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Scalata russa all’Archivio Vasari, da 2,6 a 150 milioni di euro in 2 anni

Thriller a sfondo storico-artistico a colpi di dispute legali, tutta la storia dell’archivio Vasari dal 1574 ARTE | «In merito alle notizie riguardo l’imminente vendita delle carte dell’Archivio Vasari, il Ministero per i Beni e le attività culturali precisa di essere già a conoscenza dell’intervenuto dissequestro dell’archivio Vasari, che non introduce significativi elementi di novità nella vicenda dal momento che ogni ulteriore iniziativa degli attuali proprietari dovrà essere nuovamente sottoposta a controllo ministeriale, anche ai fini dell’eventuale prelazione. e pertanto da escludersi che possa attuarsi a breve un trasferimento di qualsivoglia natura a terzi delle carte Vasari.» Questo è il comunicato stampa diffuso due giorni fa dal Mibac. Il 28 dicembre La Nazione fa sapere che gli eredi del conte Giovanni Festari proseguiranno nella vendita dell’archivio Vasari per un valore di 150 milioni di euro alla società Ross Engineering di Mosca. L’Archivio Vasari è una raccolta di documenti storici originali, lettere e carteggi a firma non solo dello stesso Giorgio Vasari, ma anche di Michelangelo, di cui è stato allievo, o Cosimo I. L’archivio si trova nella casa-museo del Vasari in via XX Settembre, città di Arezzo, ed è parte del patrimonio storico e culturale dell’Italia, benché di proprietà dei fratelli Francesco, Tommaso, Antonio e Leonardo Festari, eredi di Giuseppe Festari.

PREMESSA
GIORGIO VASARI, Arezzo 30 luglio 1511 – Firenze 27 giugno 1574, pittore, architetto, storico dell’arte. Principalmente conosciuto per il testo Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri del 1550, documento storico di straordinaria importanza per la conoscenza di 160 tra pittori, scultori, architetti. La formazione del Vasari era di tipo manieristico, con forti inflienze di Michelangelo e Raffaello. A lui si deve, tra le molte opere, la progettazione degli Uffizi. Il 2011 è l’anno vasariano.

ANTEFATTI STORICI
1574 muore Giorgio Vasari. All’estinzione della famiglia Vasari tutti i beni avrebbero dovuto passare alla Fraternità dei Laici di Arezzo (istituzione pubblica), per volontà dello stesso Vasari.
1687 – Si estingue la famiglia Vasari, ma il senatore Bonsignore Rasponi Spinelli preleva numerosi carteggi dall’archivio, che rimangono presso la sua famiglia.
1921 – La famiglia Rasponi Spinelli concede in deposito perpetuo l’Archivio Vasari al comune di Arezzo all’estinzione della famiglia stessa. L’ultimo erede sposa in punto di morte la propria domestica, Flora Romano, che eredita tutto.
1985 – Flora Romano muore lasciando tutto in eredità al nipote Giovanni Festari, che diventa così l’erede dei conti Rasponi Spinelli. Nonostante i debiti, il Festari cerca di mantenere la proprietà dell’archivio.
1994 – L’archivio viene vincolato dal Ministero per i Beni Culturali su relazione della Soprintendenza delle Toscana, ascrivendo vincoli che legano tutti i carteggi del Vasari alla dimora di Arezzo. La soprintendenza manifesta anche le “attenzioni speciali” che la famiglia Festari nutre nei confronti del patrimonio del Vasari.
2004 – Il tribunale di Arezzo pignora l’archivio per un debito di Giovanni Festari con la Cassa di Risparmio di Volterra. Si prospetta la vendita all’incanto.
2006 – Il tribunale fissa la base d’asta a 1,1 milioni di euro. Dopo pochi mesi una nuova perizia valuta il bene 1,8 milioni di europ.
20 dicembre 2007 – Il giudice ordina la vendita dell’archivio con una base d’asta di 2,5 milioni per debiti con l’erario di 400.000 euro. Giovanni Festari interviene e paga il debito, mettendo fine alla vendita.
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