cui i single non pagavano il supplemento. Esisteva un tempo in cui i single non venivano additati quando sedevano al desco di qualche trattoria del pellegrino per mangiare la propria minestra. Nel Medioevo poteva accadere che i viandanti mangiassero e dormissero da soli, pagando per una sola persona. Senza supplementi!
Poi è arrivata la coppia che ha portato con sé il suo fardello, lo “sconto coppia”, il “2 x 1” (se non addirittura il 2 x 3 se la coppia diventa trina, con prole al seguito), il “lascia o raddoppia”, in auto, in aereo, in albergo, in escursione, in lavanderia.
Da allora i single sono stati dimenticati. E per single si intende tutti quelli che hanno la sventura (o la ventura) di viaggiare da soli, che amano la privacy in camera o al bar, che desiderano effettuare un giro in solitaria per la Gran Bretagna, per godere dei vantaggi del full immersion nell’inglese, o ancora, quelli che per motivi sentimentali o lavorativi hanno scelto di partire da soli. Ma il single spende. E di più, in proporzione: paga la maggiorazione per la stanza singola, paga per intero la tariffa del tour nella savana, sborsa per una corsa in taxi la stessa cifra che pagherebbero, dividendola, due felicissime coppie, uno davanti, tre dietro (i più magri). Insomma, il single è destinato a non avere sconti o offerte promozionali, piuttosto a pagare una maggiorazione: “sa, nella sua camera ci sono tre letti…”; Sì, ma io normalmente di notte ne uso uno; non sono solito fare in bungee jumping da un letto all’altro”.
E questo è quanto. Fino all’era del Viaggiare Single. Ecco il nuovo sito web nato con lo scopo di ridurre i costi dei viaggiatori solitari, creando un network di persone che vogliano mettersi in viaggio, pur non disponendo, al momento, di compagni per il proprio tour.
Viaggiaresingle.com non è solo destinato a cuori spezzati e affranti; non è per i single incalliti che in vacanza ci vanno per rimorchiare, vantandosi del fatto che le loro relazioni durano il tempo di un armadio a due stagioni; nasce, invece, per far incontrare tanti viaggiatori solitari e abbattere i costi che un single normalmente è costretto a sostenere, dalla camera dell’hotel alla trasferta. E nasce – insieme all’associazione “Nel Cuore verde dell’Umbria” – proprio nella terra dei pellegrini, nella verde regione che nel Medioevo ha dato asilo a tanti viandanti solitari, senza mai riscuotere l’obolo del supplemento.
Così il detto “due cuori e una capanna” non vale più! Anzi, meglio soli, che male accompagnati. In viaggio, naturalmente.

Viaggi : St. Moritz perla delle Alpi

Una delle capitali mondiali della mondanità: gran parte del jet set internazionale, dopo aver passato le vacanze estive in qualche paradiso dei Caraibi o a Montecarlo o in Costa Smeralda, d’inverno si trasferisce in questa perla delle Alpi che porta il nome di Sankt Moritz.
Sankt Moritz si trova nella parte più ad est della Svizzera, nel Canton Grigioni, una sorta di stato nello stato, dove sono presenti tre dei maggiori ceppi di popolazione presenti nel territorio elvetico: quello tedesco (il maggioritario, con quasi il sessanta per cento della popolazione), quello italiano (poco più del venti per cento) e quello romancio (circa il cinque per cento).

In realtà l’idioma originario della città era proprio il romancio, una lingua neolatina parlata in tutta la Valle dell’Engadina (di cui Sankt Moritz fa parte) che però presenta numerose varianti, tante quante erano le comunità insediate nel territorio che tra loro avevano difficili possibilità di comunicazione. Si contano così almeno cinque diversi “romanci” (Sursilvano, Sottosilvano, Surmirano, Alto Engadino, Basso Engadino) ai quali si è cercato nel corso del tempo di dare un profilo unitario costruendo il cosiddetto Rumantsch Grischun, una sorta di “neolingua romancia” che ha lo scopo di uniformare i vari dialetti per costruire una lingua comune e potenzialmente più “duratura”.

Un motivo di preoccupazione rispetto alla conservazione del romancio è paradossalmente dato dal turismo: sia la sempre più massiccia presenza di ospiti tedeschi, italiani, francesi che qui vengono ad abitare stabilmente, sia la forte immigrazione dai vicini territori (soprattutto di lingua tedesca) hanno portato ad una netta diminuzione dei residenti che parlano questa lingua (il caso di Sankt Mortiz lo dimostra appieno).

Il Canton Grigioni è anche il più popoloso dell’intera Svizzera con circa duecentomila abitanti; Sankt Moritz invece conta una popolazione di circa seimila residenti stabili cui si devono aggiungere una media tra cinquemila e ventimila ospiti che la frequentano per i periodi di vacanza.
La città infatti vive di turismo di alta fascia: sono numerosissime le seconde case, gli appartamenti e gli hotel che offrono un sistema ricettivo davvero importante nel contesto delle Alpi.

La storia della città è legata alle sue terme pare conosciute addirittura dall’età del bronzo; il primo documento che cita la località è però dell’inizio del dodicesimo secolo (viene menzionata la chiesa cittadina). Sankt Moritz era inserita nel Libero Stato delle Tre Leghe (precisamente faceva parte della Lega Grigia, da cui Grigioni), uno stato che progressivamente ottenne l’indipendenza dal Sacro Romano Impero e che restò separato dalla Svizzera propriamente detta (pur con una stabile alleanza) fino all’arrivo delle truppe napoleoniche.

Napoleone unì tutti i territori svizzeri creando uno stato vassallo (così come aveva fatto in Italia con le varie Repubbliche Napoleoniche) e vi inserì i territori delle Tre Leghe; terminata l’esperienza napoleonica, lo stato svizzero assunse le attuali sembianze e i Grigioni entrarono stabilmente a farne parte.

Il turismo si è sviluppato a Sant Moritz a partire dalla fine dell’Ottocento: non solo sciatori ma anche appassionati del curling provenienti dai paesi anglosassoni che giocavano sul lago ghiacciato della città; lo sviluppo fu continuo e viene testimoniato dal fatto che già a inizio degli anni trenta del Novecento la città era dotata di un impianto di risalita e da un altro piccolo primato, quello di essere la prima località della Svizzera ad essersi dotata di un sistema di illuminazione pubblica.

Sankt Moritz ha anche più volte ospitato importanti avvenimenti sportivi: per ben due volte le olimpiadi invernali (edizioni degli anni 1928 e 1948) e per tre volte i campionati del mondo di sci (1934, 1974, 2003).

In città si può arrivare, oltre che col treno e l’automobile, anche con l’aereo: a Samedan c’è l’aeroporto di Sankt Moritz che è anche lo scalo posto alla maggior altitudine in Europa; su di esso opera Air Engadina che fornisce un servizio di taxi aereo verso i principali scali europei.
La moneta ufficiale di Sankt Moritz è il Franco Svizzero; la rappresentativa diplomatica italiana più vicina si trova a Lugano dove è attivo il consolato generale d’Italia in Via Ferruccio Perri al numero 16.

Viaggi e Vacanze : Dubai stravagante e magica

Grattacieli a forma di vela, palme artificiali nel mare, funghi di vetro alti cento piani, piste da sci in mezzo al deserto: questa è Dubai, la città regina del lusso e del divertimento per portafogli a tanti zeri. Dubai è uno dei sette Emirati Arabi Uniti ed è una città (Dubai City) capitale dell’emirato (ma non dello stato: è Abu Dhabi).

Per popolazione Dubai arriva al secondo posto dopo l’emirato di Abu Dhabi (un milione e cento mila abitanti) e il rapporto tra le due “capitali” degli Emirati è stato spesso controverso: Dubai fu per molti anni (fino a inizio Ottocento) sotto il controllo di Abu Dhabi, ciò generava uno stato di aperto scontro tra i due emirati che si protrasse fino alla firma di un armistizio e di una successiva pace sotto l’alta supervisione dell’Impero Britannico. Dubai formalmente divenne indipendente ma non smise di rientrare negli interessi inglesi che sfruttarono abilmente il timore degli emiri rispetto ad una possibile avanzata turca nella zona per imporre il proprio protettorato a tutti i sette Emirati.

Dubai divenne così “inglese” e lo rimase fino al dicembre 1971 (anno dell’indipendenza degli Emirati Arabi Uniti): gli inglesi iniziavano a stringere il cerchio del loro dominio incontrastato per i mari all’interno del quale era indispensabile il possesso delle vie di accesso al Golfo Persico e ai suoi ricchi giacimenti di petrolio. Tanto più che anche i tedeschi erano interessati alla zona e la costruzione, con capitali germanici, della ferrovia che arrivava a Baghdad aveva fatto salire notevolmente la loro influenza nella zona (tedeschi e turchi per di più erano alleati e lo saranno anche nella prima guerra mondiale).

L’oro nero è in effetti una delle ricchezze fondamentali per la città: ma non ci si inganni, meno del 15% della ricchezza di Dubai viene da questa risorsa e fino agli anni Quaranta del Novecento l’emirato prosperava per il commercio delle perle. Oggi la quota maggiore della ricchezza del Paese è data dal turismo: la politica degli ultimi 15 anni, portata avanti dall’emiro Maktoum bin Rashid Al Maktum (morto nel 2006), ha avuto per denominatore un gigantesco progetto di ammodernamento urbanistico del territorio volto a fare di Dubai la regina del turismo di lusso.

Altra risorsa importante di cui la città viveva anche nei secoli passati è il commercio e precisamente il traffico mercantile via mare: il suo porto è la principale base di partenza delle merci che partono e arrivano nel Medio Oriente e detiene la nona posizione al mondo per volume di merci movimentate.

Anche molte aziende del settore informatico, elettronico e in genere della new economy sono sorte a Dubai, soprattutto a partire dagli anni Ottanta: il governo ha creato delle zone “libere”, dei distretti informatici “free tax”, come Tecom (Dubai Technology, Electronic Commerce and Media Free Zone Authority) dove hanno sede le filiali di Ibm, Microsoft ecc.

Dubai è cresciuta enormemente tra gli anni Ottanta ed oggi: non sorprendono solo i grattacieli e le costruzioni di nuovissima fattura ma anche il numero di cantieri aperti e di gru al lavoro: per questo la città richiama una fortissima immigrazione dai paesi vicini più poveri ma anche dall’India, dal Pakistan e dall’Africa.

Questa crescita urbanistica pare non avere limiti: in mare si stanno costruendo tre grandi isole artificiali a forma di palma (grandi da 6 a 15 chilometri, conteranno hotel, ristoranti, centri commerciali) mentre è programmata la creazione di “The World”, un arcipelago, anch’esso artificiale, costituito da più di 300 isolotti che dovranno ricostruire visivamente l’immagine di un globo terrestre: Las Vegas impallidisce al confronto. Le isole verranno poi messe in vendita e diventeranno in tutto e per tutto “privato” possesso dell’acquirente che avrà anche la facoltà di chiederne una sua personalizzazione, facendo inserire dal costruttore ciò che maggiormente gli aggrada. Stupefacente ma non per tutte le tasche: le isole costeranno infatti da un minimo di 20 milioni ad un massimo di 150 milioni di euro.

Il clima di Dubai è decisamente secco, poche sono le precipitazioni che cadono durante l’anno e nei mesi estivi si superano abbondantemente i 40 gradi.

L’aeroporto di Dubai è il Dubai International Airport su cui volano Emirates, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, e gli altri principali vettori europei.

La lingua ufficiale di Dubai è l’arabo e la moneta ufficiale è il Dirham degli Emirati Arabi Uniti; il consolato generale d’Italia si trova nel Dubai World Trade Center, al diciassettesimo piano.

Colli Euganei terra dai mille colori

Passando nelle immediate vicinanze di Padova non si può non rimanere estasiati da una serie di rilievi disposti in maniera straordinariamente simmetrica, quasi una ghirlanda che va a decorare un territorio altrimenti pianeggiante: si tratta dei Colli Euganei.

Per scoprire la loro nascita geologica occorre fare un salto nel passato di circa 50 milioni di anni: materiale proveniente da eruzioni vulcaniche sottomarine ha progressivamente creato queste colline che ora, rigogliose di verdeggiante vegetazione, non sembrano ricordare la loro origine così turbolenta.

I Colli Euganei sono dolci sinuosità del terreno che di rado superano i cinquecento metri (il rilievo più alto, il Monte Venda, misura 601 metri) e si estendono in un’area piuttosto vasta di quasi 200 chilometri quadrati di superficie. Al loro interno sorgono numerosi comuni di media grandezza: Abano Terme, Arquà Petrarca (il nome lo deve al fatto di aver ospitato il poeta Tetrarca nei suoi ultimi giorni), Baone, Battaglia Terme, Cervarese Santa Croce, Cinto Euganeo, Este, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme, Rovolon, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia, Vò.

I Colli Euganei sono considerati anche uno dei più antichi luoghi in Italia recanti tracce dell’insediamento umano: i cosiddetti “Paleoveneti” abitavano queste zone già nel primo millennio a.C. e avevano dato vita ad una fiorente civiltà che arrivò ad estendersi fino a buona parte della Pianura Padana.

Oggi i Colli Euganei vivono di turismo, di agricoltura e di attività industriali: le piccole e medie imprese formano un tessuto produttivo di forte impatto economico che fa registrare alla zona i più alti tassi di sviluppo d’Italia.
Da Visitare

La natura è la protagonista di una visita ai Colli Euganei: le particolarità climatiche della zona, un misto di aria di mare e di montagna, hanno contribuito a generare un patrimonio unico di flora e fauna.

Terme
Molti comuni della zona portano il suffisso “terme” nel loro nome: questo perché tutto il territorio, da Albano Terme a Gelzignano, costituisce un enorme complesso termale, il più grande d’Europa, con oltre cento alberghi che vivono di questo tipo di turismo. Le presenze sono notevoli, più di un milione all’anno, con flussi di crescita importanti e un’alta percentuale di visitatori provenienti dall’Europa centrale; tra le cure, soprattutto quella dei fanghi, stesi a 40 gradi su tutto il corpo e accompagnati da un bagno tonificante, è la più rinomata per il suo effetto antinfiammatorio ed analgesico.

Strada del vino Colli Euganei
È la strada che attraversa le aziende produttrici del famoso vino dei Colli Euganei: 43 cantine che offrono la possibilità di degustazioni, acquisti e visite guidate; un gran numero di ristoranti e agriturismi dove si può mangiare la migliore cucina padovana e veneta.

Parco Regionale dei Colli Euganei
Istituito nel 1989, protegge una vasta area verde con una serie davvero impressionante di specie floreali e faunistiche. Sono possibili visite guidate a cura dell’Ente Parco, ma ci si può anche inoltrare da soli, a piedi o in bicicletta, lungo uno dei tanti sentieri di difficoltà variabile.

Giro dei comuni storici
Nei Colli Euganei ci sono piccoli borghi molto belli come Este, patria della famiglia che governò l’omonimo ducato, Battaglia Terme con l’imponente dimora degli Obizzi, Monselice con la suggestiva passeggiata delle “sette chiesette” (sul Monte della Rocca) e per chiudere il maestoso Duomo di Montagnana (fine Quattrocento).

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