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Industria dell’auto, il boom dell’elettrico taglierà 5 milioni di barili di petrolio

La crescita delle vendite di automobili a batteria elettrica continua ad accelerare, nonostante le difficoltà che ha incontrato l’industria dell’auto nell’ultimo biennio. Secondo il Global Electric Vehicle Outlook del 2023, nei prossimi anni la svolta sarà ancora più importante.

Il nuovo scenario per l’industria dell’auto

industria dell'autoIl documento realizzato dalle International Energy Agency riporta dati, proiezioni, statistiche ed analisi di mercato dei veicoli elettrici, che confermano uno scenario sempre più probabile: il tramonto dell’era dei motori termici, che verranno soppiantati dai propulsori ad elettroni.

Il boom ormai è stato innescato e al livello globale ormai i veicoli a batteria hanno varcato la soglia di 10 milioni, ma gli indicatori di momentum proiettano una crescita che li spingerà fino a circa 14 entro la fine di quest’anno.

La progressione delle vendite

Se consideriamo che nell’anno in cui è cominciata la pandemia (2020) la quota di veicoli elettrici sul totale era appena del 4%, mentre alla fine dello scorso anno era arrivata al 14%, è del tutto evidente che siamo di fronte ad una svolta. Le proiezioni dicono che entro la fine dell’anno la quota di mercato oltrepasserà il 18%.
Nel 2022 la spesa globale per veicoli elettrici (compresi bus e camion) ha superato i 425 miliardi di dollari, oltre 50% in più sul 2021.

Addio petrolio

Questo scenario ha una importante conseguenza. Si tratta del taglio di almeno 5 milioni di barili di petrolio, che non serviranno più per produrre carburante. Bisogna poi considerare anche le circa 700 mega tonnellate di anidride carbonica che non inquineranno di più l’aria.

C’è un altro dato importante che va sottolineato. Il boom dell’Industria dell’auto elettrica non è stato innescato dai programmi incentivanti messi in atto dai governi di tutto il mondo, perché in realtà l’incidenza di questi bonus sulla scelta di consumatori ha pesato appena per il 10%. Per il restante 90% si è trattato di una libera scelta dei consumatori. Maggiore sensibilità.

Europa in rincorsa

Se quanto detto finora è assolutamente incoraggiante, bisogna però sottolineare che questa rosa presenta anche delle spine. Infatti l’industria dell’auto elettrica vede nettamente in vantaggio la Cina, che vanta il 60% della quota marcata mondiale. Questo significa che l’Europa si trova indietro e dovrà darsi una mossa nei prossimi anni per recuperare il divario.

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