Senza coraggio di osare niente sviluppo personale.
E’ un’equazione confermata da tutte le persone che hanno avuto successo nella vita. Restare nel recinto del proprio giardino ci impedirà di godere di tutto quello che ci può offrire il mondo.
Hai poche soddisfazioni professionali sul lavoro?
Cerchi da tempo l’anima gemella ma ti trovi sempre da solo?
Nel tua cerchia di amici sei il parafulmine degli strali altrui?
Se è così … è giunto il momento di fermarsi per riflettere. Il comportamento, usuale, di dare sempre la colpa agli altri, di addossare sempre la responsabilità di quello che ti accade alla malvagità intrinseca di questo mondo, come vedi, ti ha portato poco distante.
Sono in tanti ad essere convinti che l’unica possibilità di credere in se stessi, in modo viscerale, dipende solo dalla fortuna di aver avuto un passato felice, un’infanzia serena e spensierata e dei genitori comprensibili e presenti.
Chi è stato incitato fin da piccolo ad esprimersi in modo completo, per loro, ha sempre una marcia in più. Può godere di un’inscalfibile sicurezza di sé che lo porterà a raggiungere tutto quello che si prefiggerà.
Al contrario, queste stesse persone sono convinte, che chi è stato “limitato” fin da piccolo nelle proprie possibilità espressive, sia condannato ad una vita di sconfitte e fallimenti continui.
Ma se diamo un’occhiata a quello che succede là fuori ogni santo giorno, ci potremmo accorgere che non funziona così. I risultati sono sostanzialmente diversi.
Esistono imperi aziendali fondati da persone che hanno avuto un’infanzia terribile e dei genitori “spostati“, e poi autentici delinquenti, cresciuti in una famiglia benestante da genitori almeno in apparenza “preparati” che hanno consumato la loro esistenza tra crimini e droga.
Esiste chi dissimula un’incrollabile sicurezza per poi afflosciarsi su se stesso alla prima difficoltà e chi si mostra “fragile” ad una prima occhiata per poi dimostrarsi coriaceo e combattivo lungo il percorso.
Da dove deriva quella forza interiore che ci porta a credere fortemente in noi stessi?
Il vero segreto per conservare nel tempo un alto livello di autostima è quello di trovare la capacità di rinnovarla in mezzo agli innumerevoli mutamenti che la vita ci impone. Nessuna conquista è per sempre, nessuna vittoria è definitiva. Così come i fallimenti e le sconfitte.
Non esiste un gene che racchiuda la fiducia in se stessi. E’ un elemento che non viene tramandato, ma solo un meccanismo di rapporto con se stessi che costruiamo ogni giorno. La percezione che abbiamo di noi stessi e un interminabile serie di sensazioni e riflessioni che sintetizziamo quotidianamente.
La serenità di cui possiamo godere nella vita è in fondo una nostra scelta. Dipende dalla nostra disponibilità ad affrontare con caparbietà e fermezza le difficoltà della vita, vivendole nel migliore dei modi possibili e accettandone i lati negativi e positivi.
La vera autostima, è quella sensazione di valore, che ci affibbiamo indipendentemente se abbiamo raccolto fischi o applausi. E’ data dalla nostra abilità di utilizzare le eventuali sconfitte come materiale di costruzione per le prossime vittorie.
La logica del “giusto/sbagliato” è il terreno di crescita meno adatto per la propria autostima. Ci sono 3 elementi basilari che ci possono permettere di credere in se stessi in modo viscerale:
E’ la capacità di saper affrontare i momenti “no” con una predisposizione mentale “costruttiva“. I resilienti sintetizzano forza dalle difficoltà e raggiungono ciò che vogliono con costanza e caparbietà. Sono di solito ottimisti, flessibili, creativi e coraggiosi. Sanno intessere proficue interazioni interpersonali e sanno guardare al passato per scegliere la strada migliore per il futuro. Essere resiliente non si traduce nella scomparsa di sofferenze e di difficoltà, ma in atteggiamento in cui nessuna caduta fa veramente paura perché si è consapevoli di avere la forza per rialzarsi.
Consiste nella capacità di saper esprimere ciò che si pensa senza per forza imporsi ai danni degli altri. Non supera mai i confini dell’arroganza, ma è composta da chiarezza, onestà e rispetto. L’assertivo sa dire di “no” senza cadere nella botola del “sentirsi in colpa“. Ha in testa obiettivi chiari e che sa che possono essere realizzati. Sa ascoltare chi gli sta di fronte e sa assumersi le proprie responsabilità. E’ in grado di ammettere i propri errori ed è capace di trattare le critiche ricevute come delle spinte a fare meglio. Non ha paura dei rifiuti e sa tenere a bada la frustrazione quando non riesce a ottenere i risultati sperati.
E’ la capacità di sintonizzarsi sulla stessa frequenza di chi ci sta di fronte. E’ l’abilità di intercettare le onde emotive degli altri ed entrarci in connessione profonda. L’empatico è un “mutante” che sa vestire con disinvoltura i “panni altrui“. Questo gli permette di entrare in contatto con il loro punto di vista, con il loro processo di elaborazione emotiva di quello che accade. Possedere empatia significa essere in grado di aiutare tutti quelli che sperimentano situazioni complicate. Una cosa che andrà ad impattare in modo decisamente positivo sulla propria autostima. In fondo … fare del bene agli altri vuol dire fare del bene a se stessi. E’ quel punto di sintesi tra un sano altruismo e un sano egoismo …
Questi elementi sono le colonne su cui potrai costruire una solida fiducia in te stesso, un’incrollabile autostima che ti fornirà la forza necessaria per perseguire con successo tutti gli obiettivi che ti sei posto, tutti i sogni che conservi nel cassetto.
Leggi anche: Credere In Se Stessi: Un Elemento Chiave Del Successo
Tags: autostima, autovalutazione positivia, credere in se stessi, fiducia in se stessi, giudizio positivo di se, sicurezza di sé
Comunicato Stampa Come gestire gli agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici…
Isolamento, difficoltà nel relazionarsi, apatia e attacchi di panico; questi…
Health Italia si distingue come una delle principali realtà nel…
Your email address will not be published.
quattro × cinque =
Δ