I paradisi fiscali sono paesi con regimi fiscali poco trasparenti che, proprio per questo, incoraggiano l’evasione. Sono solitamente isole o territori non molto estesi e proprio il numero ridotto di abitanti permette a questi paesi di ridurre al minimo il carico fiscale.
Una parte consistente della ricchezza delle nazioni sfugge a qualsiasi forma di tassazione e invece di contribuire a rimpolpare le casse dello Stato viene ben nascosta nei paradisi fiscali. Risalire a quanto sia in termini di dati la ricchezza sottratta al fisco, e ben nascosta in questi posti, non è una cosa semplice, indicativamente viene stimato che i paradisi in cui vengono maggiormente indirizzati i patrimoni finanziari sono: Svizzera, Hong Kong, Lussemburgo e le Bahamas.
Tutto questo ha un costo sociale molto elevato. L’evasione fiscale di molte multinazionali ha una ricaduta peggiore sui paesi più poveri, che vedono sfumare ogni anno 100 miliardi di dollari, una cifra che se investita per esempio per coprire le spese sanitarie, salverebbe la vita di circa 6 milioni di bambini. A subirne le conseguenze sono soprattutto le piccole e medie imprese, e i cittadini più poveri, che sono costretti a pagare più tasse, non riuscendo così ad usufruire di servizi essenziali come istruzione e sanità. In questa prospettiva si lasciano milioni di persone senza speranza per un futuro migliore, l’unica soluzione sarebbe la collaborazione dei governi, per arrestare l’evasione in questi paradisi fiscali.
Non è una coincidenza che i paradisi fiscali siano anche bei posti, infatti chi scappa con i soldi all’estero, preferisce posti con un clima caldo dove c’è vita mondana e un paradiso anche a livello paesaggistico. L’enorme afflusso di denaro dall’estero può rendere i paradisi fiscali molto ricchi, nella maggior parte dei casi, però a trarne vantaggio è solo una piccola parte della popolazione locale.
Queste società non sono illecite, ma di fatto rappresentano a tutti gli effetti lo strumento per operare nei paradisi fiscali. Sono società registrate in base alle leggi dello Stato in cui risiedono, ma che gestiscono la loro attività fuori da quest’ultimo. Solitamente si parla di Paesi con scarsi controlli sulla contabilità. Non è difficile aprire una società offshore, bastano infatti il proprio codice fiscale e un collegamento a Internet, e si può notare subito come si riesca a trovare facilmente un numero elevatissimo di società italiane e straniere che offrono questo tipo di servizio.
Oltre ai paesi sopra elencati, i principali paradisi fiscali compresi nella black list del Ministero delle Finanze italiano sono: Andorra, Costa Rica, Filippine e Panama.
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