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Cannabis light, la legalizzazione bloccata dalla Casellati

Cannabis light, la legalizzazione bloccata dalla Casellati – Passa in Senato la Legge di bilancio

Roma, 17 dicembre – A due mesi esatti dal Consiglio dei ministri che la varò, la Legge di bilancio 2020 ha incassato ieri a Palazzo Madama il primo e fondamentale primo via libera parlamentare, ottenendo la fiducia del Senato:  166 i voti favorevoli, 128 i no, tra i quali quelli del dissidente pentastellato Gianluigi Paragone, capofila dei “malpancisti” che si agitano nelle fila dei M5S, come comprovano le assenze dal voto di ieri di altri quattro senatori (Lello Ciampolillo, Primo Di Nicola, Mario Michele Giarrusso e Cataldo Mininno).

Il testo deve ora essere approvato dalla Camera, dove arriverà blindato, senza la possibilità quindi di ulteriori modifiche, per essere approvato nell’immediata vigilia di Natale. Salvo imprevisti  -che, a questo punto, rappresenterebbero una sorta di cataclisma politico –  la manovra per il 2020 non cambia più e passa mantenendo i suoi contenuti più importanti: lo stop all’aumento dell’Iva, il taglio da 3 miliardi delle tasse per i lavoratori, l’introduzione (rimodulata) di plastic e sugar tax ma anche la spada di Damocle (pesantissima: si tratta di 47 miliardi) degli aumenti di Iva e accise che incombono nel 2021 e nel 2022 e che dovranno essere disinnescati. Anche se i conti, come riferiscono fonti parlamentari rilanciate dall’Ansa, sono ancora in corso e occorre attendere per una cifra definitiva, la manovra 2020, dopo le modifiche approvate in Senato, potrebbe salire e toccare i 32 miliardi.

A rendere il clima della seduta di ieri ancora più turbolento, ha certamente concorso la decisione della presidente Elisabetta Casellati (nella foto) di dichiarare inammissibile la norma per legalizzare la cannabis leggera: iniziativa accolta da applausi e ovazioni  nelle file dell’opposizione e  contestata con forza invece da governo e maggiornanza, con il M5S che si è addirittura spinto a chiedere le dimissioni della presidente del Senato.

Durissimo, al riguardo, il commento dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, composto da circa 100 tra deputati e senatori di diversi gruppi politici: la decisione di “dichiarare inammissibile la norma già approvata dalla commissione Bilancio che avrebbe finalmente chiarito la legalità della vendita della canapa con contenuto di Thc inferiore allo 0,5% è gravissima perché l’emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio, rispondendo alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori” scrivono in una nota i parlamentari dell’Intergruppo, definendo  “molto scorretto l’atteggiamento del presidente del Senato che dovrebbe invece rispettare sempre la terzietà del suo ruolo. A Casellati chiediamo fermamente di rivedere il suo giudizio e salvaguardare l’imparzialità che deve essere propria della seconda carica dello Stato”.

Alla Casellati è invece andato il plauso del segretario della Lega Matteo Salvini,  che intervenendo in Aula ha voluto ringraziarla tecnicamente “a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore”.

È il caso di ricordare che tra le micro-norme cadute sul filo di lana in Aula per l’intervento della presidente Casellati c’è anche quella relativa alla applicazione di benefici fiscali per i farmaci cosiddetti compassionevoli ceduti per solidarietà sociale.

FONTE: www.rifday.it
IMMAGINE: pixabay.com

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