Gli esperti di sicurezza di G DATA mettono in guardia turisti e professionisti in viaggio per lavoro da alcuni pericoli relativi all’utilizzo delle casseforti presenti nelle camera degli alberghi.
Le ferie estive rappresentano un’occasione di svago e riposo per tutti, ma non per i cyber criminali che non vanno mai in vacanza.
“Stormshield Network Security” blocca gli attacchi cibernetici indipendentemente da quanto siano sofisticati. Parigi – Arkoon e Netasq, filiali di Airbus Defence and Space e player di rilievo sul mercato della sicurezza informatica, hanno lanciato una nuova generazione di soluzioni per la protezione perimetrale.
Per la prima volta è stato scoperto uno smartphone che esce direttamente dalla fabbrica con del malware pre-installato.
Col l’avvicinarsi della più importante manifestazione mondiale dedicata al calcio i cyber criminali si preparano a sferrare il loro attacco. Attenzione dunque a frodi online, malware e furto di dati.
Le affermazioni di Symantec stanno preoccupando utenti privati e aziende. Per G Data, invece, l’antivirus non è morto, anzi è vivo e vegeto.
Le nuove soluzioni per la sicurezza di G Data 2015 alzano ancora una volta l’asticella di riferimento nel settore della sicurezza IT. Grazie alla nuova protezione integrata contro exploit e keylogger, gli utenti di Internet sono ora protetti in maniera ancora più efficace contro malware e attacchi online.
In Italia il noto produttore francese di soluzioni IPS presenta il proprio sistema per l’hardenizzazione dei sistemi operativi di client e server in anteprima alla CyberCrime Conference di Roma.
Consegnato ieri a Roma, in occasione della seconda edizione di Tecnosan, l’evento sulla sanità digitale italiana, il premio “Azienda The Best Privacy Guardian” nato con l’obiettivo di premiare l’impresa o l’ente che meglio delle altre ha salvaguardato la privacy del paziente nel rispetto della normativa vigente in Italia e in Europa
Tra chi riceve intimazioni di pagamento di ingenti importi pena il veder crollare il proprio sito sotto una moltitudine di attacchi DDoS, chi apre un google alert e scopre di essere l’obiettivo del prossimo attacco da parte degli hacktivist e chi invece riscontra che il framework applicativo su cui poggia il proprio sito è un colabrodo e che ci vorranno mesi per rimuovere tutte le vulnerabilità, si stima che il 74% di tutte le organizzazioni, pubbliche o private, a livello globale sia stato vittima almeno una volta di un attacco e che alcuni siti a traffico elevato subiscano fino a 26 tentativi di attacco al minuto. Cosa fare quando l’incubo peggiore si tramuta in realtà?