Cosa fanno i lombrichi sottoterra? Mangiano, ma come lo producono l’humus?
Scioccamente considerati da molti ripugnanti, i lombrichi infatti divorano incessantemente terra, letame e materie organiche in grandi numeri (si calcola che in condizioni ideali 100.000 lombrichi possano processare 100kg di materiale organico al mese) e lasciano dietro a sé un materiale estremamente nutritivo per le piante: il cosiddetto humus di lombrico
L’Humus di lombrico, anche noto come vermicompost, ha infatti delle proprietà che lo rendono particolarmente gradito in agricoltura.
A livello chimico è ricco di azoto, carbonio, fosforo, potassio, zolfo, magnesio, manganese e calcio: elementi importantissimi per la crescita vegetale.
Inoltre è popolato da una microfauna di batteri, enzimi e ormoni (auxine, citochine e giberelline) particolarmente gradita alle piante. È poi dotato di una struttura soffice e porosa, che è tanto facilmente penetrabile alle radici delle piante, quanto particolarmente adatta a trattenere l’acqua e l’umidità.
E non finisce qui, perché con il loro incessante lavorio, i vermi setacciano il terreno, portando i materiali più pesanti o grandi che non possono processare (sassi, ossa, grossi rami) verso il basso e lasciando negli strati superficiali il prezioso humus di lombrico.
Inoltre, con i loro tunnel contribuiscono a favorire la penetrazione di aria e acqua nel terreno.
La millenaria sapienza contadina conosce da tempi immemori l’utilità di concimare la terra e per arricchire il terreno e aiutare la crescita delle piante. Per forza di cose, ha sempre usato metodi di concimazione organica.
Ad esempio si bruciavano le sterpaglie, per raccogliere la cenere e disperderla nei campi.
Oppure si distribuiva il letame, un tempo anche umano, nei campi lasciando che piogge, microrganismi, insetti e lombrichi lo scomponessero in sostanze utili per le piante.
Poi sono arrivati i concimi chimici. Se indiscutibilmente hanno avuto il merito di aver aumentato in maniera esponenziale la resa agricola e aiutato a sfamare milioni di persone, sono anche responsabili di numerosi problemi ambientali.
Ad esempio la proliferazione dannosa delle alghe in laghi e mari, attraverso il dilavamento nelle falde acquifere.
Eppure, il paziente lavoro dei lombrichi sta tornando ad essere apprezzato.
Aziende come Conitalo hanno fatto della vermicoltura e della produzione di humus di lombrico il loro core business e della rinuncia a pesticidi e fertilizzanti la loro bandiera.
L’humus di lombrico o vermicopost, essendo completamente naturale non presenta rischi legati alla eventuale dilavazione nella falda acquifera e garantisce comunque un notevole aumento della resa agricola: si è infatti calcolato un aumento del 100% della resa sulle piante orticole e un aumento di 5-6 volte della fertilità del terreno.
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