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L’importanza del cibo biologico per la salute

Gli ultimi dati pubblicati relativi al settore bio ci dicono che l’Italia è il primo paese in Europa per numero di aziende operanti nel settore biologico (quasi 50.000 unità);
più nello specifico scattano la fotografia di un settore in forte fermento, caratterizzato da percentuali nettamente sopra la media nazionale in fatto di imprenditoria giovanile in generale e ancora di più femminile.
Questo exploit è certamente dovuto al fatto che, come dimostra ad esempio l’indagine dell’osservatorio per la salute della donna in Italia, la crisi ha intaccato in maniera importante la quota di reddito che gli italiani dedicano alla salute;
questo, unitamente ad una maggiore consapevolezza relativa all’importanza che l’alimentazione ha per la salute, ha fatto si che, mentre da un lato gli italiani spendono meno in salute (farmaci, terapie, diagnosi precoce, cure mediche in generale), dall’altro spendono di più nell’acquisto di cibo di qualità.
Siamo quindi molto più attenti all’alimentazione, a seguire una dieta per stare bene, non per dimagrire, perchè siamo consapevoli che, se ci ammaliamo, non avremo la disponibilità economica per curarci al meglio.
Ecco quindi perchè gli italiani tendono a spendere sempre di più in cibo biologico, perchè sempre di più si sta diffondendo la consapevolezza di come, non solo la varietà degli alimenti, ma anche la loro qualità, abbia un ruolo fondamentale nell’aiutarci a prevenire alcune fra le patologie più comuni.
L’importanza che il consumo di alimenti bio ha per la salute umana si manifesta in maniera ancora più forte quando parliamo di consumo di carne;
gli alimenti di origine animale commercializzati attraverso la grande distribuzione provengono spesso da capi di allevamento imbottiti di antibiotici, ormoni della crescita e tanti altri farmaci ancora, questo avviene perchè, per tenere basso il costo finale, gli allevatori sono costretti a massimizzare i processi di produzione, portando quindi attraverso la tecnologia farmacologica gli animali a crescere in maniera più rapida.
Ci troviamo quindi a consumare, ad esempio, polli di pochi mesi di vita che però hanno avuto una crescita molto più veloce di quello che sarebbe mai possibile in natura, questo al fine di poter essere venduti con un rapporto peso/prezzo ottimale per la produzione;
gli animali vengono quindi sovralimentati per farli crescere più rapidamente, allevati attraverso l’impiego di ormoni della crescita, in spazi angusti per ottimizzare i costi, cosa che ovviamente si ripercuote sull’igiene degli ambienti e da cui deriva direttamente il largo impiego di antibiotici e farmaci nella zootecnica contemporanea.
Per gli esseri umani che consumano quella carne tutto questo si traduce in una serie di problemi per la salute, tra cui potremmo citare ad esempio la maggior resistenza ai farmaci antibiotici di alcuni virus in particolare (come ad esempio la tubercolosi che era stata quasi debellata ma che sta invece tornando alla ribalta negli ultimi anni) o ancora l’abbassamento dell’età media di pubertà fra i bambini (scesa in soli trent’anni da 13/14 anni a 10/11 anni).
Il consumo di alimenti, non solo di origine animale, prodotti secondo principi naturali, senza abusare della tecnologia, ci garantisce un minore assorbimento di sostanze tossiche, garantendoci, insieme ad altre accortezze, una dieta davvero sana ed equilibrata.
Il biologico, quindi, si sta rivelando essere il miglio amico degli italiani, non solo perchè fa bene all’economia del paese, ma anche, e forse soprattutto, perchè fa bene alla salute delle persone.

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