Con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente lo scenario sui mercati è cambiato. Il mercato dei capitali si adegua al periodo incerto, ridisegnando l’allocazione del denaro attraverso le varie asset class e i diversi territori. Le dinamiche più evidenti si possono osservare riguardano la maggiore cautela verso gli USA, che tirano decisamente meno che in passato.
Il modo migliore per cogliere certi cambiamenti è guardare i numeri. Da essi emerge che c’è un forte recupero da parte dei mercati emergenti e asiatici, a forte di una maggiore cautela verso il tradizionale primato di Wall Street. I flussi di denaro verso gli Stati Uniti si stanno riducendo, e i mercati a stelle e strisce hanno faticato ad attirare nuova liquidità.
Basta pensare che se lo scorso anno, su 100 dollari di denaro investiti ben 45 erano diretti verso gli USA, mentre in questo primo spicchio di anno tale quota si ridotta a 26. Tale crollo segna la fine del dominio assoluto americano che era cominciato dopo la grande crisi finanziaria del 2008-2009.
Il contesto internazionale sta spingendo i mercati asiatici e quelli emergenti. La finanza globale infatti ha premiato questi mercati con guadagni che oscillano tra il 14% e il 20%. Il motivo di questa rotazione dei capitali non è soltanto la ricerca di un miglior rendimento, ma anche la migliore gestione del rischio. A causa delle tensioni internazionali, molte nazioni stanno cercando di ridurre la propria esposizione al Dollaro.
Questo trend ad esempio è uno dei fattori che sostiene la corsa dell’oro, dal momento che le banche centrali stanno aumentando le proprie riserve auree da diverso tempo. Allo stesso tempo cominciano a sentirsi i primi scricchiolii nell’entusiasmo che ha accompagnato la corsa dei magnifici 7 dell’intelligenza artificiale negli ultimi trimestre.
È chiaro che questo scenario rappresenta una tendenza che il mondo della finanza sta vivendo negli ultimi tempi. Ma gli indicatori di momentum per loro stessa definizione possono cambiare rotta rapidamente. Lo shock legato alla guerra in Medio Oriente potrebbe di nuovo modificare la rotta dei mercati. Abbiamo visto ad esempio un ritorno di fiamma per il dollaro nella sua veste di bene rifugio.
Tags: crisi finanziaria del 2008-2009, denaro, indicatori di momentum
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