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Investire nelle risorse informatiche: il segreto del successo per le pmi italiane

Molte sono le aziende, ma soprattutto quelle di piccole dimensioni, che non riescono a gestire il flusso informazioni e porsi in maniera competitiva nel mercato di riferimento e di conseguenza investono poco o male nel settore della comunicazione andando a danneggiare in questo modo l’intero settore del marketing aziendale. Un business plan software può rappresentare un valido strumento per aiutare e cominciare a ragionare nell’ottica competitiva ma di certo molti sono i passi da compiere per arrivare ad una economia aziendale in grado di avviare in maniera veloce e redditizia qualsiasi tipo di business. L’investimento è necessario in questo momento iniziale perché per poter essere attrattivi agli occhi dei clienti bisogna anche ragionare secondo i loro mezzi di comunicazione. Qui diventano essenziali i dati statistici che, limitando al momento il contesto in Italia, dicono chiaramente come sia telefonia mobile che dispositivi di connessione portatili sono molto più diffusi a livello privato che non a livello di piccole aziende. Un elemento pregnante se si pensa che questi oggetti sono un veicolo fondamentale di comunicazione e quindi contatto con potenziali clienti. Certo l’investimento iniziale è impegnativo per l’economia aziendale e il suo equilibrio ideale ma di certo un loro utilizzo nella giusta direzione non può che risultare un vero e proprio investimento a lungo termine.

Ma è nel settore dell’utilizzo delle risorse informatiche interne all’azienda che si trova la maggior pecca delle piccole medie imprese italiane: poche sono infatti le aziende che concentrano la loro azione nell’investimento a livello aziendale degli strumenti informatici che alla fine vengono utilizzati esclusivamente per la navigazione in internet, l’invio e la ricezione di posta elettronica e la costituzione di un sito web aziendale, solitamente vetrina e non interattivo. Non vengono sfruttate le potenzialità che possono essere date da strumenti facilmente utilizzabili da tutte le risorse di personale aziendali per privilegiare attività manuali e ripetitive. Un esempio su tutti è rappresentato dai sistemi crm che, complice l’avanguardia anglosassone nel settore, possono implementare e ottimizzare in maniera esponenziale qualsiasi mansione lavorativa ma in particolar modo quella di addetti marketing e comunicazione. Questi strumenti rappresentano una vera e propria risorsa per artigiani e piccoli imprenditori che però viene sottovalutata o non presa proprio in considerazione. Questa mancanza di strumentazione porta ad una conseguenza ben chiara: la non conoscenza della clientela e delle sue necessità che inevitabilmente porta ad una inefficienza di qualsiasi azione di customer retention o di customer relationship management.

Una conseguenza grave se si pensa che già nel 2008 veniva sottolineata dagli addetti al settore la seria difficoltà delle istituzioni nel trovare il giusto mezzo per far incontrare la domanda e l’offerta del mercato delle piccole imprese che mai come in questo momento storico economico sono divenute l’anello portante dell’economia italiana. Semplificando quindi, visto che il problema merita sicuramente molto più spazio e un’analisi molto più accurata, il problema risiede nella non adozione di una contabilità semplificata che possa alleggerire molte operazioni e lasciare spazio per l’investimento e la maggiore attenzione ad una consulenza aziendale mirata ad un target ben preciso e ad una comunicazione mirata e ben gestita.

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