Economia di guerra è un’espressione che fa immaginare scenari apocalittici che ci rimandano a conflitti epocali che oggi non ci sono le condizioni per cui si verifichino nuovamente. Nonostante ciò una economia di guerra può essere indotta abbastanza facilmente se le autorità decidano che questa possa essere funzionale ad obbiettivi che non sarebbero raggiungibili con altri metodi. Tralasciando l’aspetto etico e morale della questione, è ormai palese che autorità sovrannazionali abbiano negli ultimi anni preso il controllo e si stiano muovendo verso un reset economico che vede coinvolti i paesi occidentali. Un fatto più volte ufficialmente dichiarato nonostante i media mainstream continuino a dare spazio a narrative che citano questo fatto solo parzialmente come se questo non fosse l’obbiettivo finale della crisi economica e sociale iniziata con la politica del lockdown. Fatte queste premesse non resta che tentare una analisi su quali potrebbero essere le strategie che i singoli cittadini potrebbero mettere in atto a livello economico per attraversare questo periodo di cambiamento nel modo più sereno possibile. In una economia di guerra è normale che tutto ciò che non sia essenziale debba essere considerato superfluo, per questo è bene non tenere ferme somme di denaro in beni che non siano beni rifugio o beni essenziali. Chiunque abbia un minimo di conoscenza di economia o finanza sa bene che il bene rifugio per eccellenza è l’oro, un fatto confermato dalle ingenti riserve auree che gli stati conservano gelosamente. A partire dal nuovo millennio con l’avvento di crisi economiche cicliche sempre più ricorrenti molte persone hanno scoperto l’importanza dell’oro nei momenti di crisi o di mancanza di liquidità. In molti hanno venduto gioielli o oggetti in oro vecchi ad attività come questo compro oro Firenze riuscendo a monetizzare un valore che in molti casi è stato superiore al costo iniziale del bene stesso, in virtù dell’aumento della quotazione oro che in momenti di crisi tende a guadagnare valore. Per questo motivo una delle regole economiche di base per difendersi in una economia di guerra è quella di detenere parte dei propri risparmi in oro. Questo permette di avere un bene rifugio di facile monetizzazione che al tempo stesso acquista di valore anche nei casi di forte inflazione, una condizione che in una economia di guerra potrebbe verificarsi per l’innalzamento dei prezzi di molti prodotti. Conviene anche provvedere ad avere una scorta di oro in piccoli tagli come monete o lingotti di piccole dimensioni in modo che in caso di necessità si possa avere la possibilità di scegliere in modo flessibile la quantità di oro che si decide di monetizzare o scambiare con altri beni. Parlare di oro e scambio di beni in una economia moderna ed in parte digitale come la nostra potrebbe sembrare fuori luogo ma in una economia di guerra vera o indotta niente deve essere dato per scontato. Oltretutto l’oro fisico può essere detenuto personalmente e questo ci mette al riparo da eventuali chiusure, più o meno temporanee delle banche e dei relativi caveau.
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