Se si desidera effettuare qualche piccolo investimento ma non si è esperti di economia e finanza, è possibile imparare qualche “trucchetto” utile per divenire investitori consapevoli. Il primo dei quali è quello di affidarsi ad un professionista (collegato o meno alla propria banca) se si è del tutto digiuni in materia di investimenti.
Quando si sceglie di investire, che sia un piccolo gruzzoletto di risparmi o una somma piuttosto ingenti, lo scopo che si vuole ottenere è: avere un profitto. Per ottenerlo, però, bisogna tenere a mente una questione fondamentale – ovvero che i mercati azionari sono soggetti a frequentissime oscillazioni sia al ribasso che al rialzo, e molto spesso queste variazioni non sono nemmeno prevedibili. Quindi sarebbe opportuno valutare bene i livelli di rischio a cui si è disposti ad esporsi prima di effettuare operazioni finanziarie; in secondo luogo è necessario prendere informazioni sulla serietà dell’intermediario a cui si sceglie di affidarsi: è importante verificare che sia autorizzato da enti competenti a svolgere la propria attività, e questo è un dettaglio da non trascurare mai. Si può scegliere di investire online per proprio conto, se magari si mastica già un po’ di economia e di finanza; oppure ci si può appoggiare a figure professionali che lavorano in istituti di credito: in entrambi i casi, però, la parola d’ordine deve essere diversificazione. Suddividere il capitale in diversi modi e prodotti di investimento è una buona soluzione per ottenere rendite più o meno stabili: difatti, se uno o più prodotti attraversassero una fase negativa, sarebbero compensati dalle congiunzioni positive di altri prodotti in cui il capitale è stato investito. Da ciò deriva un altro suggerimento importante: monitorare costantemente gli investimenti, sia online che effettuati in banca.
Ecco di seguito una “carrellata” delle varie categorie di prodotti finanziari tra cui scegliere – fermo restando che è sempre bene informarsi singolarmente per ogni prodotto che si intende acquistare: – OBBLIGAZIONI: sono dei titoli di debito emessi o dallo Stato (come i BOT, i CCT ma anche i titoli di Stati esteri) oppure da socierà private con lo scopo di reperire liquidità, e in questo secondo caso si chiamano obbligazioni. I titoli di Stato sono investimenti a basso rischio ma hanno anche un rendimento inferiore rispetto alle obbligazioni. Chi sceglie questo tipo di investimenti o periodicamente o alla scadenza dell’investimento stesso riceve il proprio capitale maggiorato degli utili maturati. – AZIONI (o titoli azionari): sono quote di capitale di una società. I possessori di esse si chiamano azionisti e hanno diritti patrimoniali, ovvero partecipano alla ripartizione degli utili della società stessa, e diritti amministrativi, ovvero diritto di voto in assemblea – tranne nel caso in cui si posseggano azioni di risparmio. Le azioni offrono ottime potenzialità di guadagno ma sono anche parecchio rischiose perché espongono gli azionisti alle oscillazioni del mercato, che possono essere anche molto negative. Possono essere azioni ordinarie, azioni di risparmio ed azioni privilegiate, ma le azioni all’interno di una stessa categoria devono avere egual valore ed offrire eguali diritti. Se si è alle prime armi non è consigliabile comprare azioni online, sarebbe meglio rivolgersi a professionisti. – FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO: sono prodotti di gestione collettiva del risparmio. Una società di gestione del risparmio (SGR) riunisce le quote versate dai risparmiatori e le investe come fossero un unico patrimonio: il vantaggio indiscutibile è avere un servizio professionale e conoscere le politiche di investimento specificate nelle regole del fondo. A ogni investitore vengono riconosciuti pari diritti proporzionalmente al numero di quote che possiede. Poiché i fondi comuni non garantiscono rendimenti prefissati e nemmeno la restituzione del capitale investito, a vigilare su di essi ci pensano la Consob e la Banca d’Italia, che garantiscono trasparenza, stabilità e contenimento del rischio. Ci sono vari tipi di fondi comuni: fondi azionari, fondi obbligazionari, fondi bilanciati, fondi liquidità e fondi flessibili – ognuno con le proprie caratteristiche ed i propri fattori di rischio, su cui è bene prendere informazioni.
– DERIVATI, ovvero FUTURE, SWAPS e WARRANT ED OPZIONI: i derivati sono strumenti finanziari che, appunto, derivano il loro valore da altri prodotti finanziari e/o beni reali, che vengono chiamati “sottostanti”. Il loro valore, quindi, dipende dal sottostante a cui si riferiscono; essi sono acquistabili solo da persone che non hanno alcun legame o rapporto diretto con il titolo e/o col bene sottostante: chi li compra non deve essere coinvolto in alcuna maniera nelle operazioni finanziarie che determinano l’andamento del valore del derivato. Ci sono tre tipi di derivati: i futures, cioè prodotti che comportano l’impegno di acquisto o vendita ad una data prefissata di una determinata attività ad un prezzo deciso prima; gli swaps, ovvero operazioni finanziarie in cui le controparti si impegnano ad effettuare pagamenti di somme di denaro per tutta la durata del contratto in base ad un piano di scadenze prestabilito; i warrant e le opzioni, ossia prodotti che offrono la facoltà di comprare in un giorno prestabilito una certa quantità di attività sottostante a un prezzo preconcordato, di solito dietro pagamento di un premio.
– POLIZZE FINANZIARIE: sono investimenti proposti e gestiti dalle assicurazioni; tra esse ci sono le polizze vita, le polizze unit linked, le polizze index linked e le polizze di rendita vitalizia
Ecco, infine, qualche utile suggerimento per divenire un investitore consapevole: – informarsi con calma ed approfonditamente sui mercati finanziari e sui prodotti di investimento; – parlare periodicamente col proprio consulente per tenersi aggiornati; – investire solo se si ha effettivamente compreso in che cosa consista l’investimento e quali siano i rischi ad esso correlati; – diversificare dosando i rischi e investendo anche parte del patrimonio in prodotti sicuri anche se poco redditizi; – se si acquistano obbligazioni, informarsi sui fattori di rischio e sull’eventuale ammontare del capitale che si può perdere al fine di evitare sgradevoli sorprese; – per gli investimenti azionari, informarsi sui metodi e sui programmi di investimento della propria banca; – la base del patrimonio andrebbe investita in titoli sicuri, il surplus risparmiato mensimente e/o annualmente si può investire in prodotti a maggiore rischio; – se non si ama il rischio, è inutile cercare rendimenti superiori rispetto a quanto propone il mercato
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