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Il doppio volto di Rimini, città di mare e di terra

Rimini ha una doppia personalità: una è quella di città di medie dimensioni, una città che vive, in cui le persone lavorano e necessitano di servizi, i bambini vanno a scuola, gli autobus si muovono come pesanti pachidermi in un traffico congestionato; una città come tante altre in Italia. Poi c’è l’altra faccia, quella sorridente, che è da sempre intimamente legata al mare, al turismo. Gli alberghi a Rimini sono più di milleduecento; la parte costiera è completamente ricoperta di strutture ricettive per tutti i gusti e le tasche. Non solo alberghi, ma anche spiagge attrezzate, parchi e giardini, viali pedonali su cui concedersi lunghe passeggiate. La fisionomia della città si trasforma, diventa funzionale per i turisti che affollano spiagge e viali.
Conseguenza di questo sdoppiamento di personalità è la presentazione, ad ogni inizio di stagione, del manifesto balneare della città: come se Rimini presentasse pubblicamente il suo volto turistico. Ogni anno il manifesto viene disegnato da un’artista diverso, tra cui Renè Gruau, a cui è dedicata una mostra permanente al Museo della Città, Gianluigi Toccafondo, Milo Manara, Alessandro Bergonzoni, Lorenzo Cherubini e Francesca Ghermandi nel 2010. Quest’anno, per la prima volta, il manifesto viene affidato ad un artista dello spray, Eron, che ha avuto il difficile e onorato compito di tradurre in immagine il volto di Rimini. L’artista ha scelto di rappresentare semplicemente il mare come esclusivo depositario dell’immaginario collettivo collegato a Rimini. Non molti sanno che, dietro la facciata festosa e sempre un po’ sopra le righe della zona mare, Rimini è una città romana, che conserva ancora importanti resti dell’epoca, come la Domus del Chirurgo, recentemente aperta al pubblico dopo il suo ritrovamento, avvenuto durante gli anni ottanta durante alcuni lavori di scavo in piazza Ferrari. Si tratta di una villa appartenuta a un medico chirurgo; lo sappiamo grazie ai numerosissimi strumenti ritrovati in casa, che hanno permesso di capire come si operava all’epoca. Ancora, il famoso Arco d’Augusto, il più antico arco romano rimasto in piedi, e il ponte di Tiberio, ancora oggi utilizzato e funzionante, robusto e suggestivo. Purtroppo la città conserva pochissime tracce della sua struttura medievale, che venne completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e che doveva comporsi di strette stradine tra i palazzi. Grazie ad un referendum che non ha precedenti nella storia d’Italia, la Valmarecchia è passata alla provincia di Rimini. Il territorio della città si è cosi arricchito di un polmone verde e di una zona dalle valenze naturalistiche e culturali di estrema importanza. Borghi medievali aggrappati alle alture rocciose sono ancora protetti da castelli imponenti, che erano aspramente contesi da Malatesta e Montefeltro, come San Leo, Torriana, Montebello, Pennabilli e la più vicina Santarcangelo di Romagna. Il parco naturale del Sasso Simone e Simoncello ospita animali come il lupo e l’aquila, oltre a paesaggi di una bellezza commovente.

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