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Category Giornalismo

La BCE tira dritto sulla strada del­la «exit strategy».

L’istituto vuole sostenere le banche, ma cercando di evitare le fiammate inflazionistiche.I tassi d’interesse di Eurolandia posso restare all’1%, ma la liquidità che ha inondato il sistema creditizio per far fronte alla crisi dovrà essere riassorbita per tempo. I tassi d’interesse di Eurolan­dia posso restare all’1%, ma la li­quidità che ha inondato il siste­ma creditizio per far fronte alla crisi dovrà essere riassorbita per tempo.

L’Unione Europea fornirà sostegno alla Grecia.

Gli Stati membri di Eurolandia decideranno una azione comune.L’intervento ci sarà. E quanto al piano di stabilità di Ate­ne, la sua attuazione sarà monitorata con grande atten­zione, anche con l’aiuto dell’FMI (ma non sotto la re­sponsabilità di esso, il che non è una sfumatura). Aiuto’ Sì. «Psicologico», come lo chiedeva lo sventurato premier greco Iórghos Papandreu, che appena eletto ha dovuto affronta­re la più grossa emergenza dal tempo dei colonnelli’

Famiglia italiana : più debiti e meno soldi.

La concentrazione dei redditi è in stallo, con il 10% dei nuclei famigliari che possiede quasi il 45% dell’intera ricchezza netta della nazione, mentre la quota di indivi­dui al di sotto della soglia di povertà è pari al 13,4% .Le famiglie italiane ar­chiviano il 2008 con qualche pro­blema in più e, se finora restano in linea con la precedente reces­sione di inizio anni Novanta, c’è poco da rallegrarsi, perché i dati disponibili …

La Fiat è ancora una azienda italiana ‘

Si piange a Termini e Modena e si brinda in Messico e Russia.La strategia di Marchionne si basa sull’idea che nel mer­cato globale, una volta che indiani e cinesi saranno de­collati, sopravviveranno solo le case con un fatturato an­nuo di 80 miliardi e una produzione di 6 milioni di auto.Crisi mondiale dell’au­to, atto secondo e ricadute un po’ dappertutto.

Il tracollo dei diamanti : dimenticati per sempre’

La crisi finanziaria ed economica ha colpito duramente le aziende del settore.Al momento le prospettive non sono proprio rosee, co­munque il settore ha già dimostrato di sapersi adattare alle mutate sensibilità dei consumatori – Tra le soluzioni la certificazione come pure una migliore trasparenza

Il Portogallo e le sue difficoltà.

Disavanzo e debito pubblico fuori dalle norme UE.Un recente studio di Unicredit ha evidenziato come il Portogallo abbia forti squilibri fiscali e di bilancia com­merciale – Inoltre, il suo approccio per riportare il defi­cit fiscale in carreggiata è considerato troppo tiepido.«Pigs», porci, li chiamano i me­dia anglosassoni dalle iniziali di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spa­gna. O anche Piigs, aggiungendo­ci l’Italia.

Salvare le banche è costato caro.

Nel 2009 spesi dai governi 3.200 miliardi di euro.1.800 miliardi di euro sono stati stanziati Oltreoceano per aiutare 839 istituti e 1.400 miliardi nell’UE sono fini­ti nelle casse di 64 banche – Alla Royal Bank of Scotland la palma di banca più sussidiata con 420 miliardi di euro.Tremila e duecento miliardi di euro. È questa la maxi somma che i Governi di Europa e Stati Uniti hanno tirato fuori dalle ta­sche dei contribuenti per evita­re il collasso delle banche.

Falchi contro colombe nella BCE.

La crisi greca arriva sul tavolo dei banchieri di Francoforte.La Banca centrale europea deciderà oggi se i tassi d’in­teresse resteranno fermi o verranno invece leggermen­te aumentati – Gli osservatori scommettono comunque nella vittoria di coloro che prediligono uan strategia soft.

Spagna : sulle orme della Grecia.

Il PIL è in calo e la disoccupazione non accenna a diminuire.Quanto agli investimenti esteri, la Spagna ha perduto il suo rating AAA e la stretta creditizia mondiale ha inciso profondamente sulla possibilità degli spagnoli di indebi­tarsi sul mercato internazionale dei capitali. Avete detto Grecia’ Ma la Gre­cia ha solo il 3% del PIL dell’Unio­ne europea, un suo eventuale de­fault non potrebbe avere un gran­de impatto sull’euro.

La ripresa c’è ed è anche forte.

Per Banca Sarasin, il 2010 sarà un anno difficile per le borse.
Gli economisti della Banca Sarasin, ieri a Lugano, non escludono la possibilità di una ricaduta in recessione dell’economia mondiale che aprirebbe un pericoloso pe­riodo deflazionistico