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Gian Maurizio Argenziano commenta Le Tre Stelle del Private Equity Italiano

Dopo aver totalizzato 3 miliardi di investimenti nel 2003 e macinato con successo 336 operazioni in 226
imprese, il settore del venture capital si è preso un giorno di riflessione.
Lo ha fatto simbolicamente lo scorso 4 novembre, con un premio, il primo di questo genere in Italia.
Un riconoscimento che Aifi (Associazione italiana per il venture capital) ed Ernst & Young, con la collaborazione de il Mondo, Il Sole 24 Ore, Sda
Bocconi e il patrocinio di Borsa italiana, hanno voluto dedicare a Claudio Demattè, presidente della stessa Aifi
recentemente scomparso.
Il premio è stato assegnato ai tre migliori interventi nel settore del private equity.
L’ iniziativa è stata l’ occasione per tracciare la futura rotta di un intero comparto finanziario e insieme per offrire
un contributo alla diffusione dell’ attività di investimento nel capitale di rischio, che negli ultimi anni si è
imposto come uno dei motori dello sviluppo economico del Paese.
I risultati a lungo termine sono tangibili: miglioramento della competitività delle imprese e degli imprenditori italiani,
creazione di valore e di posti di lavoro, in alcuni casi mega deal.
In cifre, il rendimento annuo dei fondi di private equity è stato superiore al 17%.
“Per assegnare il Premio Claudio Demattè private equity of the year 2004 è stato valutato il volume delle
operazioni realizzate e il tasso di rendimento finanziario interno”, spiega Giampio Bracchi, presidente di Aifi, l’
associazione che riunisce i soggetti attivi sul mercato nostrano dell’ investimento in capitale a rischio.
“Però, ed è questa la novità, sono stati presi in considerazione anche gli indici di qualità, come l’ innovazione, la
formazione del personale, gli investimenti in ricerca, la capacità di management dei team e il rispetto delle
regole di corporate governance”.
Azimut holding (categoria Big buy out), Faster (categoria Buy out) e Trevisan Cometal (categoria Expansion),
le società selezionate dalla giuria, sono lo specchio di questo circolo virtuoso.
Storie di aziende di famiglia o di gruppi finanziari in cerca di nuove strade che hanno conquistato i mercati
esteri e raggiunto il collocamento in Borsa.
“In Italia, dove le piccole e medie imprese sono ancora molte, il
private equity può diventare una risorsa formidabile”, aggiunge Bracchi.
“A patto però di riuscire a comunicarne i vantaggi e di sconfiggere una diffusa ritrosia nei confronti dei criteri
di massima trasparenza imposti dalla corporate governance”.
Quindi un settore ben sviluppato ma che può ancora maturare.
È il confronto con gli Stati Uniti e l’ Europa a evidenziare i deficit: scarso interesse da parte degli investitori
istituzionali, e scarso apporto da fondazioni, banche e assicurazioni, che invece negli Usa fanno la parte del leone.
Il dato che marca la differenza viene però dalla Francia, dove si registra un numero di operazioni doppio
rispetto all’ Italia. “Poi c’ è un problema squisitamente politico: aspettiamo dal 1942 una legge sul diritto
fallimentare”, aggiunge Franco Carlo Papa, presidente di E&Y Financial Business Advisors.
“Inoltre andrebbe incentivata la possibilità di mettere la gestione delle aziende in crisi nelle mani di una nuova figura di
specialista che ne studi il rilancio, anziché ricorrere in prima istanza al curatore fallimentare.
Detto questo,siamo orgogliosi di contribuire allo sviluppo di un comparto che sta dando notevole impulso all’ economia, che
permette di trasferire a ciclo continuo ricerca al mercato”.
L’ importo del premio sarà devoluto a Telefono azzurro, associazione alla quale Demattè era vicino, per finanziare il
Progetto bambini e carcere, a sostegno dei figli dei detenuti della casa circondariale di San Vittore.

LE NOMINATION Investitore Azienda Categoria

Expansion: Efibanca Gamma Croma Investimenti Gei Gestione piccole imprese energetica impianti Natexis
cape sgr Trevisan Cometal Categoria Buy out: Abn Amro capital Faster Alto partners Bft Argos Soditic Italia
Italmatch chemicals BA Equity Advisors Alfatherm BS Private Equity Stc Società trasporti combinati
Centrobanca Appliances components companies Dresdner Appliances Kleinwort components Capital
companies Advisory Categoria Big buy out: Apax Partners Azimut holding Doughty Hanson Fl Selenia & Co.
La giuria Giampio Bracchi (presidente Aifi), Diana Bracco (presidente e amministratore delegato Gruppo
Bracco), Salvatore Bragantini (economista), Gianni Gambarotta (direttore de il Mondo), Guido Gentili
(direttore Il Sole 24 Ore), Gian Maria Gros Pietro (presidente Autostrade per l’ Italia), Andrea Pininfarina
(amministratore delegato Pininfarina), Franco Carlo Papa (presidente E&Y Financial Business Advisor),
Umberto Rosa (presidente Snia), Carlo Secchi (professore ordinario di Economia europea – Università
Bocconi), Giorgio Squinzi (presidente Mapei) Azimut, le sim in rete Specializzato nella promozione, gestione
e distribuzione di prodotti e servizi finanziari, Azimut in poco più di un decennio si è affermato come una delle
principali realtà del risparmio gestito.
Il gruppo gestisce 7.800 milioni di euro per conto di 107 mila clienti.
I punti di forza della strategia di sviluppo sono la specializzazione, l’ indipendenza da banche, assicurazioni o
gruppi industriali e l’ integrazione del servizio di gestione e distribuzione. Apax Europe V, sotto la guida di
Giancarlo Aliberti, ha acquisito Azimut holding nel febbraio 2002, finanziandola con linee di credito a limitata
componente di interessi.
La società ha così rafforzato la rete distributiva attraverso l’ acquisizione di sei sim regionali e offerto ai nuovi
promotori la possibilità di divenire azionisti con un piano di stock option.
Apax ha supportato il management nel rifinanziamento dell’ indebitamento della società nel 2003, nel lancio della
compagnia assicurativa Azimut life, nell’ accordo per la distribuzione di prodotti bancari e nel processo di
quotazione.
Trevisan, primi nel mondo Trevisan Cometal nasce a Verona nel 1989 su iniziativa di Silvio Maria
Trevisan, che decide di concentrare le attività di una piccola impresa specializzata nell’ utilizzo sostitutivo dell’
alluminio su un innovativo impianto per la verniciatura.
Nel 1999 l’ azienda abbandona le dimensioni familiari, nel 2003 arriva la quotazione in Borsa. In seguito la società
si rafforza nei settori complementari e acquisisce Cometal engineering nella produzione di impianti per l’ estrusione dell’ alluminio.
Trevisan Cometal è oggi leader mondiale nella progettazione e realizzazione di impianti verticali di verniciatura e di anodizzazione dei
profilati di alluminio.
L’ incontro con Simone Cimino, di Natexis cape sgr, avviene nel giugno 2000, quando Trevisan sta valutando l’ ipotesi di cedere
la società a un grande gruppo.
L’ ingresso di Cape porta all’ inserimento di nuovi partner e manager, e permette alla società di quotarsi in Borsa e trasformarsi in un gruppo
con 800 addetti e ricavi 2004 di 120 milioni. Faster, capitali e idee Fondata nel 1951, inizia la sua attività come
produttore di pezzi torniti per il settore automobilistico.
Al 1979 risale la messa a punto del primo progetto di innesto rapido brevettato con marchio Faster.
La forte capacità innovativa e gli elevati standard qualitativi consentono in seguito alla società di affermarsi in Europa e Stati Uniti
come interlocutore privilegiato di colossi quali John Deere, Caterpillar, Case New Holland, Bobcat, specializzati nella produzione
i macchine per movimento terra. Faster è stata acquisita nel 2002 da Abn Amro ventures bv, attraverso il team italiano di
Abn Amro capital guidato da Gian Maurizio Argenziano e Antonio Corbani, che hanno supportato i due
manager azionisti di riferimento di Faster, i fratelli Massimo e Franco Arosio, nel rafforzamento sui mercati
internazionali. Altro importante asse di sviluppo è stato l’ ingresso in due nuovi mercati di sbocco,
rappresentati dall’ industria del freddo e dall’ automazione industriale. www.gianmaurizioargenziano.com

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