Una domanda che molti consumatori si pongono, relativa anche alla propria salute ed alla qualità della vita e del riposo, è ogni quanto tempo vada cambiato il materasso. Possiamo dire che non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché molto dipende dalla qualità del supporto ed anche dal materiale in cui è realizzato, per cui i fattori che influenzano il ciclo vitale di un materasso sono tanti e diversi tra loro.
Un numero sorprendente, al quale si arriva tramite semplici calcoli, è quello relativo al tempo che trascorriamo dormendo durante la nostra vita: una media di circa 1/3 è una stima che riguarda praticamente tutti, e dal momento che il sonno ha una funzione fondamentale per il benessere, è meglio curarne tutti gli aspetti.
Piccoli o più gravi problemi di insonnia, ad esempio, possono scaturire da ansie o da problemi fisiologici, così come i disturbi del sonno in senso stretto che causano notti agitate e mai realmente rigeneranti. Non c’è l’abitudine di pensare subito al materasso come responsabile, ma in realtà è proprio quell’elemento che potrebbe essere ormai troppo vecchio e inadeguato a sostenere al meglio il peso corporeo: nei prossimi paragrafi cercheremo di capire se è proprio quello il tuo problema.
Se il tuo riposo notturno non è più sereno e tranquillo, nonostante tu ti sia anche preso cura di una regolare sostituzione della biancheria da letto e del coprimaterasso, ci sono alcuni sintomi e fattori che devi analizzare con occhio critico.
Svegliarti al mattino con dei piccoli dolori o con delle sensazioni di intorpidimento alle braccia o alle gambe può non essere legato ad una patologia o a un disturbo, ma semplicemente significa che stai dormendo su un materasso usurato che non sostiene più i punti di pressione e non ti garantisce la postura più corretta.
Il mal di schiena non appena alzati è poi un altro segnale da prendere nella massima considerazione. Dolori nella zona cervicale o lombare sono strettamente collegati proprio ad un sostegno non più adeguato offerto da tuo materasso, e in certi casi persino dal cuscino. Non dimenticare che a volte il mal di schiena può essere anche generato da una scorretta posizione durante le ore di lavoro alla scrivania.
Se il piano di riposo del tuo materasso non è uniforme e presenta degli avvallamenti, sei a quel punto di fronte al più palese indizio che è arrivato il momento di passare ad un nuovo materasso, perché ogni forma di sostegno durante le ore notturne è compromessa e nel tempo potrà solo peggiorare.
Devi renderti conto che, ospitando il tuo riposo notturno per così tante ore e con qualsiasi temperatura, con il trascorrere degli anni il tuo materasso accumula necessariamente della polvere, dei germi e persino dell’umidità: questo ovviamente a patto che il tuo sia un materasso di tipo tradizionale a molle e con imbottitura, la cui durata raramente supera i 4/5 anni. Altri materiali, tra i quali il lattice o il memory foam, oltre ad offrire dei benefici decisamente sorprendenti come potrai approfondire visitando questo link, sanno offrire una vita utile del prodotto decisamente più lunga e che nel caso dei prodotti di migliore qualità può persino superare i 10 anni, a patto di effettuare una periodica ma semplice manutenzione. Ciò dipende da un aspetto fondamentale, la traspirabilità dei materiali con i quali sono realizzati, perché oltre ad evitare l’accumulo di umidità o germi creano anche un ambiente ostile al proliferare dei tanto temuti acari della polvere.
La decisione sul tipo di materasso che andrà a sostituire quello vecchio ed usurato deve essere molto accorta e valutata con cura. Un nostro suggerimento è di rivolgerti ad un centro specializzato nella vendita di materassi ed altri strumenti per il buon riposo notturno, perché al loro interno troverai consulenze personalizzate dopo che avrai esposto sia i tuoi problemi che le tue abitudini notturne. Il tuo nuovo materasso dovrà essere una garanzia di benessere ma anche di energie da sfruttare durante la giornata!
Tags: materassi, Memory Foam
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