Quello dei paradisi fiscali è un tema dolente per milioni di italiani che pagano fino all’ultimo euro di tasse e vedono sottratta alla fiscalità generale una massa ingente di risorse da parte di contribuenti infedeli. Nel corso degli ultimi anni, però, il quadro di riferimento è notevolmente mutato e il paradiso fiscale Delaware è balzato prepotentemente alle cronache.
Se una volta parlando di paradisi fiscali i primi nomi che venivano alla mente erano la Svizzera, il Lussemburgo o le isole Cayman, oggi la situazione sta rapidamente modificandosi. Lo dimostra quanto sta avvenendo nel paradiso fiscale Delaware, ove è possibile aprire una società in poche ore e utilizzarla al fine di occultare le proprie ricchezze al fisco. Per farlo basta un semplice collegamento online che consenta di interpellare una delle tante società specializzate che offrono servizi in tal senso. Proprio offrendo servizi finanziari, questo Stato, il più piccolo negli Usa dopo il Rhode Island, con meno di un milione di residenti, ha potuto dare vita negli ultimi anni ad un impetuoso sviluppo. Sono le cifre a testimoniare questa crescita: le entrate sono infatti cresciute a due cifre, mentre il tasso di disoccupazione ha visto eroso addirittura un punto in pochi mesi. I 154 chilometri quadrati di superficie, che rappresentano lo 0,07% del territorio federale, sono riusciti a loro volta ad attrarre il 60% delle società che compaiono all’interno della classifica Fortune 500.
Se anche una società come Coca Cola lo ha scelto, il motivo di fondo risiede in particolare nei vantaggi di carattere fiscale che il paradiso fiscale Delaware può assicurare. Se infatti negli Usa ci sono stati in cui la tassazione è praticamente inesistente, come il Nevada, il Sud Dakota o il Wyoming, il Delaware può assicurare in più il totale anonimato, oltre alla mancanza di balzelli sugli utili derivanti da asset intangibili, ovvero i brevetti, i marchi e la proprietà intellettuale il cui controllo sia esercitato da “”Delaware holding company”” o da “”Passive investment company””. Questo spiega perché il numero delle società che hanno residenza nel Delaware sia addirittura superiore a quello degli abitanti.
Va però sottolineato come un successo di questo tipo non sia a costo zero per gli Stati Uniti, anzi. In un articolo pubblicato sul New York Times, si afferma infatti che la particolare struttura del sistema fiscale del paradiso fiscale Delaware costa all’erario statunitense una cifra non molto lontana dai 10 miliardi di dollari nell’arco di un decennio. Un dato che ha iniziato a destare più di qualche preoccupazione all’interno dell’amministrazione, la quale ha iniziato a pensare alle necessarie contromosse. Va però tenuto nel conto come colpire le attività finanziarie potrebbe rivelarsi un boomerang, se si considera che gran parte dell’economia del piccolo stato ruota intorno a esse.
Viviamo in un’epoca in cui la produzione è dominata dal…
Negli ultimi due anni il mercato del caffè è stato…
La maggior parte degli snack che consumiamo ogni giorno contiene…
Your email address will not be published.
− 4 = 5
Δ