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Gli Ethical Diamond, una alternativa concreta

Il film che vede impegnato Leonardo Di Caprio – "The Blood Diamond" uscito in Europa all’inizio del 2007 – racconta una storia di gemme sporche di sangue il cui commercio serve ad alimentare guerriglie e abusi dei diritti umani. Il lancio del film ripreso dai media italiani ha generato una crescita dell’interesse verso gli Ethical Diamond, la prima linea di diamanti estratti, lavorati e commercializzati nel pieno rispetto dei diritti umani e dell’ambiente.

Gli Ethical Diamond sono stati lanciati dalla Gioielleria Belloni nel dicembre 2005, e il successo che l’iniziativa rivoluzionaria ha riscontrato fin dall’inizio rappresenta la prova della nuova attenzione verso i temi del consumo critico e responsabile, anche quando si tratti di beni cosiddetti ‘di lusso’.

La forza dell’iniziativa risiede nel fatto che l’origine degli Ethical Diamond è certificata: nel mercato dei diamanti ciò rappresenta una vera e propria rivoluzione, perché fino a oggi di nessun diamante al mondo si poteva conoscere con certezza la provenienza.

Ogni Ethical diamond, infatti, riporta sul bordo un numero di serie e un logo incisi al laser (la foglia d’acero simbolo del Canada) ed è corredata da una garanzia che attesta come, durante tutta la filiera, venga applicato il Canadian Diamond Code of Conduct, il codice di comportamento stilato dal governo canadese che deve essere obbligatoriamente rispettato sia da chi estrae, sia da chi vende le pietre in questione.

Ecco quindi che gli ethical diamond, in materia di garanzie, superano di gran lunga il Kimberly Process. Tale risoluzione, infatti, non garantisce in alcun modo il rispetto reale dei diritti di indigeni e lavoratori, ma solo che i Paesi estrattori e con cui si commercia non sono in guerra. Inoltre, a causa dell’inesistenza di controlli indipendenti e sovranazionali, viene più volte violata.

Il Canadian Diamond Code of Conduct, invece, garantisce che gli ethical diamond provengono da due miniere site nei Territori del Nord-Ovest i cui principi guida si basano sul rispetto delle popolazioni indigene, dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori.

Francesco Belloni, che insieme al papà Attilio e alla sorella Luisa gestisce lo storico negozio nel centro di Milano, è molto orgoglioso della sua iniziativa: "È bello constatare quante persone sono sensibili al problema dei diamanti insanguinati, che finanziano loschi affari e terrorismo. Ora, grazie alla nostra iniziativa, queste persone hanno la possibilità di comprare una gemma estratta nel pieno rispetto dei diritti umani e dell’ambiente e con una provenienza certificata".

Fino a poco tempo fa nessuno pensava di poter acquistare in Italia diamanti "indipendenti", ossia che nulla avessero a che fare con il monopolio che fino a oggi ha gestito il mercato dei diamanti in Italia e in gran parte dei paesi del mondo. E nessuno pensava, tra l’altro, di poterli pagare allo stesso prezzo. Infatti, i gioielli della linea Ethical Diamond by Gioielleria Belloni sono proposti a prezzi assolutamente concorrenziali con quelli del mercato.

La Gioielleria Belloni, inoltre, devolve una royalty del 5% a Soleterre Onlus. In particolare, "ethical diamond" si schiera al fianco della campagna "Il Solitario", che ha l’obiettivo di sostenere 700 bambini in Sierra Leone e Costa d’Avorio all’interno di 4 case famiglia che erogano servizi sanitari, educativi e sociali. Il legame fra il diamante etico e il progetto è evidente anche semplicemente leggendo lo slogan della campagna: ‘In Africa c’è un diamante a cui non è concesso brillare. E’ un bambino orfano di guerra’.

I Belloni sono convinti che la loro scelta contribuirà a diffondere una maggiore consapevolezza tra i consumatori e gli altri operatori del mercato, spingendoli verso un acquisto eticamente corretto.

Ethical Diamond by Gioielleria Belloni.
Il bene più prezioso è la dignità.

Per maggiori informazioni:
www.ethicaldiamond.com
tel. 02 55195451
[email protected]

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