Il mese scorso, una rivista scientifica ha pubblicato uno studio peer-reviewed con notizie incoraggianti per chiunque sia preoccupato per il tributo che il fumo impone alla salute pubblica.
Lo studio dell’American Journal of Health Behavior ha identificato più di 17.000 fumatori di sigarette che hanno acquistato uno starter kit Juul, che include una sigaretta elettronica ricaricabile e quattro cartucce co liquidi aromatizzati.
Un anno dopo, più della metà ha affermato di aver smesso di fumare e di essere passato alle sigarette elettroniche, che, a detta di quasi tutti, causano molti meno danni del tabacco combustibile.
“È un risultato sorprendente“, dice Cheryl Healton, preside della School of Public Health della New York University ed ex presidente della Truth Initiative, una no-profit contro il tabacco.
“Lo studio ha dei limiti“, prosegue, “ma i suoi risultati si allineano con l’esperienza nel Regno Unito, dove il fumo è diminuito bruscamente da quando le autorità sanitarie pubbliche incoraggiano i fumatori a passare alle sigarette elettroniche.“
C’è solo un problema: lo studio è stato condotto da Juul Labs. La ricerca, di conseguenza, è stata sommariamente respinta dagli attivisti del controllo del tabacco.
Perchè la ricerca sponsorizzata dall’industria viene ignorata?
Tags: conflitto di interessi, Juul, ricerca
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