Da qualche tempo si vociferava che Facebook avrebbe nuovamente modificato il suo algoritmo, con lo scopo di “costruire una comunità più informata e combattere la disinformazione” come diceva alcune settimane fa lo stesso Zuckerberg in un lungo post sul suo profilo. Zuckerberg, anche per le numerose pressioni ricevute da più parti, ha dunque deciso di dichiarare guerra alle bufale, lanciando un nuovo servizio che permette agli utenti di segnalare le notizie false. “Facebook” dice lo stesso fondatore “è una piattaforma diversa da qualunque altra cosa l’abbia preceduta. Facebook è un’azienda tecnologica, ma devo riconoscere che abbiamo una responsabilità maggiore di chi semplicemente fornisce la tecnologia attraverso la quale viene diffusa l’informazione, infatti, sebbene non scriviamo le notizie che leggete e condividete, riconosciamo che siamo qualcosa di più di un semplice distributore di notizie”. Dopo un periodo di sperimentazione che ha preceduto il lancio, verrà aggiunto un pulsante che consentirà agli utenti di segnalare una notizia ritenuta falsa. Le segnalazioni verranno poi sottoposte al vaglio di aziende di comunicazione specializzate in fact-checking che verificheranno se le medesime sono in linea con l’International Fact Checking Code of Principle stilato dal Poynter Institute. Qualora una notizia fosse ritenuta falsa, il post che la contiene sarà segnalato come “controverso” e corredato di un articolo in cu si spiegano i motivi. Naturalmente tutto il meccanismo funzionerà, prima e meglio, in lingua inglese, mentre probabilmente ci vorrà più tempo perché il tutto possa avere un impatto significativo sulla diffusione di notizie false o presunte tali nelle altre lingue, incluso l’italiano. «Utilizzeremo il pugno duro nei confronti di quelli che si spacciano per testate giornalistiche molto conosciute», aggiunge Zuckerberg. Infatti, come è noto a chiunque abbia un profilo su Facebook, molte delle pagine contenenti bufale hanno nomi simili a quelli di importanti e famose testate giornalistiche, ed anche la satira è talvolta solo un pretesto per diffondere notizie false ed attirare clic sfruttando i temi più “caldi”. Un altro stratagemma molto diffuso e che verrà presumibilmente stroncato dalla nuova policy di Facebook è l’utilizzo dei titoli ad effetto: “Abbiamo scoperto” dice Zuckerberg “che se la gente che legge un articolo, spesso lo condivide meno di quelli che leggono solo il titolo, questo può essere un segno che il titolo è fuorviante”, in questo caso la contromisura sarà assegnare un punteggio basso alla notizia e renderla automaticamente meno visibile nel News Feed di Facebook. La cosiddetta ‘pulce nell’orecchio’ di Zuckerberg era stata l’accusa, da parte dei sostenitori di Hillary Clinton, di aver permesso sulla piattaforma la diffusione di bufale che, sempre secondo i sostenitori della candidata democratica, avrebbero permesso a Trump di aggiudicarsi la vittoria delle presidenziali. La replica di Zuckerberg era stata che le bufale non avevano influenzato il voto e che, in ogni caso, entrambi gli schieramenti ne avevano fatto abbondante uso. La campagna elettorale americana, dunque, è stata lo spunto per una profonda riflessione: pur partendo dall’assunto che Facebook non è una news company, Zuckerberg riconosce il ruolo e, soprattutto, la responsabilità colossale che ha nel dibattito pubblico globale uno strumento come Facebook. Un’altra novità all’orizzonte in casa Facebook, sarà il lancio di una selezione di contenuti che si chiamerà “collections” all’interno del News Feed, curati direttamente da editori e media, selezionati dal team di Zuckerberg. Al momento non si hanno certezze sui tempi di rilascio. La mossa mira a rafforzare il ruolo di primissimo piano di Facebook nel panorama mediatico e, ovviamente, a incrementare i suoi introiti: l’ambitissima vetrina di Facebook può vantare oggi oltre un miliardo e 800 milioni di potenziali lettori in tutto il mondo. B-Side è la web agency che vi aiuterà a studiare le strategie Facebook marketing che rispondano ai nuovi requisiti che l’algoritmo di Facebook richiede. “raccogliere nuovi segnali per identificare meglio e dare maggiore visibilità ai contenuti autentici” e di ”introdurre un nuovo modo di prevedere e posizionare in tempo reale i post che possono essere più rilevanti per gli utenti”
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