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La “faccia” dell’automobile racconta di noi

Avete mai notato che la parte frontale delle automobili ha due occhi (i fari), una bocca (la griglia anteriore) e un naso (che spesso è lo stemma della casa automobilistica)? Questa “faccia” è disegnata in modo da assumere espressioni più o meno aggressive o amichevoli, che sono riconosciute da tutte le persone indipendentemente dall’età o dal sesso. Scegliere un certo tipo di design piuttosto che un altro racconta il nostro rapporto con le automobili.
E’ il risultato di una ricerca dell’Istituto Ludwig Boltzmann per l’Etologia Urbana dell’Università di Vienna, dove si studia il comportamento umano e i motivi per cui compiamo determinate scelte. Il comportamento influenza le relazioni umane e l’Istituto ne studia le conseguenze sul piano evolutivo e sociale.
Si tratta di un ambito di ricerca molto promettente, con ricadute notevoli nel mondo del marketing e dell’industria.” – racconta Moreno Tiziani, autore di Professione Antropologo (Edizioni Altravista) – “L’etologia umana è una scienza relativamente giovane, in grado di interpretare il nostro comportamento dandone una spiegazione logica anche quando non sembrano esserci motivi razionali dietro certi gesti. E’ il caso della spinta all’acquisto di un prodotto, dietro a cui ci possono essere ragioni tutt’altro che logiche.
Anche se ci sono diversi fattori che entrano in gioco nell’acquisto di un auto, come le disponibilità economiche e il momento personale che stiamo vivendo, osservare un’automobile ci può aiutare a capire qualcosa del suo proprietario. Esiste un meccanismo che agisce inconsciamente e che ci spinge verso certe scelte piuttosto che altre, e l’antropologo è una figura professionale capace di spiegare il motivo dietro queste scelte.
Studiare il comportamento umano significa osservare la nostra specie come qualsiasi altro animale: anche il più piccolo gesto può raccontare molto della nostra storia evolutiva e di come reagiamo di fronte a determinati stimoli. Si tratta di informazioni utili per diverse applicazioni pratiche, sia in campo sociale che politico ed economico.
Il marketing potrebbe attingere a queste informazioni per migliorare l’interazione con i clienti.” – continua Tiziani – “Ricerche sul campo di questo tipo sono meno costose e più precise delle indagini statistiche a campione, che non si basano sull’osservazione diretta ma su estrapolazioni di carattere matematico.
In diversi paesi, soprattutto del mondo anglosassone, le indagini di questo tipo non sono certo una novità. Gli antropologi si mischiano alla folla, osservano le persone, traggono dal comportamento dei singoli insegnamenti più generali che poi riportano in sede di ideazione di un prodotto. In Italia il settore deve ancora trovare una sua strada, per quanto sia molto promettente e relativamente poco costosa.
E’ quindi un campo di applicazione interessante: pensiamoci la prossima volta che ci fermiamo davanti allo scaffale di un supermercato o entriamo in un concessionario per scegliere la nostra prossima automobile.

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