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RIQUALIFICAZIONE E RIGENERAZIONE DI BOLOGNA: VIAGGIO TRA PROGETTI E “LUOGHI CALDI”

Sono molti i progetti di riqualificazione urbana a Bologna: tra cantieri già aperti e progetti in fase d’incubazione, “la nuova Dotta” si tira a lucido rivalutando e ridando lustro ad aree dismesse e al patrimonio già esistente.

Due sono le direzioni intraprese con forza e determinazione da Bologna per quanto riguarda il mercato immobiliare: rigenerazione del patrimonio e conversione di aree da troppo tempo dismesse, si punta sostanzialmente a una rivalutazione degli edifici già esistenti, ma non solo, infatti portando avanti numerose opere pubbliche, l’obiettivo è anche quello di stimolare gli interventi privati. Molti sono i progetti in cantiere, alcuni già pronti per essere attivati, altri ancora in fase di incubazione, ma decisamente promettenti, nella speranza di ricevere tutti i consensi e le approvazioni del caso.

Seguiteci, dunque, in questa breve camminata lungo le vie di Bologna, alla scoperta dei progetti urbani più significativi e di come modificheranno la struttura della città.

Alla “Bolognina”, nell’area dell’ex “mercato Navile”, l’amministrazione comunale si sta prodigando per terminare al più presto una serie di opere pubbliche, anche grazie ai fondi del Piano Città, come dichiarato dall’assessore all’urbanistica di Bologna, Valentina Orioli. In questa zona presto sorgeranno un centro civico e una casa della salute, oltre ad un generale restyling che investirà, in particolare, la cosiddetta “Tettoia Nervi”, che sarà oggetto di una profonda riqualificazione.

Oltre le mura, insieme all’area ex Navile, l’attenzione è focalizzata sulla zona “Lazzaretto”, per il cui fattivo decollo immobiliare si attende solo l’approvazione della variante urbanistica: all’interno del progetto di riqualificazione di quest’area è compreso anche l’ampliamento del sistema di tangenziali locali voluto da Autostrade e che interesserà, nel particolare, un nuovo svincolo che, insieme ad altre accortezze, renderà ben presto questa zona molto appetibile.

Per quanto riguardo il residenziale in trasformazione vi è anche l’area Sasib, di fronte all’Ippodromo cittadino: in questo caso si tratta della ristrutturazione edilizia di una vecchia area industriale, dove sono già stati edificati due fabbricati a uso uffici e si sta procedendo con la realizzazione di una seconda fase focalizzata sul residenziale, che dovrebbe portare alla nascita di un residence di 8 edifici per circa 240 appartamenti totali. Le prime 60 unità immobiliari dovrebbero essere concluse e abitabili per metà 2018, andando sul mercato a cifre che si aggireranno intorno ai 3.300 €/mq: saranno tutte di classe energetica A, antisismiche, con fotovoltaico, insomma un prodotto che sta trovando un’ottima risposta sull’attuale mercato che lentamente si sta riprendendo. Ma se state cercando casa a Bologna e non è vostra intenzione attendere l’anno prossimo non potete non spulciare gli annunci di vendita o affitto sul portale.

Partiranno a breve, invece, i lavori per il nuovo “The Student Hotel”, che sorgerà di fronte al municipio, nel pieno centro cittadino. Concept dell’architetto Matteo Fantoni e definitivo sviluppato dallo studio locale Open Project, si tratta del recupero e della riqualificazione energetica e funzionale dell’ex palazzo Telecom, anche sede, in passato, di una fabbrica: la struttura alberghiera, che alla conclusione dei lavori, prevista per l’anno accademico 2018/2019, dovrebbe toccare i 15mila mq di superficie, si comporrà di circa 400 tra stanze e monolocali, per circa 620 posti letto. “Il tema degli studentati è sotto i riflettoriha commentato l’assessore Oriolitanto che il nuovo rettore ha proposto un piano edilizio attraverso il quale prevede che in ogni sede dell’ateneo ci sia una quota di residenze universitarie; e altri soggetti, anche internazionali, hanno già manifestato il proprio interesse intercettando i finanziamenti statali disponibili per queste iniziative”.

Se residenze e studentati sono al centro dell’attenzione comunale da anni, è in un certo senso inconsueto, a Bologna, il turismo, ma, in occasione del Mipim di Cannes, non sono stati pochi gli investitori che hanno guardato con interesse alla riconversione di palazzi storici in strutture alberghiere.

Infine, per chiudere, sono “calde” anche le ex caserme, per le quali c’è solo da attendere l’aggiudicazione dei concorsi di progettazione per vedere la realizzazione di interessanti progetti per la riconversione, ad esempio, dell’ex “Sani”. In sospeso anche il futuro delle ex caserme “Stamoto” e “Staveco”: per la prima il Ministero della Giustizia ha ipotizzato la realizzazione di una cittadella giudiziaria; per la seconda l’università di Bologna ha rinunciato al riuso degli spazi della struttura che, tornando nella disponibilità del Comune, potrebbe essere utilizzata per concentrare delle funzioni pubbliche, nell’ambito del progetto di valorizzazione multifunzionale della città.

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