Innamorarsi della Tanzania è facile. Angoli di natura tra i più belli del continente africano, vaste pianure che si distendono a perdita d’occhio, mille varietà faunistiche tra le più grandi e selvagge di tutto il pianeta, i parchi (il Serengeti, il Kilimanjaro o lo splendido cratere di Ngorongoro e l’impressionante fenomeno delle migrazioni) l’Oceano Indiano e le sue isole da sogno (Zanzibar, l’arcipelago di Mafia).
Safari in swahili, una delle due lingue “ufficiali” del paese, significa viaggio e Oropi Safaris, è un nato con l’idea di proporre al visitatore un viaggio alla scoperta della Africa più vera. Organizzano safari nei parchi, nelle riserve e in tutte le aree protette della Tanzania (Serengeti, Ngorongoro, Tarangire) per poter entrare in contatto con la natura al suo massimo splendore per osservare ogni tipo di animale: dai “big five” (leone, bufalo, leopardo, elefante e rinoceronte) ai grandi erbivori (gnu,gazzelle, zebre ecc.) con particolare attenzione alla grande migrazione del Serengeti che rimane un fenomeno unico e affascinante. La grande migrazione, composta in maniera predominante da zebre e gnu, costituisce uno spettacolo unico ed emozionante e di fatto trasforma il Serengeti in un parco visitabile con eccellenti risultati durante tutto l’arco dell’anno. Anche durante la stagione verde da novembre a metà maggio circa, quando gli erbivori tendono a disperdersi, la migrazione è un vero e proprio catalizzatore di predatori. Dove sta la migrazione stanno anche leoni, leopardi, ghepardi, iene, sciacalli e avvoltoi.
Tra un parco e l’altro, con Oropi Safaris è possibile vivere l’esperienza delle fattorie: grandi case coloniali immerse in piantagioni di caffè, tea e spezie che offrono ottime sistemazioni per i viaggiatori. Monica e Justin scelgono strutture piccole e campi tendati per poter rimanere in stretto contatto con la natura circostante e vivere l’atmosfera africana con i suoi silenzi, gli spazi infiniti e i cieli stellati. Tra i luoghi meno conosciuti, visitabili grazie ad Oropi Safaris, c’è il lago Natron con il vulcano Oldoinyo Lengai, sacro ai masai; un luogo fuori dai circuiti turistici, dove il lago prende un colore rosso dovuto ai microorganismi che crescono in questa acqua ricca di carbonato decaidrato di sodio, il natron appunto. Nelle acque di questo lago i fenicotteri vengono a riprodursi in grande quantità, acquistando, grazie al natron, il coloro rosa del loro piumaggio. Qui è inoltre possibile avvicinare le tribù dei masai che non conoscono il turismo e vivere insieme a loro un’esperienza unica ed indimenticabile.
“I nostri punti di forza” spiega Monica Marani “sono la competitività e la disponibilità a seguire il cliente per ogni esigenza, sia prima della partenza che durante il viaggio. Quale abbigliamento portare, dove comprare la scheda sim, quale valuta utilizzare e ogni più piccola ma importante informazione che solo chi ci vive conosce. I nostri safari, in jeep, con autista ad uso esclusivo e guida che parla anche italiano, sono cuciti addosso al cliente, alle sue esigenze e mai preconfezionati”. La particolarità che li distingue da altri tour operator, infatti, risiede nella grande conoscenza del territorio, la passione per quella terra e la professionalità che li ha portati a scoprire luoghi lontani dal turismo, ancora poco conosciuti, sempre con un occhio attento alla sostenibilità del viaggio, cercando, dove possibile, di favorire l’economia locale. Per questo Oropi Safaris ha vinto, nel 2010, il premio Turismo responsabile italiano e Cultura UNESCO, che si assegnano ogni anno ad Assisi in occasione del WTE, il salone del turismo dei siti UNESCO nel mondo, con un viaggio di conoscenza in terra masai. Oltre ai safari e ai viaggi di conoscenza, Oropi Safaris propone soggiorni sullo splendido Oceano Indiano, sia in località più conosciute, come Zanzibar che su isole poco turistiche come Mafia.
Tags: Oropi Safaris, safari in Tanzania, Tanzania, Turismo, turismo responsabile, viaggi
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