In una società altamente frenetica e carica di impegni come quella attuale, i viaggi bleisure sembrano essere un’ottima soluzione per conciliare lavoro e relax. Già l’anno scorso le ricerche mettevano in risalto come 6 viaggiatori su 10 avessero maggiore possibilità di fare un’esperienza bleisure rispetto a 5 anni prima. Il fenomeno dei viaggi bleisure sembra in continua crescita, principalmente per due motivi:
Il termine “bleisure” è un neologismo formato dall’unione delle parole business e leisure: esso identifica i viaggiatori abituali per lavoro, che approfittano della trasferta per concedersi qualche giorno in più di vacanza. Dunque, il bleisure è il risultato della combinazione tra business e tempo libero, un mix che di primo acchito sembrerebbe infattibile, ma che in realtà risulta essere molto proficuo sia dal punto di vista del lavoratore che dell’azienda. Vediamo insieme i perché.
Gli affari conclusi in condizioni di relax sono quelli che portano profitti più alti: l’azienda che promuove il viaggio bleisure ne gioverebbe senza dubbio, ma non solo dal punto di vista economico. Infatti, il dipendente che riesce a conciliare il tempo lavorativo con il tempo per sé risulta molto più concentrato e produttivo, il che aumenta il livello di soddisfazione, di motivazione in termini lavorativi e il suo affezionamento all’azienda. Tutti fattori che giovani senza dubbio alla ditta!
Il fenomeno del viaggio bleisure è in continua evoluzione: sempre più lavoratori possono portare con sé la famiglia durante i viaggi di lavoro (in media più di 1 lavoratore su 2), o si fanno raggiungere in un secondo momento. Inoltre, l’83% di coloro che viaggiano per affari sceglie di prolungare la trasferta, concedendosi qualche giorno di vacanza in più; il 60% dei turisti d’affari si dichiara molto più propenso a fare un bleisure rispetto a 5 anni fa; infine, il 46% dichiara di aggiungere a tutti, o almeno alla maggior parte dei viaggi di lavoro, qualche giorno extra.
Il fenomeno dei viaggi bleisure è ancora poco conosciuto dalla maggior parte delle aziende italiane, legate ancora ad un modello di produttività tradizionale. A giovare di questo tipo di viaggi non sarebbero solo aziende e dipendenti, ma anche l’intero settore turistico, che aumenterebbe senza ombra di dubbio il volume d’affari e la quantità di clienti business nel database. I viaggi bleisure però richiedono una forte specializzazione da parte delle agenzie turistiche, oltre che una profonda conoscenza del territorio in cui operano. Il settore turistico, quindi, per cogliere la sfida del bleisure dovrebbe provvedere all’integrazione di servizi locali aggiuntivi in grado di trasformare il viaggio di lavoro in una vera e propria esperienza turistica, facendo conoscere ai propri clienti tutte le offerte a disposizione.
Non sono molte le agenzie di viaggi in Italia ad offrire un servizio di questo tipo alle aziende: i viaggi bleisure, infatti, sono “a metà” tra il tradizionale viaggio incentive e la riunione d’affari del businessman, e devono avere le caratteristiche di entrambi per essere funzionali. Tra le agenzie in grado di offrire questo tipo di servizio segnaliamo Food Valley Travel di Parma, altamente specializzata nel settore M.I.C.E.
Per maggiori info: www.foodvalleytravel.com.
Tags: viaggi bleisure, viaggi business, viaggi incentive parma
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