Muoversi nell’universo caseario, capirlo a fondo non è mai stata cosa semplice, E mai come oggi è difficile percepirne i contorni.
Metterne bene a fuoco i dettagli, come orientare le proprie scelte siano esse destinate alla creazione di un carrello di formaggi di un ristorante, o più semplicemente ad una buona degustazione domestica,
è solo una delle questioni forse la più evidente che ci si pone al lato pratico che prelude l’acquisto.
E poi via via come abbinarli ai vini o ai pani tipici alla verdura o alla frutta e come tagliarli e presentarli e come poi come conservarli in frigo una volta avviati.
Oggi rispondiamo qui ad una parte di queste domande e per farlo andiamo a scavare in questo mondo del formaggio che appare composto da due realtà tanto distanti quanto diverse tra loro
quella artigianale è quella industriale.
Il formaggio frutto semplice della coagulazione del latte nato per caso agli albori della nostra civiltà,
giunge a noi consumatori del terzo millennio, attraverso un’infinità di percorsi locali da ognuno dei quali ha potuto nascere un prodotto che esprime una sua cultura attraverso una specifica forma, una sua consistenza e un gusto inconfondibili.
Frutto della più straordinaria biodiversità di razze animali e di specie botaniche il buon latte deve avere in se il buon gusto del suo pascolo o del suo foraggio,
il formaggio con la F maiuscola non va confuso con il formaggio comune da cui lo separano la cultura industriale le logiche del marketing e dei fatturati.
Anni di corsa al benessere quello presunto hanno portato alla introduzione di animali iper produttivi,
alle alimentazioni spinte per avere ancora più latte, alle bestie segregate in stalla alla pastorizzazione e ai fermenti lattici industriali ad un mondo che in sostanza produce la maggior parte dei formaggi in commercio e che talvolta cerca di farci apparire quelli come tipici e di nicchia.
Beh la risposta ai tanti quesiti iniziali è proprio li, oltre quel muro di formaggi comuni, oltre la banalità e la globalizzazione del gusto appaiono ancora centinaia di piccoli gioielli capaci di emozionare
Per la loro complessità e piacevolezza ma anche per come vengono realizzati oggi come un tempo secondo tradizioni trasmesse di padre in figlio. scritto da andrea a martedì, febbraio 16, 2010 Etichette: CUCINA, formaggi, SALUTE
Ecco i suggerimenti opportuni per preparare in casa il gelato alla liquirizia, la nuova tendenza dell’estate ormai prossima. E naturalmente che sia quella calabrese!!
Per questo mese in esposizione da Marcucci Arredamenti moderni a Roma troverete un’area nel Centro Cucine dedicata alla linea Stosa Cucine. Stosa Cucine è un’importante azienda che opera nella produzione di Cucine, di cui Marcucci Arredamenti ne è partner, esponendo nel Centro Casa a Roma nel “Centro Cucine” una vasta esposizione di cucine moderne come i modelli Beverly, Maxima,
Perchè solo la serietà nel biologico di prodotti tipici ripaga alla distanza, se davvero si vuol portare il vero gusto della natura a tavola!!
Anche il visitatore meno attento non può non accorgersi della dimensione magica di questo centro, della stratificazione storica lunga e gloriosa che si legge nella varietà dei monumenti, chiese e conventi, nella fiera civile e colta identità, nella attenta ospitalità della gente. Come succede presso ogni popolo, la gastronomia è in relazione alle caratteristiche territoriali, alla storia, alla cultura del luogo. Quella modicana trae origine dai numerosi popoli che nei secoli hanno dominato questa parte della Sicilia e dalla cucina contadina.
Si è appena conclusa a Milano Eurocucina, la fiera dedicata alla cucina, ai complementi d’arredo e alla stampa di settore.
Il Lambrusco, vino prediletto dal Poeta Carducci, si accompagna alla perfezione al clima primaverile e estivo. Ideale con la carne grigliata, o con una buona coppa di testa emiliana o con un salame, ma non solo!
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Alla ricerca di qualche nuova ricetta per poter gustare in modo diverso ed alternativo questa unicità della cucina calabrese.
Le prime forme di forno antico risalente ai tempi egiziani. Infatti, abbiamo osservato alcune strutture sono costruite con mattoni di argilla del cono del Nilo, dove la parte superiore, dove si mette il cibo era separata dal fondo dove il fuoco è stato acceso da una lastra di pietra, che assorbe il calore del fuoco e la invia al top.