Se il business come forma d’investimento in Italia è divenuto impossibile, gli italiani guardano oltreconfine e scoprono nel Regno Unito la possibilità di esistere e creare senza troppe difficoltà e burocrazie.
E’ triste confermare, analizzare, rilevare una tendenza crescente: gli italiani non investono quasi più nel Belpaese perché burocrazie, tasse, regolamenti, costi d’esercizio e lungaggini burocratiche, invece di agevolare nuove aperture di esercizi commerciali, aziende, industrie, attività produttive o di servizio, ne ostacolano l’inventiva tipica degli italiani. Così la fuga all’estero ha il profumo della sopravvivenza e se parlate bene la lingua inglese, il Regno Unito è oramai consolidato come fonte d’investimento con ampie possibilità, veloci e funzionali, di pensare alla costituzione di una Ltd a Londra. Possibile e verosimile anche dopo lo spauracchio delle Brexit, annunciata dalla Comunità Europea come decadenza nei rapporti con il Regno Unito, ma senza convinzione, con pochi supporti: Gli europei, tra loro molti italiani, guardano il regno di sua Maestà la Regina come nuova frontiera economica.
Ovviamente il requisito di fondo in questo nemmeno troppo ambizioso progetto è la disponibilità concreta di capitali da investire (il range d’investimento è ampio e va dal piccolo esercizio commerciale all’industria strutturata) e la conoscenza della lingua inglese. Una buona consulenza sul posto diviene successivamente indispensabile per poter pensare alla costituzione di una Ltd a Londra, soprattutto nella capitale perché fermento mondiale, calamita di attenzioni mediatiche, economiche, turistiche. Ancora oggi Londra è l’ombelico di un mondo che non si arrende alla crisi, alla burocrazia, all’appiattimento delle idee e della mondializzazione praticata dai mercati orientali (cinesi in particolari) o americani. A Londra è ancora possibile pensare a quel sogno nel cassetto di aprire un centro grafico o tessile dove mettersi in gioco e ricevere consensi al di fuori delle logiche dei mercati, iniziare un’attività gastronomica creativa, culturale, produttiva, con rapidi tempi della burocrazia e costi contenuti. Una vera iniezione di fiducia e buonumore.
Oltre ai costi d’apertura bassi e la velocità di costituzione di una Ltd a Londra, incidono positivamente in questa direzione il basso capitale iniziale richiesto, l’anonimato quasi totale dei soci che compongono la LTD, sia stranieri che di lingua inglese, un’IVA non eccessiva se la fatturazione rimane al di sotto della soglia degli 85.000 euro, IVA stimata nella percentuale del 20%, così come la tassazione, al 19%, meno della metà di quella italica. Per queste ragioni non è impensabile programmare una nuova imprenditorialità sulle sponde del Tamigi, bastano piccole informazioni specifiche e la volontà di credere ancora una volta in se stessi, un lusso che in Italia è divenuto raro.
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