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Outfit uomo smart working

Smart working, l’outfit per l’uomo che lavora da casa

Con la quarantena estesa a tutta l’Italia con il decreto Io Resto a casa, molte persone hanno iniziato a lavorare in smart woking. Si lavora da casa, con orari definiti (solitamente quelli d’ufficio) e si fanno riunione tramite pc, connettendosi su piattaforme di video call come Zoom, Microsoft Team e Skype. Lavorare da casa, quindi, non è sinonimo di vacanza: l’impegno produttivo deve essere lo stesso che viene assicurato in ufficio e anche l’abbigliamento non può essere considerato un optional. Per gli uomini che svolgono il proprio lavoro in modalità smart working è importante curare il proprio aspetto e il proprio outfit, evitando di apparire trasandati. Il giusto abbigliamento, tra l’altro, può dare lo sprint necessario per lavorare bene anche dalla propria abitazione. La pratica dello smart working è molto diffusa in alcuni Paesi, mentre per l’Italia sembra essere ancora una novità, alla quale però i lavoratori hanno reagito bene. Non è quindi escluso che in futuro una parte della popolazione continui a lavorare in smart working. Per questo è importante rispettare alcuni codici non solo comportamentali ma anche di presentazione, che consentono di essere efficienti rimanendo a casa.

Alcune regole per l’outfit in smart working

Esistono alcune regole, non scritte ma condivise, in tema di abbigliamento per lavorare da casa. Lo smart working, come detto, non è da intendersi come una vacanza, quindi tute e pigiami sono assolutamente da evitare. Questi darebbero un’idea completamente diversa da quella produttività che invece ci si aspetta dal lavoratore. Il pigiama, in particolare, sembra avere un pericoloso effetto di rilassamento su chi lo indossa. Secondo uno studio condotto dallo studio milanese Methodos il semplice atto del vestirsi al mattino è “un aiuto a prepararsi per la giornata lavorativa e per passare da modalità casa a modalità lavoro”.

Questo, però, non significa che i canoni di abbigliamento di riferimento siano quelli della quotidianità in ufficio. Per intendersi, sarebbe quasi ridicolo lavorare da casa con l’abito elegante, il doppio petto, la giacca e la cravatta. Occorre trovare una via di mezzo tra l’outfit professionale e quello casalingo. Lo stile giusto, quindi, potrebbe essere quello casual, o meglio business casual. Questo significa indossare capi confortevoli, realizzati con tessuti morbidi, meglio se in tinte unit in modo da rendere più semplici gli abbinamenti. Quindi, possono essere indossate maglie, camicie e cardigan. La primavera aiuta molto questo tipo di stile, grazie a colori più accesi che donano anche un po’ di energia. Nella scelta delle camicie è preferibile optare per fantasie non troppo eccentriche o la classica riga. L’importante è scegliere colori caldi e vivaci, che influiscono molto sull’umore. Se si vuole andare sul sicuro si può indossare una camicia bianca: semplice, d’impatto e si abbina bene a tutto o quasi. Per quanto riguarda il pantalone si può optare per un comodo jeans o un pantalone più largo e comodo come un blazer destrutturato.

Ordine e cura dei dettagli

Per un perfetto outfit da smart working è quindi essenziale mantenere l’ordine e la cura dei dettagli. Oltre all’abbigliamento, che deve essere sempre curato nei giusti abbinamenti, è importante presentarsi nelle conference call con i capelli pettinati e con la massima cura alla stanza dalla quale ci connettiamo. I dettagli sono importanti, quindi anche solo indossare un orologio o il bracciale che portiamo sempre a lavoro aiuta a sembrare più professionale e in perfetta forma lavorativa. Anche le calzature sono importanti. Sebbene le video call vengano effettuate da seduti, può capitare di doversi alzare per prendere documenti o altro. In quel caso anche i piedi entrerebbero nello schermo e non è ammissibile farsi trovare in pantofole. Meglio scegliere un paio di calzini ad hoc, magari rigati, e indossare delle slipper o mocassini morbidi o delle sneaker leggere. Serve un giusto connubio tra una calzatura domestica e una da ufficio.

Per il proprio outfit da smart working, in ogni caso, il consiglio è di scegliere capi made in Italy, che coniugano eleganza e qualità con la sicurezza del materiale utilizzato. Dalle camicie di Alessandrini, Altea e Patrizia Pepe (solo per citarne alcuni), semplici e adatte per ogni occasione, ai pantaloni più comodi e casual di Armani Jeans e Jeckerson. Il tutto da abbinare a dei comodi mocassini di Bottega Marchigiana, Tod’s o di molti altri brand che da anni sono il fiore all’occhiello del made in Italy per la moda. Lavorare da casa si può, basta farlo con stile.

https://www.italian-collection.com

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