L’azienda italiana più importante di telefonia fissa ha assunto il CEO dell’azienda francese Vivendi nel ruolo di Presidente del gruppo, segnando una svolta decisiva.
Il declassamento di Giuseppe Recchi L’ingresso di Arnaud de Puyfontaine ha suscitato non poco interesse negli ultimi giorni. Il giornalista e imprenditore francese va infatti a sostituire Giuseppe Recchi, CEO di Telecom Italia sin dall’aprile 2014, che non lascerà l’azienda ma diventerà vice presidente. La situazione va dunque a capovolgersi rispetto al maggio scorso, e non è detto che ciò non abbia importanti ripercussioni sia sull’azienda che sul futuro dei rapporti internazionali con altri paesi e con altre aziende operanti all’estero. Sta di fatto che con questa mossa, importanti e delicati aspetti dell’azienda vanno sotto il controllo della Francia. La scelta di nominare Arnaud de Puyfontaine come Presidente di Telecom Italia sembra essere stata fortemente richiesta e, di conseguenza, ben accolta dagli azionisti Telecom, in quanto il giorno stesso della nomina, Telecom Italia ha chiuso in Borsa con uno +0.12%, un numero certamente non notevole ma se non altro apprezzabile.
I poteri di Arnaud de Puyfontaine in Telecom Italia C’è un importante aspetto da tenere in considerazione: Telecom Italia controlla l’azienda Sparkle, detentrice della rete di cavi sottomarina che collega l’Italia (e, più in generale, l’Europa) al Medio Oriente e altri Stati asiatici, attraverso la quale vengono scambiati dati estremamente sensibili. In quanto Presidente di Telecom Italia, Arnaud de Puyfontaine è incaricato di supervisionare Sparkle, avendo di fatto accesso a molti dati che potrebbero essere poi trasferiti ai servizi di sicurezza francesi, il che permetterebbe alla Francia di assumere un ruolo di rilievo per ciò che riguarda la sicurezza dell’occidente e del pianeta, soprattutto vista la situazione complicata degli ultimi tempi. Data la delicatezza del sistema, proprio un anno fa fu proposto di scorporare Telecom Italia e Sparkle, ma le trattative non andarono in porto.
Le ripercussioni dell’attuale presidenza per l’azienda Viene dunque da chiedersi cosa cambierà a causa di questo dominio. Attualmente, la risposta più accreditata è che non cambierà niente, almeno nel breve periodo, e l’azienda continuerà a mettere in atto le strategie di marketing già elaborate, che coinvolgono anche molte altre aziende operanti sul panorama italiano. Vi è anche un altro aspetto da tenere in considerazione, questa volta di natura legale: Arnaud de Puyfontaine è attualmente indagato, insieme a Vincent Bolloré, dalla procura di Milano per aggiotaggio nei confronti di Mediaset, in quanto con un’operazione hanno comprato fino al 28% di Mediaset, inducendo il sospetto di una strategia atta a far scendere il valore in Borsa dell’azienda. Non vi è, tuttavia, un responso ufficiale e definitivo in merito.
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