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La Cagnotto fa il miracolo ed è bronzo!

L’atleta azzurra testimonial Herbalife rimonta ben nove posizioni e conquista il bronzo nel trampolino da 1 metro, la sua quinta medaglia iridata, entrando nella storia del nuoto italiano.
Nessuna come lei ha vinto medaglie in quattro edizioni consecutive dei mondiali di nuoto. Il bronzo nel trampolino da 1 metro a Shanghai si aggiunge infatti ai bronzi dal trampolino di 3 metri conquistati a Montreal 2005, Melbourne 2007 e Roma 2009, ai quali va aggiunto l’argento in coppia con Francesca Dallapè vinto sempre a Roma 2009.
Stavolta la medaglia ha un sapore particolare e stupisce un po’ tutti, anche il Presidente della FIN Paolo Barelli che non pensava ad un recupero lampo dopo dell’atleta azzurra l’incidente in motorino. Solo due mesi fa infatti Tania era stata vittima di un incidente in cui aveva riportato la frattura del polso, la microfrattura della tibia ed una profonda ferita al ginocchio ricucita con trenta punti di sutura. Una diagnosi impietosa che avrebbe abbattuto le speranze ed i sogni di ogni atleta d’elite.
Non Tania che conscia di essere a corto di preparazione si è allenata fino alla mattina della finale ed è stata premiata dalla sua ferrea volontà e dal destino. Ultima al termine delle qualificazioni e con il peggior punteggio, la bolzanina era artefice di una rimonta incredibile che la portava a scalare ben nove posizioni. Sfruttando gli errori delle avversarie ed esibendosi in un terzo tuffo spettacolare premiato dalla giuria con la media del 9 Tania metteva in cassaforte la medaglia di bronzo diventando irraggiungibile per tutte le inseguitrici, inclusa un’ottima Maria Marconi che si piazzava quarta.
Per la cronaca la gara è stata vinta dalla cinese Shi Tingnao, con un totale di 318.65 punti. Medaglia d’argento per la connazionale Wang Han, con 310.20 punti. Tania Cagnotto ha chiuso la sua rimonta con 295.45.
Questo il commento del papà-allenatore Giorgio Cagnotto: “Dopo l’errore nel doppio e mezzo avevamo un po’ perso le speranze, ma ci siamo guardati e, anche senza parlare, è come si fossimo detti: ‘Tieni duro’. Dopo la frattura alla mano, eravamo qui per fare allenamento giorno dopo giorno. La medaglia sapevamo che poteva essere alla portata sia di Tania che di Maria Marconi, ma non potevamo preventivarla. Diciamo che Tania ha un bel carattere. Ha ancora fame di vittorie”.
Stafelice del terzo posto, Tania confessa a fine gara di non avere mai smesso di crederci fino alla fine nonostante la brutta fase delle qualificazioni. Queste le sue parole: “In gara non ho pensato ai problemi – dice a fine gara ai microfoni della Rai -. Mi sentivo forte anche se mi mancava molto allenamento. Negli ultimi giorni ho lavorato molto, proprio perché sapevo che avevo una preparazione carente. Avevo perso le speranze dopo il secondo tuffo, poi ho visto che anche le altre sbagliavano e ho cominciato a sperare. Avrei forse potuto fare più punti, ma non credo che sarei comunque riuscita a ottenere una posizione migliore. Il terzo tuffo è stato determinante: se avessi commesso qualche errore, la gara sarebbe finita”.
Grande carattere e talento da campionessa hanno così premiato ancora una volta l’azzurra che è riuscita a regalare a se stessa e all’Italia una splendida medaglia mondiale entrando nella storia del nuoto italiano.

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