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Quanto è il Valore dell’Oro Dopo Il Crollo Bitcoin ?

Quanto è il valore dell’oro all’indomani del crollo della valutazione Bitcoin, il prezzo aureo è cresciuto in questi ultimi giorni in concomitanza perfetta con il crollo di valore della criptovaluta più capitalizzata.
Anche se scontato è bene ricordare che il lingotto cresce di valore quando le preoccupazioni per il futuro da parte degli investitori si fanno più fondate.
L’oro viene acquistato come strategia di difesa economica a tutti i livelli comprese risparmiatori che accumulano riserve d’oro da rivendere in caso di necessità non solo sui mercati ma anche direttamente presso banchi metalli e compro oro Firenze o altrove.
La quotazione oro nell’ultima settimana è passata da area 1800 dollari a superare quota 1850 in modo deciso fino ad arrivare ai 1900 dollari oncia.
Un andamento che apre due scenari:
Uno che considera il rialzo del prezzo come un recupero temporaneo, rispetto al record assoluto di agosto 2020, come il prezioso metallo giallo ha avuto negli ultimi mesi.
Un altro che potrebbe aprire uno scenario rialzista più forte che si basa su fattori macroeconomici come la debolezza del dollaro e la paura dell’inflazione sul mercato americano.
A rinforzare la tesi di una eventuale nuova fase di rialzo c’è il contemporaneo crollo della valutazione Bitcoin.
La criptovaluta che è stata fino a pochi giorni fa protagonista di rialzi record che la hanno portata ad un valore record ben oltre i 60 mila dollari ha nell’ultima settimana perso oltre il 40% del proprio valore.
Una perdita elevatissima alleviata forse solo dall’abitudine alle montagne russe di chi investe sui Bitcoin.
Quello che è stato potuto notare è l’esatta coincidenza della perdita di valore con l’apprezzamento dell’oro dell’ultima settimana, coincidenza ?
Certamente no, ma solo un probabile spostamento di capitali in fuga dalla criptovaluta in favore del bene rifugio più importante.
Non è certo un segreto che molti investitori che propendono al rischio amano proteggersi nelle fasi di calo con lo scudo aureo che in momenti di crisi può regalare plus valenze interessanti.
Ma oltre all’inflazione sul mercato americano e la debolezza del dollaro cosa ha spinto al ribasso tecnicamente il valore Bitcoin.
Negli ultimo periodo il Bitcoin era stato ampiamente sostenuto con social rumors da parte di importanti personaggi di livello planetario.
Gli stessi che in pochi giorni con i soliti social rumors hanno affossato la criptovaluta più capitalizzata definendola inquinante per eventuali metodi di produzione che non rispettano le norme ambientali.
A rincarare la dose sembra sia entrata di mezzo anche la Cina, almeno da quello che viene dichiarato dal mainstream in occidente.
La notizia pervenuta è quella che Pechino abbia dato un giro di vite al Bitcoin, imponendo agli isitituti di credito nazionali di non accettare scambi con questa criptovaluta.

 

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