I tagli avvenuti nell’ambito dell’attività mineraria, la ripresa del settore manifatturiero cinese, i grandi investimenti che l’India sta facendo nelle infrastrutture ed anche il boom dell’intelligenza artificiale, sono tutti fattori che stanno agitando il mercato del rame, e che prospettano un lungo periodo di deficit dell’offerta. E di conseguenza prezzi in ascesa.
Nonostante ci siano alcuni segnali che la domanda di metallo rosso sta risalendo, la prospettiva più concreta è che il mercato ramifero si avvicina sempre di più a una situazione di deficit, a causa soprattutto delle recenti interruzioni dal lato dell’offerta. Questo spinge i prezzi del rame, con i futures del rame che sono saliti sopra i 4,4 dollari per libbra ad aprile, il livello più alto in quasi due anni.
Tutti i paesi produttori di rame stanno incontrando difficoltà produttive, e la maggior parte ha adottato dei tagli più o meno consistenti all’attività mineraria. Ad esempio, la produzione trimestrale di Ivanhoe Mines è calata del 6,5% nell’enorme complesso di Kamoa-Kakula, nella Repubblica Democratica del Congo. Questo si ripercuote – anche se sono numerose le correlazioni con altri settori – sull’attività delle fonderie, che limitano a loro volta la produzione.
Per quanto riguarda le scorte globali, si evidenzia una forte riduzione nell’ultimo periodo. Il livello infatti è sceso al 41%, che è una misura decisamente inferiore rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni. E questo malgrado la Cina abbia incrementato il suo livello di circa un quarto su base mensile. Il calo degli stock di rame alimenta ulteriormente il pericolo di un deficit di offerta nei prossimi trimestri.
A mettere ancora più pressione su un’offerta carente, è la crescita significativa della domanda, a causa del massiccio boom della spesa per le infrastrutture in India, fortemente legati al processo di transizione energetica. Il Paese prevede di raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette di carbonio entro il 2070 e di aumentare il proprio mix di energie rinnovabili al 50% entro il 2030. Tutto questo richiede grossi investimenti e, di conseguenza, grandi quantità di rame.
Un altro fattore di crescita della domanda è attivato dalla richiesta dei data center per l’intelligenza artificiale. Infatti i computer basati su AI utilizzano più elettricità per metro quadrato, e il rame, per via della sua conduttività elettrica e il basso costo, è materia prima fondamentale per l’espansione delle infrastrutture elettriche.
Tags: #miniere, correlazioni, deficit, rame
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