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Come valutare un orologio antico

Gli orologi sono oggetti di antiquariato che da secoli attirano appassionati di tutte le età. Uno dei grandi vantaggi di questi manufatti è che ci sono moltissime tipologie, da quelli più piccoli e versatili da taschino e da polso a quelli più grandi e imponenti come quelli da tavolo e quelli a colonna.

Quando si trova uno strumento di questo tipo in soffitta è normale chiedersi se di è di fronte a un orologio antico di pregio e, nel caso, quanto possa valere o anche solo se si tratti di un’autentica rarità o di una semplice imitazione.

Abbiamo deciso di introdurvi nell’affascinante mondo degli orologi per scoprire come valutarli.

L’orologio nei secoli

La storia dell’orologio si può far iniziare già in epoca antica, quando non esistevano veri e propri meccanismi ma piuttosto elementi che permettevano di intuire la parte del giorno come mattino, pomeriggio e sera, fino al calare del sole: si tratta delle meridiane.

Per calcolare più precisamente minuti e secondi, invece, furono sviluppate le clessidre, oggetti dove l’acqua o i granelli di sabbia simboleggiano i secondi. Nell’epoca moderna fecero la loro apparizione i primi orologi a quadrante dove svettava un’unica lancetta, quella delle ore: presto seguì anche quella dei minuti e, infine, dei secondi.

Oltre ai pendoli e agli orologi da tavolo si svilupparono anche modelli portatili, veri e proprie meraviglie della tecnica dove piccolissimi ingranaggi permettevano di calcolare il tempo con accuratezza, come fanno i cronografi di oggi.

5 fattori per valutare un orologio

Ora che sappiamo un po’ di più sull’utilizzo e sulla fortuna degli orologi della storia abbiamo una sorta di mappa temporale che ci aiuterà a comprendere meglio l’epoca di appartenenza del nostro manufatto. Ci sono altri cinque fattori, tuttavia, che dobbiamo esaminare con attenzione per capire se abbia un valore reale.

  • Forma del quadrante: nel tempo la presenza e l’aspetto del quadrante sono state soggette a delle differenze più o meno significative a seconda del gusto allora corrente. Nel XVIII secolo, per esempio, erano popolari le curve, quindi i cerchi o gli ovali, mentre agli inizi del XX secolo fanno la loro comparsa anche linee più squadrate per la realizzazione di orologi di tendenza. Non mancano neanche gli elementi più bizzarri e inconsueti, che dovranno però essere valutati caso per caso da un professionista.
  • Materiale: bronzo, marmo e legno sono tutte materie che durante i secoli hanno dato vita a diverse tipologie di orologi, dai pendoli ai modelli da taschino. Di solito si può partire da qui per capire a che epoca appartenga il proprio manufatto: per esempio, agli inizi del XIX secolo non è raro trovare esemplari in pietra con pochi inserti dorati secondo il gusto neoclassico.
  • Tipologia di lancette e numeri: al di là dell’insieme si deve prestare una grande attenzione anche al dettaglio. Per esempio, le lancette e i numeri sul quadrante non sono sempre uguali in ogni epoca, ma presentano forme più elaborate più si va a ritroso nel tempo, specialmente quando si utilizzano ancora le notazioni latine per indicare le ore.
  • Alimentazione: l’alimentazione è, sicuramente, uno dei fattori determinante nell’attribuzione di un orologio. Quelli antichi, per esempio, si azionano a manovella o a rotella, comunque ricorrendo a una decisa carica manuale: va da sé che non troverete mai un orologio di questo genere a pile o a energia solare!
  • Segni distintivi: decori, marchi, simboli sono tutte caratteristiche che possono distinguere una manifattura dall’altra in maniera discreta, soprattutto se l’orologio che possedete è stato prodotto da un maestro del settore. Esaminando l’oggetto in ogni sua parte potreste individuare degli indizi per capire quando è nato e da dove proviene, oppure trovare particolarità che ne alzano il valore.

La parola all’esperto

La soluzione più sicura per valutare correttamente un orologio antico è quella di rivolgersi a un professionista competente come https://www.antiquariatocosta.com/ che, in un negozio d’antiquariato o in un laboratorio di restauro, possa esaminare in prima persona in reperto. Con un po’ di fortuna, magari confrontarlo proprio con modelli simili già presenti per facilitare il riconoscimento.

Solo in questo modo avrete la certezza di aver dato il giusto valore a questo oggetto, per venderlo a qualche appassionato o, perché no, esporlo voi stessi nella vostra casa come cimelio di famiglia. È anche un ottimo modo per verificare che non ci siano guasti e, nel caso, riportarlo al suo antico splendore: i sofisticati meccanismi degli orologi possono infatti funzionare anche a distanza di secoli!

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