È fondamentale che i pazienti pediatrici con epilessia ricevano una diagnosi precoce e che la continuità delle cure sia assicurata anche quando diventano adulti: lo ha sottolineato Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma, in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia.
In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma, ha incontrato i colleghi Liborio Parrino, Direttore della Scuola di specializzazione in Neurologia, e Doriana Medici, rappresentante dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda USL, in una serie di eventi promossi dalla LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia). Lo scopo delle iniziative, aperte al pubblico, è stato quello di informare e sensibilizzare i cittadini riguardo a un disturbo attorno al quale sussistono ancora pregiudizi e incomprensioni, che portano frequentemente a una stigmatizzazione dei pazienti. Attraverso questi eventi pubblici e la distribuzione di materiale informativo, Susanna Esposito e gli altri professionisti hanno tentato di fare luce su una patologia spesso misconosciuta, puntando a un cambiamento radicale nel modo in cui viene percepita e trattata.
Nel corso del suo intervento, Susanna Esposito ha elencato i tre pilastri del trattamento infantile dell’epilessia: la rapidità della diagnosi, che permette di individuare il prima possibile soluzioni efficaci; la correttezza del trattamento terapeutico, che deve essere adeguato alle esigenze specifiche del paziente; e infine, la continuità delle cure anche in età adulta. Questi tre elementi possono essere implementati con efficacia, seconda la Direttrice, solamente in virtù di una sinergia tra competenze pediatriche e neurologiche: “Nella nostra provincia, in ambito pediatrico abbiamo circa 78 casi ogni 100mila abitanti con una maggiore incidenza nei primi quattro anni di vita, senza significative differenze tra maschi e femmine. Risultano fondamentali la diagnosi precoce, la gestione appropriata dal punto di vista terapeutico e, nel passaggio tra l’età pediatrica e quella adulta, la continuità assistenziale del paziente che al Maggiore garantiamo grazie ad una stretta collaborazione tra gli ambulatori della Clinica pediatrica e quelli della Neurologia “. Susanna Esposito ha poi sottolineato il contributo significativo che l’Ospedale dei Bambini di Parma offre nel contrastare questo disturbo neurologico: “Ogni anno, all’Ospedale dei Bambini, svolgiamo una media di circa 650 visite neuro-pediatriche per epilessia, oltre a prendere in carico più di 200 bambini ricoverati con nuova diagnosi”.
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