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Continua lo scontro Striscia-Antiplagio: una prescrizione e un’assoluzione per i responsabili dell’associazione querelati da Antonio Ricci.

Si sono concluse con una prescrizione ed un’assoluzione due ennesime cause per diffamazione promosse da Striscia la notizia e Antonio Ricci, assistito dall’avvocato Salvatore Pino, contro i responsabili di Osservatorio Antiplagio, Alfredo Barrago e Giovanni Panunzio, difesi dall’avvocato Demetrio Delfino. Le vicende risalgono al 2007 e 2010. Nella prima, i due erano accusati di aver diffamato Antonio Ricci all’interno del blog satirico strsclntz.org (una sorta di codice fiscale di striscialanotizia), dove Striscia e i suoi autori venivano scimmiottati e sbeffeggiati. La Corte d’Appello di Cagliari ha sentenziato che il reato è prescritto, ma ha comminato a Barrago e Panunzio, solo ai fini civili, un risarcimento provvisorio di 2.000 euro. Poiché, secondo i responsabili di Osservatorio Antiplagio la sentenza è insufficiente, nelle motivazioni, a sostenere la sanzione, Alfredo Barrago e Giovanni Panunzio non ricorreranno in Cassazione (la Suprema Corte, tra l’altro, non entrerebbe nel merito), ma attenderanno l’eventuale procedimento civile per evidenziare l’illogicità della decisione dei giudici dell’appello.
Nella seconda causa Giovanni Panunzio era accusato di aver diffamato Antonio Ricci nel sito antiplagio.org con l’affermazione: “La trasmissione Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non è azzardato affermare che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la Notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi”. Tali frasi, già ritenute non diffamatorie da una dozzina di giudici in passato, erano inserite in un contesto nel quale Panunzio riportava gli sviluppi e il capo d’imputazione di un antecedente processo a suo carico, promosso ancora una volta da Striscia la notizia e Antonio Ricci nel 2006 per le medesime affermazioni. Il giudice del Tribunale di Cagliari, Andrea Deidda, ha assolto Giovanni Panunzio perché il fatto non costituisce reato: l’imputato ha esercitato il diritto di cronaca; e per le stesse frasi, in quattro prececedenti procedimenti, era stato scagionato o prosciolto. Nelle motivazioni, appena depositate, sono citate infatti le sentenze favorevoli a Panunzio del 2012 (Corte d’Appello di Milano), 2013 (Corte di Cassazione), 2014 (Gip del Tribunale di Cagliari) e 2015 (ancora Gip del Tribunale di Cagliari).
In considerazione di questi ed altri pronunciamenti a proprio favore, Osservatorio Antiplagio continuerà a criticare, senza guardare in faccia nessuno, chiunque detenga il potere mediatico e ne faccia un uso troppo disinvolto.

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