Brand reputation. Con l’avvento del web 2.0, il concetto è tornato di moda, ma le caratteristiche sono cambiate.
Fino a qualche anno fa il concetto di brand reputation per lo più coincideva con quello di brand identity. Le aziende dovevano preoccuparsi di fare in modo che l’immagine aziendale comunicata fosse positiva, a quel punto i consumatori avrebbero avuto una buona idea di quel marchio. Per questo siamo cresciuti con pubblicità che ci davano un’idea “edulcorata” di quello che compravamo.
Merendine rappresentate come buone e sane erano automaticamente considerate dal consumatore come buone e sane. Automobili rappresentate come sicure e affidabili, inevitabilmente erano acquistate perché sicure e affidabili e nel caso in cui il consumatore non fosse soddisfatto, eventualmente poteva lamentarsi con il vicino di casa e l’azienda perdere un cliente, ma niente di più.
Ora le cose sono cambiate e la brand reputation non ha più nulla a che fare con la brand identity. Il consumatore moderno è estremamente esigente e pronto a mettere in discussione il proprio parere su un’azienda, per questo, nel caso in cui il suo acquisto non lo convinca, o peggio, lo deluda, è solito comunicare il proprio disappunto nella pubblica piazza di internet.
Questa nuovo modo di comunicare, senza barriere temporali o geografiche, è affrontato in maniera diversa dalle aziende.
C’è chi non considera questo cambio di abitudini e magari ignora che la propria brand reputation possa essere discussa su internet
C’è chi teme commenti negativi e un conseguente calo di immagine e quindi si prodiga per monitorare costantemente quanto accade sul web ed evitare brutte recensioni
Entrambe le situazioni, per quanto opposte, dimostrano una conoscenza distorta o limitata della questione.
Indubbiamente è importante sapere quanto si dice di noi sulla pubblica piazza di internet. La web community è diventata così grande che sarebbe utopistico pensare che questa non abbia alcuna influenza sul mercato. Premesso questo, è probabilmente altrettanto sbagliato credere che i commenti della piazza virtuale siano solo pericolosi.
In realtà, quella offerta dai social network è una opportunità enorme per chiunque faccia business. Significa poter conoscere i reali commenti dei consumatori, senza che questi vengano filtrati o condizionati. D’altra parte, il marketing non si è sempre affidato ai sondaggi di opinione? E i commenti sui blog non sono opinioni libere di chi, di sua spontanea volontà intende esprimersi?
Chiaramente questo significa accettare sia i commenti positivi (che sono tanti) che quelli negativi e approfittare dei primi per mantenere la linea di condotta apprezzata dai consumatori e dei secondi per correggere gli errori e conoscere il vero valore della propria offerta.
Ben venga quindi ogni iniziativa di monitoraggio del web, così da avere sempre il polso della situazione. Bando invece ad ogni iniziativa di “insabbiamento” di quanto di sconveniente è apparso su internet o alle prese di posizione contro chi commenta in negativo.
Un particolare merito alle aziende che sanno ammettere i propri errori e mancanze, motivandole e, se necessario, scusandosi.
D’altra parte nessuna azienda può dirsi immune da errori o passi falsi. Quindi, per mantenere alta la propria brand reputation, è molto meglio conoscere quali sono le ultime tendenze della comunicazione e saperne cogliere tutti i vantaggi.
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