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Category Viaggi e vacanze

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Turismo : Jakarta incantevole Giava

Alla domanda “Qual è l’isola più popolosa del mondo?” ci verrebbe naturale pensare all’Inghilterra o al Giappone: difficilmente ci ricorderemmo delle isole del sud est asiatico e in particolare di un’isola, Giava, ricca di storia e di bellezze naturali, dove in poco più di centotrentamila chilometri quadrati vivono qualcosa come centoquattordici milioni di abitanti con una densità di quasi novecento abitanti per chilometro quadrato.

Proprio nell’isola di Giava sorge Jakarta che con i suoi otto milioni e mezzo di cittadini (su una superficie di circa seicentosessanta chilometri quadrati) è una delle maggiori metropoli al mondo ed è la capitale dello stato indonesiano.

Jakarta, come altre importanti città del pianeta, deve la sua nascita ad un corso d’acqua, il fiume Ciliwung che sfocia proprio nelle immediate vicinanze dell’attuale abitato: un insediamento portuale (il cosiddetto porto di Kalapa) sulla foce del fiume è la più antica testimonianza di opera umana presente nella città. Il porto fu costruito da popolazioni che erano migrate dalle coste indiane intorno al IV secolo dopo Cristo e che cercavano nell’arcipelago del Borneo nuove terre da coltivare: esse costituirono il Regno Taruma che era anche chiamato Regno Kalapa a significare l’importanza assunta dall’allora omonima città. Dopo il tramonto della dominazione indiana tutta la zona dell’antica Jakarta passò sotto il controllo del Regno Sonda che all’epoca dominava su tutte le isole del Borneo.

I primi occidentali ad arrivare nella zona provenivano dal Portogallo e avevano già esplorato il Golfo del Siam e parte del Mare Cinese; si insediarono nel porto dell’antica Jakarta che nel frattempo era caduta nelle mani di Fatahillah, regnante della vicina Sumatra. Non furono però i portoghesi a colonizzare la zona: si sa che il Regno di Portogallo in Oriente mirava solo ad avere il controllo dei porti; furono invece gli olandesi tramite la Compagnia Olandese delle Indie Orientali ad occupare tutto il Borneo rendendolo propria colonia fin dagli ultimi anni del Cinquecento.

I coloni dei Paesi Bassi rinominarono tutta la nazione Batavia (i Batavi erano una popolazione germanica che abitava l’Olanda al tempo dei Romani). In quel periodo Jakarta era il punto di partenza di tutti traffici commerciali dell’arcipelago e questo la rese inevitabilmente anche il cuore amministrativo della regione; perché la città divenisse finalmente indipendente all’interno di uno stato indonesiano autonomo si dovette aspettare la fine della seconda guerra mondiale: fu infatti nel 1949 che venne creata la Repubblica d’Indonesia la cui travagliata storia, fatta anche di un trentennio di governo militare (generale Suharto), dura fino ad oggi.

Il clima della città è tropicale con una stagione secca (agosto il mese più caldo con temperature anche oltre i quarantacinque gradi) e una più piovosa (tra novembre e dicembre il massimo delle precipitazioni).

Muoversi in città è abbastanza problematico: il traffico è molto intenso a tutte le ore e dopo il difficile inizio del progetto Jakarta Monorail (un treno a monorotaia cittadino che doveva essere costruito entro il 2010 ma il cui progetto è slittato per mancanza di fondi) si sta cercando di aumentare il numero dei bus cittadini. La città è un importante polo economico e in essa si trovano le sedi principali delle maggiori compagnie economiche del paese oltre che della borsa valori indonesiana.
L’aeroporto di Jakarta è il Sukarno-Hatta International Airport (intitolato al primo presidente e al primo vicepresidente) su cui volano le principali compagnie aeree mondiali e la compagnia di bandiera indonesiana, la Garuda Indonesian Airways.

La lingua ufficiale di Jakarta è l’indonesiano, la moneta ufficiale è la Rupia Indonesiana; la rappresentativa diplomatica italiana si trova al numero 45 di Jalan Diponegoro, Menteng.

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Turismo : Perugia cioccolato e non solo

Una città senza tempo dove arte, storia e gastronomia di uniscono in un mix imperdibile! Tutto questo, e molto altro, è Perugia, una delle più belle città del Belpaese.

Perugia è certamente una città meravigliosa, ricca di storia, di arte e monumenti che attraverso la loro bellezza raccontano l’antica storia d’Italia.

E’ situata in Umbria di cui è anche il capoluogo, sorge su un rilievo collinare nelle vicinanze del fiume Tevere e conta circa 165.000 abitanti.

La città sorge a circa 450 metri di altezza s.l.m. e si pone su due colline conosciute come il colle del Sole e i Landoni. A Nord è delimitata dal monte Tezio e Acuto, mentre a Ovest dalle montagne che delimitano il lago Trasimeno, l’Appennino Umbro Marchigiano ne delimitano i confini a Est.

E’ sede della più grande Università per Stranieri in Italia oltreché a possedere una delle più antiche Università degli Studi in Italia.

La origini di Perugia risalgono al VI sec. a.C. quando nacque il primo insediamento urbano di matrice fenicia che occuparono i luoghi dove già vivevano le prime popolazione umbre. Le vicissitudini storiche della città possono essere suddivise in altrettanti periodi storici precisi.

Nei secoli successivi la città si dotò di mura difensive e di vie di comunicazione molto articolate e dal III sec. a.C. la città fu sotto il dominio di Roma.

Durante il periodo etrusco la città divenne un importante centro per gli scambi commerciali e per l’artigianato e a quel tempo la città ospitava circa 40.000 abitanti.

Con la conquista dell’Etruria da parte di Roma nel 310 a.C. anche Perugia entrò a far parte ormai delle terre dominate dai Romani.

Il periodo romano imperiale contribuì molto all’espansione della città al di fuori delle mura, poi con decadenza dell’Impero Romano la città venne assalita dai Goti nel 547 e successivamente fu sottoposta al dominio dei Bizantini che ne fecero la loro roccaforte.

Nel corso del periodo medievale le notizie storiche su Perugia sono molto scarse, si sa comunque che la città continuò ad essere sotto il dominio dei Bizantini che edificarono chiese e monasteri.

Il XVI vede la città di Perugia in lenta decadenza, gli eventi più significativi sono la violenta epidemia di peste che colpì oltre Perugia anche Firenze, Bologna e Milano oltre alla grave carestia conseguente che portò la città alla ribellione.

Perugia può essere visitata tutto l’anno in quanto il clima qui è sempre temperato con temperature che si aggirano in media ai 14-15° C.

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Riviera Maya spiagge e antiche rovine

Spiagge bianche bagnate dal Mar dei Carabi e vestigia maya nascoste da una rigogliosa vegetazione tropicale. Siamo sull’incantevole Riviera Maya, un tratto costiero che si estende per 120 km da Puerto Morelos a Punta Allen nella porzione dello Yucatan chiamata Quintana Roo.

Se cercate belle spiagge troverete veri e propri eden dove praticare snorkelling, sub e diving in compagnia di coloratissimi pesci tropicali che nuotano attorno alla barriera corallina. Le baie più rinomate hanno nomi evocativi di Paraiso e Secreto dove sdraiarsi all’ombra di palme accarezzate dal vento.

Se amate la natura, diventerete sudditi di un regno incontaminato dove cavalcare e camminare nel verde lussureggiante delle riserve ecologiche come quella di Sian Ka’an.

Rimarrete poi incantati dalle città fortezza della Riviera, Tulum e Cobà, in cui l’antica civiltà Maya costruì i suoi maestosi templi.

Se in tutta questa bellezza cercate anche un po’ di divertimento verrà in vostro soccorso la mondana Playa del Carmen con ristoranti e locali notturni.
Da Visitare

Famosissima località della Riviera Maya, Playa del Carmen offre divertimenti e attrattive di ogni genere tra i numerosi ristoranti e locali di Quinta Avenida. Molto chic è Playacar dove si trovano le ville e gli hotel più esclusivi. Le antiche tracce dei Maya si possono avvistare tra i resti e il tempio di Xaman-Ha.

Sorge all’interno di un parco naturale di oltre 600 ettari la città maya di Tulum, costruita direttamente sull’oceano. Tra le splendide vestigia precolombiane che si estendono su sei km di costa vale la pena visitare il Tempio del Viento, di El Castello, dei Frescos e del Dios Discendente.

L’atra città fortezza di origine maya che si distingue per la bellezza dei suoi templi e del paesaggio è Cobà. A 40 km da Tulum si estende un paesaggio di raro fascino dove i sacri templi maya sono protetti dalla rigogliosa foresta tropicale. Ben cinque sono i laghi che incontrerete nella splendida città: Cobà, Macanxoc, Sacalpuc, Yaxlaguna e Xcanh.

A pochi minuti di strada da Tulum, ecco una delle più antiche città precolombiane, Muyil. Vale la pena raggiungere questa località sia per visitare l’alto Tempio di El Castello, sia per ammirare la superba bellezza naturalistica di Sian Ka’an, dichiarata Riserva della Biosfera per il suo eccezionale patrimonio di flora e fauna tropicale. Tra le sue acque cristalline si può praticare l’immersione dove esplorare la seconda barriera corallina al mondo per grandezza.

Imperdibile è il parco tematico ecoturistico, che permette di ricostruire la vita delle popolazioni maya nella quotidianità e nella ritualità delle cerimonie, immersi in un ambiente incontaminato. A Xcaret farete, infatti, un viaggio nel tempo scoprendo usi e costumi di uno dei più misteriosi ed evoluti popoli dell’antichità tra templi e abitazioni ricostruiti. C’è poi da rimanere incantati nell’osservare i fiumi sotterranei, le farfalle che gareggiano in bellezza con le orchidee e gli spettacoli dell’acquario e del delfinario.

Una lunghissima stagione invernale ti aspetta a Canazei

Neve è la parola d’ordine dell’inverno a Canazei, la rinomata località sciistica del Trentino Alto Adige. Il paese è situato nella parte settentrionale della Valle di Fassa, l’unica valle trentina dal cuore Ladino.

Il B&B Casa dei Tintori usato come ” case history” nella guida del Sole24ore ” Marketing per le Imprese Turistiche

Il libro ” Marketing per le Imprese Turistiche“ edito nel maggio 2009 da Maurizio Testa per la collana delle “Guide del Sole24Ore”, usa come “case history” l’esperienza del B&B La Casa dei Tintori per illustrare le modalità da noi utilizzate per aumentare la visibilità di questa piccola struttura indipendente

Turismo : Malindi perla nera d’Africa

La capitale del turismo italiano ed europeo in Africa: forse tra la metà degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo il Kenia era diventato la maggiore attrattiva nel “continente nero” per un gran numero di turisti; ci pensarono poi i conflitti civili a raffreddare la febbre per il Kenia ma ancora oggi lo stato, e soprattutto la città costiera di Malindi, è una destinazione di sicura presa.

Malindi sorge nel breve tratto in cui il Kenia si apre al mare (precisamente all’Oceano Indiano): è una città di media estensione con una popolazione di poco superiore ai centocinquantamila abitanti (la quarta per grandezza della nazione ma niente a che vedere con la popolazione della capitale Nairobi, quattro milioni e mezzo di abitanti).

La storia antica della città è ancora oggi avvolta nel mistero: si deve andare dietro fino all’ottavo-nono secolo per trovare i primi insediamenti umani nella zona: popolazioni, probabilmente di etnia bantu, che avevano occupato tutta la zona costiera impiantando rudimentali forme di coltivazione dove il fiume Galena provvedeva in abbondanza al rifornimento di acqua per le terre.
Le prime notizie documentarie sicure sono però databili solo all’inizio del quattordicesimo secolo nel momento in cui tutta la regione era abitata da popolazioni Swahili (nate dall’incontro e dalla fusione tra gli arabi e i Bantu autoctoni) che vi avevano trovato un ottimo punto da cui far partire un fitto sistema di comunicazioni commerciali con l’esterno. Documenti di provenienza cinese testimoniano dell’arrivo nella città di navigatori provenienti dal paese del Sol Levane e dell’instaurarsi di un fattivo scambio che porterà addirittura al dono di una giraffa da parte delle popolazioni di Malindi ai nuovi “clienti” cinesi. Quasi cinquant’anni dopo anche gli europei che volevano aprire nuove strade di comunicazione verso l’Oriente fecero tappa a Malindi: Vasco da Gama fu uno di questi e probabilmente senza il saggio consiglio sulle rotte da tenere dato dai locali difficilmente avrebbe potuto raggiungere l’India.

Già all’epoca a Malindi funzionava un importante porto che rivaleggiava aspramente con quello di Mombasa (più a sud di circa un centinaio di chilometri). Le attività mercantili ebbero il loro apice quando iniziò la tratta degli schiavi: essi venivano trasportati in città dall’interno via fiume o da nord attraverso la strada carovaniera che arrivava dal Kenia settentrionale; una volta arrivati erano scambiati nella piazza centrale e poi imbarcati verso le rispettive zone di destinazione. Si hanno testimonianze sicure del fatto che ancora a fine Ottocento la pratica era abbastanza diffusa: arrivò poi l’occupazione britannica che stava costruendo un grande Impero in Africa, dall’Egitto al Capo di Buona Speranza, e con essa lo spostamento delle attività economiche verso le coltivazioni intensive di prodotti da piantagione. Gli inglesi restarono nel paese fino al 1963 dopo che per vent’anni la protesta dei Mau Mau (i nazionalisti indipendentisti keniani) si era opposta alle loro pretese; all’atto della nascita della Repubblica Keniana Malindi era ancora uno dei porti principali dello stato.

Oggi la città ha sensibilmente modificato il suo profilo economico spostandosi verso le attività turistiche, tanto che la seconda lingua più frequentemente parlata è proprio l’italiano dei molti turisti che vi passano le vacanze.

Uscendo dai tanti villaggi vacanza per dirigersi verso le altre città del Paese si incontra un sistema viario abbastanza disastrato e spesso strade senza asfalto; l’aeroporto di Malindi è l’Aeroporto Nazionale che attua prevalentemente un servizio di navetta verso Nairobi e ospita i numerosi voli charter con a bordo i turisti europei.

Le lingue ufficiali di Malindi sono lo swahili e l’inglese, la moneta ufficiale è lo Scellino Keniota; per gli affari diplomatici a Malindi è presente un vice console onorario che si trova nel Sabeki centre in Lamu Road, P.O. Box 704.

Un video originale per promuovere un hotel

Un video originale per promuovere un hotel. È l’esperienza che propongono i Bien Vivre Hotels del Trentino (Cavalese, Val di Fiemme). Il video è stato pubblicato da pochi giorni (sui siti degli hotel e sui social network video) e già ha ottenuto un considerevole numero di click. Il pubblico ha risposto positivamente alla novità.

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