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Mercato del gas e quello strano paradosso che preoccupa l’Europa

Siamo in estate e gli stoccaggi di gas naturale sono quasi sui livelli massimi. Due fattori che dovrebbero avere come conseguenza un prezzo basso sul mercato energetico. E invece la quotazione del GNL nell’ultimo periodo ha addirittura toccato i massimi da inizio anno.
Quando si verifica una situazione come questa, decisamente paradossale, bisogna drizzare le antenne perché significa che serpeggiano dei timori in vista dell’inverno.

Il paradosso sul mercato del gas

gasCome detto, la situazione del mercato vede un riempimento al 90% degli stoccaggi in Europa, ben due mesi prima della deadline fissata dalla UE all’1 novembre. Questo dovrebbe consentire all’Unione europea di ammortizzare bene il prossimo aumento stagionale della domanda di gas. A proposito di domanda, quella regionale è molto bassa, così tanto che siamo su livello che non si vedevano dall’inizio degli anni Ottanta.

Ma nonostante questo, i prezzi del combustibile sono alti. Attualmente si aggirano sui 38 euro per megawattora, ma fino alla fine del mese di agosto erano in prossimità dei 40 euro. Anzi, a inizio del mese scorso i prezzi europei avevano toccato i 40,4 euro al megawattora, cioè il massimo da otto mesi.
E’ chiaro che i segnali di mercato ci docono che non è tranquillo, e teme che qualcosa possa succedere nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi del freddo inverno oppure con il riemergere di problemi relativi all’approvvigionamento (il pensiero va anzitutto alla situazione in Russia).

La questione delle forniture

Bisogna però sottolineare un aspetto. Una discreta fetta del gas stoccato è residuo dello scorso inverno, che è stato particolarmente mite. E quelle scorte furono acquistate tra 2022 e 2023 a prezzi vantaggiosi (specialmente per la minore domanda della Cina). Adesso però le cose sono cambiate, e sul mercato c’è una concorrenza più feroce per accaparrarsi il GNL (e i venditori preferiscono la destinazione asiatica, più redditizia). Lo dimostra il fatto che durante l’estate le importazioni europee di GNL sono calate del 15-25% rispetto agli stessi periodi nei due anni precedenti.

Lo scenario

Cosa accadrà al prezzo nei prossimi mesi? Molto dipenderà dal clima. Più mite sarà l’inverno, meno rischi ci saranno di shock del prezzo. Ma poi c’è la variabile Russia, la quale – nonostante siano passati più di due anni dall’invasione dell’Ucraina e dall’avvio della politica di distacco energetico – continua a inviare volumi rilevanti di combustibile nel continente, in particolare all’Ungheria, all’Austria e alla Slovacchia.

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